Le Novità Letterarie!

Buonasera, siamo finalmente arrivate all’appuntamento più bello della settimana: Le Novità Letterarie!
Le maggiori uscite della settimana dal 29 Febbraio al 5 Marzo 2016, disponibili negli store online e nelle librerie. (Vi ricordiamo che sono in continuo aggiornamento.)

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Dal 29 Febbraio al 5 Marzo 2016

girl

 

TITOLO: Uptown Girl
AUTORE: Raffaella V. Poggi
EDITORE: Newton Compton
DATA PUBBLICAZIONE: 29 Febbraio 2016
LINK D’ACQUISTO: Uptown Girl (eNewton Narrativa)

 

 

 

my dilemma

TITOLO: My dilemma is you #3
AUTORE: Cristina Chiperi
EDITORE: Leggereditore
DATA PUBBLICAZIONE: 3 Marzo 2016
LINK D’ACQUISTO: My dilemma is you 3 (Leggereditore)

 

 

 

 

sempre

TITOLO: Per sempre con me
AUTORE: Jennifer L. Armentrout
EDITORE: Editrice Nord
DATA PUBBLICAZIONE: 3 Marzo 2016
LINK D’ACQUISTO: Per sempre con me: La serie di Ti aspettavo

 

 

 

 

lanty

TITOLO: Lanty in Love
AUTORE: Tiziana Iaccarino
EDITORE: Genesis Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 2 Marzo 2016
LINK D’ACQUISTO: Lanty in Love: II Vol. della serie “Lanty & Cookies” (Romance)

 

 

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Anche questa settimana ha delle bellissime novità!
Cosa aspettate? Leggete! 😉

Naty&Julie

 

Notting’s Mimosa!

Ciao Notters 🙂
Siamo molto felici di presentarvi il terzo “Racconto Mimosa” di Notting Hill Books 🙂
Torna a farci compagnia la bravissima Melissa Pratelli.

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Saving Celeste

di
Melissa Pratelli

 

Celeste è la mia migliore amica.
La nostra è quel tipo di amicizia che non si perde nei meandri del tempo ma si fortifica col passare degli anni. Abbiamo condiviso insieme gioie e dolori, soddisfazioni e delusioni, sogni e ambizioni.
A 10 anni volevamo diventare prime ballerine per indossare dei bellissimi tutù rosa; a 12 volevamo essere chef stellate; a 16 volevamo partire per un giro del mondo zaino in spalla. A 20 anni non siamo né ballerine, né chef, né avventuriere ma siamo ancora insieme, sempre e comunque.
Celeste è una ragazza solare, gentile, ama con ogni fibra del suo essere e vede sempre il buono delle persone. Io sono cinica e diffidente e forse è per questo che il suo fidanzato Andrea non mi è mai andato a genio.
Andrea è di due anni più grande ed è il classico bel tipo tutta apparenza. Celeste lo ama tanto e io l’ho accettato, specie perché lui sembra renderla davvero felice.
Da un po’ di tempo però, la luce di Celeste appare offuscata e questo è bastato a far scattare in me un campanello d’allarme. Ho tentato più volte di indagare, ma lei ha magistralmente glissato sull’argomento. Sono a cena dai miei quando il mistero comincia a svelarsi. Celeste si presenta alla porta, ha gli occhi arrossati, le mani che tremano e un sorriso nervoso. Ha pianto ma non vuole mostrarlo.
Mi scuso con mamma e papà e la trascino nella mia vecchia stanza.
“Cosa succede?” domando a bruciapelo. Questa volta deve sputare il rospo, non accetterò altre blande spiegazioni.
Lei liquida la domanda con un gesto della mano e fa una smorfia quando si appoggia al letto.
“Scusa l’improvvisata” dice, simulando un sorriso, “avevo voglia di un po’ di compagnia.”
“Dimmi la verità. Sono mesi che sei strana.”
Scuote la testa. “Sono solo stressata per l’università, niente di che. Capita, no?”
Lo dice in modo così ragionevole che sono quasi portata a crederle. In fondo, in sessione d’esame siamo tutti un po’ isterici. Come gesto di conforto le metto una mano attorno alle spalle ed è in quel momento che, vedendola sobbalzare, comincio ad intuire la verità.
Non le do nemmeno il tempo di trovare una scusa, le strappo il cardigan di dosso, lasciandole le spalle scoperte. Celeste è piena di lividi, alcuni in guarigione, altri più recenti e mentre io la esamino con l’orrore dipinto in volto, lei fissa il pavimento. Quando mi chino per scoprirle la schiena, si scosta bruscamente e si rimette il cardigan.
“Sono caduta” dice, alzandosi e allontanandosi. “Sono maldestra in questo periodo.” Accenna un sorriso. Io ho già le lacrime agli occhi per la rabbia e il dolore.
“Non osare mentirmi” la avviso. “Non proteggerlo.”
Celeste mi lancia uno sguardo di sfida. “Di cosa stai parlando? Ti ho detto che sono caduta! Cosa vai a pensare, Mia?”
Non farlo, Celeste.“Cazzate! Studio medicina, ricordi?” Abbassa lo sguardo. Non riesce a guardarmi negli occhi, non senz lasciar trapelare l’orrore e la paura.
“Andrea attraversa un periodo difficile. Il lavoro non va bene e lui, beh, qualche volta è nervoso.” Mi sento mortificata ad ascoltare le parole della mia migliore amica, che tenta disperatamente di giustificare l’ignobile comportamento di quello stronzo.
“Così ti ha presa per un sacco da boxe?” Celeste alza lo sguardo, scioccata.
“No! È che certe volte lo esaspero!”
Scuoto la testa, incredula, cercando di capire quale meccanismo della mente o del cuore possa portarti a scusare la violenza da parte di chi dovrebbe proteggerti.
“Non provare a dire che è colpa tua, non comportarti da succube!” sbotto, lasciando fuoriuscire la rabbia.
“Non lo faccio” sussurra. “Mi ha chiesto scusa. Dice che non sa cosa gli è preso e che non lo farà più. L’ha promesso.”
“Non sei mai stata una stupida. Non cominciare ora.” Ormai sto ringhiando.
Celeste non risponde. “Quante volte?”
Si stringe nelle spalle. “Due.”
“Devi lasciarlo e denunciarlo” dichiaro decisa.
Lei strabuzza gli occhi. “No! No Mia, ha promesso. Lui mi ama e io non voglio scappare al primo momento di difficoltà.” Non posso crederci. Sono davvero arrabbiata con lei.
“Lo farà di nuovo, non capisci? Se ti amasse davvero non potrebbe mai farti una cosa del genere!”
Celeste stringe i pugni e si avvia alla porta, lanciandomi un’occhiata ferita.
“Non hai il diritto di dirmi come devo vivere la mia relazione. So che sembra terribile ma non è come pensi. Andrea mi ama e non lo farà più. Mi spiace che tu non ti fidi del mio giudizio.”
Detto ciò, esce dalla stanza. Sono svuotata. Devo calmarmi e poi trovare una soluzione.
Aggredire la mia amica non è stata una mossa furba, l’ha solo messa sulla difensiva. I sentimenti le offuscano il giudizio, il desiderio di credere nell’amore professato da Andrea la fa sentire in dovere di essere paziente e resistere.
Io sono quella che deve farle capire la verità e che deve convincerla che lui non la ama. Non so cosa sia successo ad Andrea e non mi interessa, non è un mio problema. Il mio problema è salvare la mia migliore amica. Mi reco all’ingresso, infilo il cappotto ed esco, intenzionata a piombare in casa di quei due. La porterò via da lì, volente o nolente.

