Recensione di: “Dracula – Love Never Dies” di Natascia Lucchetti

Buongiorno carissimi Notters!

Oggi vi parlo di un romanzo incredibile, che ha toccato le corde più profonde della mia anima come pochi libri sono riusciti a fare: si tratta di storie indimenticabili, intense, appaganti in tutto e per tutto…Ecco, il romanzo in questione s’inserisce perfettamente in questa categoria, sebbene non fossi sicura che il genere mi sarebbe piaciuto così tanto. A cosa mi riferisco? Ma a lui, “Dracula” di Natascia Luchetti.

Se il mio preambolo vi ha incuriositi almeno un po’, seguitemi per saperne di più! 🙂

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TITOLO: Dracula – Love Never Dies
AUTRICE: Natascia Luchetti
GENERE: Romanzo horror/romantico
EDITORE: Delrai Edizioni
DATA DI PUBBLICAZIONE: 23 gennaio 2017
PAGINE: 335
FORMATO: Ebook/Cartaceo (sia versione Deluxe sia economica)
PREZZO: 2,99/€ 16,50 (versione Deluxe)/€ 9,90 (versione economica)

 


SINOSSI 

Sono passati più di cento anni dalla sconfitta delle tenebre.
Il ricordo sbiadito e invecchiato della donna che ha amato continua a torturare il suo animo imprigionato e inquieto. L’animale che è in Vlad preme per uscire e vendicarsi così della prigionia a cui Van Helsing e Harker lo hanno costretto, allontanandolo dall’amore. Il male è di nuovo pronto per calare su Londra e lasciare una scia infinita di sangue. Crudele e privo di morale, Dracula si aggira per la città, ma l’antica promessa di un sentimento eterno torna a fargli visita. Yrden Clarks lo guarda con ardore, lei non lo giudica, lei non ha paura… Ma è la vendetta che alimenta la smania del mostro e lo guida nella lotta tra luce e ombra. Non c’è niente che può salvare un uomo senz’anima, niente, nemmeno l’amore a cui la storia sembra averlo destinato.

RECENSIONE 
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER*** 

Nella premessa, ho fatto riferimento a quella cerchia di “libri speciali” che ogni lettore incontra nella propria vita e definisce tali, ovvero quei romanzi in grado di lasciare delle sensazioni uniche, quasi indefinibili. Mi spiego meglio. Avete presente quando giungete all’ultima pagina di un libro e, una volta concluso, provate una profonda commozione quasi steste salutando un caro amico da cui non avreste mai voluto separarvi? Ma sì, ogni lettore possiede una lista di questi libri speciali e sono fiera di dire che Dracula di Natascia Luchetti si è appena aggiudicato un posto d’onore nella mia.

Raramente do cinque stelle nelle recensioni, semplicemente perché è difficile per un libro rasentare la perfezione, che a mio personalissimo giudizio è rappresentata dal pieno coinvolgimento emotivo del lettore, accompagnato da una trama magnifica e da una struttura stilistico-linguistica solida e appassionante. Se a tutto ciò, aggiungiamo il fatto che mi sono accostata a questo romanzo con una spiccata curiosità, ma incerta se mi sarebbe davvero piaciuto o meno…Beh, allora potete capire il motivo del mio voto al piccolo capolavoro di Natascia.

Innanzitutto, voglio rassicurarvi su una cosa: non dovete essere degli amanti sfegatati del genere horror per apprezzarlo né aver letto Dracula di Stoker.
Certo, sapere quantomeno chi sia Vlad III Draculea può aiutarvi, ma dubito fortemente che qualcuno ignori il succo della storia.

Dico ciò, perché magari la mancata lettura del capostipite letterario potrebbe frenarvi nell’acquisto del libro in questione, ma potete stare tranquilli: ci pensa la meravigliosa penna di Natascia a delucidarvi sul passato di Dracula e, dunque, sulla trama di Stoker, citandolo abbondantemente e proponendo numerose comparazioni con le vicissitudini passate del vampiro primigenio.

