A tu per tu con: Serena Versari!

Cari Book Readers, Notting Hill è pronta con la terza intervista!
Oggi è il turno di Serena Versari che si è gentilemente prestata a rispondere alle nostre domande, autrice del romanzo “Born to love us”.

bornHDCiao Serena,

grazie innanzitutto per il tempo che stai regalando a Notting Hill.
Immagino sarai impegnatissima quindi cominciamo subito… ☺

Ho appena finito di leggere il tuo romanzo, “Born To Love Us”, una storia che come avrai modo di leggere dalla recensione che uscirà nei prossimi giorni mi ha colpito molto sia per la storia d’amore che racconta ma anche per l’analisi che Swamy, la protagonista, compie su se stessa.

1) Quando e come è nata l’idea di scrivere questa storia?

Ciao. Grazie a voi, per me è davvero un piacere essere qui a Notting Hill J . L’idea di scrivere questa storia è nata quest’anno, mentre facevo una riflessione su un fatto accaduto realmente nella mia vita. Ho iniziato a pormi diversi interrogativi sull’amore, sulla vita, sul destino e alla fine è nata la storia di Swamy e Travis.

2) C’è un personaggio del romanzo a cui ti senti particolarmente legata? Perché?

Sono legata in particolar modo a Swamy, per la voglia e la forza di cambiare radicalmente la sua vita e sono legata al nonno, per la sua saggezza e spiritualità. Chi non vorrebbe un consigliere come lui in momenti cruciali come quelli?

3) “Born to love us” è una storia estremamente attuale, riflette a pieno le perplessità e le domande che tante persone si trovano ad affrontare almeno una volta nella vita.
Quando hai scritto il libro, qual era il messaggio che volevi fare arrivare al lettore?

Come ho scritto nel libro “non sempre la cosa giusta da fare è quella che ci rende felici.” Solo noi abbiamo il potere di decidere se esserlo oppure no. Non dobbiamo restare nella nostra comfort solo perché ci fa sentire sicuri. Varchiamo quella soglia, facciamo quel piccolo passo, che potrebbe rendere straordinaria la nostra vita.

4) La storia di Swamy e Travis è completamente frutto della tua fantasia?

Come dicevo prima, c’è uno spunto preso dalla realtà, ma solo in piccola parte. Per il resto sì, è frutto della mia fantasia.

5) In “Born to love us” ci regali anche un estratto di un altro tuo successo “L’arpeggio del cuore”. Hai voglia di dirci qualcosa in più di questo libro?

Nel romanzo “L’Arpeggio del Cuore” troviamo Sally, una donna di trentacinque anni, imprigionata in un matrimonio ormai logoro da tempo, e Roy, un giovane chitarrista di ventiquattro anni. L’incontro fra i due, farà riaffiorare in Sally la voglia di amare e di essere amata, proverà sensazioni che erano sopite da tempo e che non credeva che avrebbe mai più provato.
Roy d’altro canto, è un ragazzo molto più maturo della sua età, a causa delle difficoltà che ha dovuto affrontare molto giovane. Con Sally, conoscerà per la prima volta, il significato della parola “amare”.

Adesso qualche domanda per conoscerti un po’ di più…

6) Alcuni autori, anche molto celebri, hanno un posto speciale in cui scrivere, un rifugio, un luogo che li stimola nella composizione. Anche tu ne hai uno?

Di solito scrivo sempre seduta in cucina, dove i raggi del sole penetrano attraverso la finestra e mi ricaricano di energia. Ascolto quasi sempre musica in sottofondo, perché per me è fonte di grande ispirazione. Tengo anche un candelina accesa al mio fianco e un cristallo.

7) Sul tuo blog scrivi “La scrittura è per me, un potente elisir”.
Posso chiederti a che età o in che periodo della tua vita è nata questa passione?

Se devo essere sincera la passione è nata molto tardi, solo sei anni fa. Mi è sempre piaciuto inventare storie, fin da piccola, ma restavano imprigionate nella mente e non avevo mai pensato di buttarle giù, su un pezzo di carta. Durante un periodo difficile della mia vita, ho sentito la necessità di mettere nero su bianco le mie emozioni. In quel momento, ho capito il grande potere di guarigione che esercita su di me, e tutt’ora è così.

8) C’è qualcuno a cui ti senti di dover dire “grazie” nel tuo percorso letterario?

La prima persona che devo ringraziare è il mio ex capo. Quando lavoravo per lui, scoprì che era uno scrittore di romanzi noir e, quando gli dissi che avevo scritto un libro, insistette per leggerlo. Se non fosse stato per lui, molto probabilmente sarebbe rimasto nel cassetto a vita. Ringrazio anche mia mamma, che mi sta sempre accanto e mi sprona a credere nei miei sogni (ho sempre pensato a noi due come il telefilm “Una mamma per amica”).
Infine ringrazio alcune amiche/scrittrici che ho conosciuto lungo questo percorso.

9) Hai mai pensato di rendere te stessa la protagonista di uno dei tuoi romanzi?
Magari una bionda ribelle a cavallo di una meravigliosa KTM?

Se devo essere sincera, in ogni personaggio femminile, c’è sempre qualche sfumatura di me stessa.
A volte è la forza, la determinazione, altre volte la paura, altre ancora, le passioni, come per esempio l’amore per la natura.
Per la centaura, ci sto lavorando 😀

10) L’ultima, doverosa, domanda: ci regalerai il seguito di questa bellissima storia?
Potremo finalmente vivere un po’ dell’amore di Swamy e Travis o si tratta di un romanzo auto-conclusivo?

“Born to love us” è stato concepito come romanzo autoconclusivo, come quasi tutti quelli che scrivo. Non amo molto le saghe, né leggerle, né scriverle.
Ma, mai dire mai! 🙂

La seconda preferita paintAncora un grazie speciale a Serena per il tempo che ci ha dedicato!
…E voi? Siete tutti pronti per “arpeggiare” il vostro cuore?

JULIE.

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