Non ci metto molto a raggiungere la meta, dieci minuti in auto e mi parcheggio davanti all’ingresso. Sento già le urla. Andrea inveisce, apostrofando Celeste con epiteti che mi fanno rabbrividire. Già me lo immagino che incombe su di lei mentre la mia amica se ne sta in un angolo a subire, aggrappandosi al ricordo dell’uomo che ha amato.
Fortuna vuole che io abbia una copia delle chiavi, per le emergenze. Mi chiedo cosa stiano facendo i vicini e perché nessuno sia ancora intervenuto. È impossibile non sentire le grida, sono quasi assordanti. Entro di soppiatto, cercando di contenere la voglia di saltare addosso ad Andrea e riempirlo di botte. Non avrei la meglio, quell’uomo pesa il doppio di me. Magari, vedendomi, si renderà conto di ciò che sta facendo. Questo è ciò che spero quando attraverso la soglia del salotto. La scena è come me la sono immaginata, l’unica differenza è che Celeste è a terra, sanguinante e con il naso rotto e Andrea troneggia su di lei, pronto a sferrarle un calcio. Non ragiono più, parto alla carica e mi lancio su di lui neanche fossi una wrestler. Andrea, colto alla sprovvista, cade all’indietro, giusto il tempo di riprendersi e mi assesta uno schiaffo in pieno volto, facendomi rotolare di lato, stordita.
Non so se è stato il vedere Andrea picchiare anche me a risvegliarla dal suo torpore ma Celeste si alza e si avventa su di lui, schiaffeggiandolo e colpendolo con forza. Andrea, sconvolto da quella reazione inaspettata, resta immobile e incassa i colpi.
Mi tiro in piedi, raccatto un porta candele in ottone e mi avvicino ai due, sento già il livido che si sta formando sulla guancia.
“Noi ce ne andiamo. Non provare mai più ad avvicinarti a lei o giuro su Dio che troverò il modo di ammazzarti.”
Prendo Celeste per un braccio e la guido fuori. Lei esce senza voltarsi indietro, appoggiandosi a me.
Sono passati sei mesi da quella sera e, se ci penso, ancora sento la violenza del colpo di Andrea sul mio viso. Celeste è rinata. Il tempo ha curato le sue ferite, fisiche e psicologiche e adesso è tornata l’amica che conoscevo, più forte e più determinata di prima a trovare l’amore.