La storia si apre con uno scenario piuttosto triste, ma perfettamente coerente con la nostra epoca. A cent’anni dalla sconfitta delle tenebre, Dracula è prigioniero ad Hellsgate, una struttura in cui vengono effettuati esperimenti scientifici sui prigionieri detenuti al suo interno. Il vampiro è ridotto in fin di vita, orrendo a vedersi, ma non è stato ucciso perché è proprio con il suo sangue che viene effettuata buona parte degli esperimenti: Vincent Harker, responsabile di Hellsgate, vuole sfruttare a suo vantaggio le peculiarità del vampirismo, quali l’estrema forza, l’immensa velocità, la capacità di guarire dalle ferite, ma soprattutto l’immortalità. È la condizione in cui è relegata sua figlia Aurore, costretta sulla sedia a rotelle, a indurlo a perseguire tale scopo; ma è anche l’odio che nutre per Dracula a far sì che Vincent voglia mantenerlo in vita, una vita di patimenti, umiliazioni e sofferenza. Tale odio discende direttamente dal suo antenato Jonathan Harker che, non solo fu tra i maggiori nemici del vampiro primigenio, ma fu anche lo sposo di Mina Murray, la donna che donò il proprio cuore a Dracula e che, anche dopo la sconfitta del vampiro, non si rassegnò mai alla sua perdita, lasciandosi perire d’infelicità.

Dracula riesce a fuggire da Hellsgate grazie all’aiuto di Peter Clarks, giovane guardia contraddistinta da grande sensibilità, che non sopporta di vederlo ingiustamente maltrattato. Tuttavia, paga a caro prezzo lo scotto del suo errore, un errore che commette al solo scopo di sopravvivere: gli viene iniettato un po’ del sangue prelevato a Dracula e Peter si trasforma in una sorta di superuomo vampirizzato. Uccide tutti coloro che cercano di fermarlo, fino a quando Dracula gli strappa il cuore, anticipando la fine che avrebbe comunque segnato il ragazzo. Gli ultimi pensieri di quest’ultimo sono dedicati alla fidanzata Annie e ai fratelli minori Noah e Yrden, che lo aspettano impazienti a Londra. Ed è proprio a Londra che si sposta il fulcro della narrazione, poiché è lì che Dracula si dirige.

Rimessosi in forze e recuperato il suo bellissimo aspetto originario, fa recapitare una lettera a Vincent Harker, facendogli intendere che si vendicherà per la lunga prigionia a cui l’ha sottoposto. Per questo motivo, Dracula prende ad uccidere e a spargere terrore nella capitale inglese, cosicché il suo nemico capisca quanto gli sia vicino.

È particolarmente interessante il fatto che Dracula stesso, nel contesto moderno in cui si trova dopo cent’anni d’isolamento, si consideri un vero e proprio anacronismo vivente. In effetti è così e non posso negare che il suo linguaggio forbito, galante e altolocato mi abbia soggiogato esattamente come ha fatto con le sue vittime. L’eleganza da cui è contraddistinto il vampiro è ineguagliabile e posso affermare con certezza che sia il punto forte del romanzo, ciò che mantiene i lettori incollati alle pagine. È come se i suoi poteri e le sue capacità ammaliatrici circuissero tanto i personaggi della storia quanto chi legge. Questo è un grande merito che va reso alla penna dell’autrice, incredibilmente talentuosa nel mantenere una continuità tra il Dracula di Stoker e il suo, senza mai indurre il lettore a pensare che il personaggio principale abbia subito dei mutamenti o dei cali di stile.

Noah e Yrden Clarks, fratelli minori del deceduto Peter, si trovano a fare i conti con la sua misteriosa morte, nonché con la depressione di Annie. Quest’ultima comincia a comportarsi in maniera anomala ogni giorno di più, tentando di sedurre Noah (che ha sempre considerato alla stregua di un fratello) e uccidendo il dottore mandato a visitarla. Pagina dopo pagina, scopriamo che Dracula in persona l’ha resa una vampira, sfruttando la disperazione da cui Annie è stata pervasa nel momento in cui ha preso atto della morte di Peter. Come viene esplicitato nel romanzo, infatti, una donna viene vampirizzata solo se lo vuole (con particolare riferimento a Mina Murray) ed Annie non aveva nulla da perdere nel diventare la serva di Dracula, ma tutto da guadagnare.