Io sono ancora accanto a lei.

[Melissa Pratelli]

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Naty&Julie ❤

Notting’s Mimosa!

Ciao Notters,

sapete che da qualche giorno, fino alla fine di Marzo, Notting Hill Books ha aperto una nuova rubrica: “Notting’s Mimosa”, dove chiunque di voi può scatenare la fantasia, l’importante deve esserci un elemento essenziale: le Donne.
Ora vi facciamo leggere “Un breve racconto di vita” di Antonella Avallone.

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Un breve racconto di vita


di
Antonella Avallone

 

C’era una volta… Oh, che inizio retorico, sarà meglio attualizzarlo un po’. Ecco vediamo se così è meglio.

Io sono Sara e questa è la mia storia, quella di chi a vent’anni non sa cosa sia l’amore e che, mentre cammina tra la gente tutto d’un colpo si accorge di essere simile agli altri con il cuore in gola, che batte come non credeva possibile e che sembra esploderle dal petto.

Eppure là al liceo non mi era sembrato nulla di eccezionale. Il nuovo professore certamente era giovane, simpatico ed in confronto alle altre materie la sua era molto più rilassante, benché esigesse attenzione, come giusto che fosse. Lui, però, non pretendeva dedizione assoluta né impartiva compiti a casa, almeno così ricordo io… Ma dicevo, quando arrivò il primo giorno fresco di nomina a sostituire il suo collega, si presentò timido e spaurito con il sorriso sulle labbra, un viso dolce e bonario ed un aspetto da ragazzino. Naturalmente lo accogliemmo con favore e ben presto instaurò un bel rapporto con la classe, benché non condividessi l’eccessiva familiarità di alcune mie compagne, che prendevano il sopravvento. Lo stuzzicavano, facevano battute e si scambiavano risatine. A me sembrava più giusto mantenere le distanze, come conveniva tra insegnante e studenti, una certa forma di rispetto, ma come ho già detto, nulla in me aveva provocato un qualsiasi mutamento. Mi comportavo in tutto simile ai miei colleghi di studio e così facendo gli anni passarono.

Giunse la maturità e prima di questa la cena d’addio. Una gran bella tavolata di studenti e insegnanti per l’occasione tutti presenti, forse perché da noi invitati in un ristorante alla moda, forse perché l’ultima occasione per stare tutti insieme.

Casualmente mi sedette davanti questo giovane professore sempre sorridente e pronto ad aiutare chi bisognoso di lui. Quella sera sembrava uno di noi e così sembrò anche a me. Fu disponibile come non mai e prodigo di attenzioni, ma voci del suo prossimo matrimonio mi turbarono. Uno scatto, un brivido mi percorse lungo tutta la schiena, ma pensai al freddo, visto che cenavamo su una splendida terrazza panoramica, ma non credo ora a distanza di tempo che fosse quello che mi gelò il sangue e che mi infuse una tristezza infinita. Non ci volli pensare al momento. E poco dopo tutto finì, la cena, il liceo.

Mi attendeva una nuova vita. Avrei iniziato l’università ed affrontato nuove sfide, ma nessuno nel cuore d’amare. Passavo le giornate a studiare sui libri e le sere con gli amici di sempre. Mi godevo ogni attimo e credevo di essere felice e così sembravo agli altri. Forse lo ero davvero, perché non sapevo che mi mancava qualcosa. Poi, però, un giorno un’amica parlando degli insegnanti del liceo pronunciò il suo nome, quello di quel giovane professore dall’aria gentile e dal sorriso amichevole. Curiosa la interrogai e seppi che non si era più sposato. Fui felice di sentirlo dire e non mi resi conto di quanto ciò fosse evidente. All’’improvviso una vampata di calore mi scosse da capo a piedi. Mi sentivo rovente, lui era davanti a me, sorrideva come solo lui sapeva fare e ci chiedeva dei nostri studi, della nostra vita, ma io a stento riuscivo a soffocare i battiti del mio cuore e rimasi senza parole. Nei miei occhi c’era una luce nuova, che mi parve distinguere anche nei suoi, quando i nostri sguardi s’incrociarono per un istante infinito. Allora capii che era amore, finalmente amore vero quello che mi aveva colpito a tradimento e che io avevo sempre avuto nascosto nel cuore.

Ma se anche lui provasse qualcosa per me e se ci fosse un futuro per noi due, beh questa è già un’altra storia.

Antonella  Avallone

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Naty&Julie ❤