Il vampiro primigenio continua ad uccidere, facendo sì che i londinesi, all’oscuro di chi si celi dietro ai terrificanti omicidi che stravolgono la città, lo considerino un secondo Jack lo Squartatore. Per ironia della sorte, in molti azzardano perfino alcune teorie riguardanti proprio Dracula di Stoker, senza sospettare che lui esista davvero; ho trovato questo accorgimento di Natascia molto umoristico.

Pian piano comincia a delinearsi un drappello di persone decise a combattere il mostro, guarda caso formato proprio dagli eredi degli antichi nemici di Dracula: Vincent Harker, Darren Van Helsing, John Morris, Arthur III Holmwood Godalming e sua figlia Mercy Godalming, ex fidanzata di Noah Clarks. Ex, perché fu costretta a prendere le distanze da lui dalle minacce del padre altolocato che non accettò mai un poveraccio come compagno per la propria figlia ribelle.

Vi dico subito che ho amato particolarmente il personaggio di Mercy, così forte, combattiva e pienamente sé stessa. Lei è la prima a rendersi conto che a definire la natura mostruosa di qualcuno sono gli atteggiamento messi in atto dallo stesso e nient’altro.

 “[…]Yrden sbarrò gli occhi e schiuse le labbra nel ritrovarsi a osservare la figura di D. I suoi occhi erano scarlatti come quelli di Annie. 
Per un istante le rivolse uno sguardo mesto, poi si voltò verso Annie e, sollevando le labbra, le mostrò la ferina dentatura. 
«Non avresti dovuto osare tanto. Tu sei soltanto una schiava!» 
«Ma M-Maestro, io non…» 
A grandi passi che non facevano alcun rumore a terra, Dracula si avvicinò alla ragazza e afferrò tutte e due le sue spalle, con entrambe le mani. 
«Sapevi che cosa ti era lecito e cosa non avresti mai dovuto fare. Lei è preziosa per me e tu non avresti mai dovuto pensare di sostituirla.[…]” 

Siamo arrivati alla mia parte preferita, ovvero la storia d’amore.
Sì, signori miei, perché vi svelo un segreto: Dracula non è altro che una storia d’amore. La battaglia, il sangue che scorre, la morte, la sofferenza…Nulla, in questo romanzo, conta quanto il sentimento che Dracula scopre di poter provare nuovamente, dopo tanti anni di agonia.

Durante la sua permanenza a Londra, infatti, il nobile vampiro incontra una bellissima e giovane fanciulla, dai lunghi capelli biondi e grandi occhi azzurri. Lei è timida nei suoi confronti, a causa dell’evidente differenza sociale che li contraddistingue, ma dal primo istante in cui si rivolgono lo sguardo, è come se i due fossero trasportati in un’altra dimensione. Diventano l’uno l’incastro perfetto dell’altra ed è evidente quanto il loro sentimento sia vero, puro, sebbene Dracula sia considerato da tutti un mostro e, dunque, l’antitesi della purezza, e lei sia una ragazza che nella vita abbia patito molte sofferenze, discriminazioni e lutti.

Chi è la misteriosa fanciulla? Nientemeno che Yrden Clarks!

Si conoscono presso l’hotel dove Dracula alloggia, poiché Yrden vi lavora, e subito scatta la scintilla. Una potente alchimia unisce le loro anime che sembrano essere ormai indissolubili.

Dracula rimane sul vago circa la propria identità, sebbene vorrebbe essere sincero con lei, ma teme che la farebbe scappare. Tuttavia, Yrden è diversa da qualunque altra ragazza: sente, avverte che si celi qualcosa di misterioso dietro l’affascinante figura di quell’uomo bello e gentile che in più occasioni le chiede di uscire, portandola in posti lussuosi che non avrebbe mai immaginato di poter esplorare…E lo difende persino quando compare sul giornale come principale indiziato per gli omicidi che si stanno susseguendo a Londra…Salvo poi ritrovarsi faccia a faccia con la dura realtà.
Dracula si rivela alla sua amata nel momento in cui Annie cerca di ucciderla per diventare la preferita del Maestro, lasciando Yrden di stucco. Lei si arrabbia, lo respinge, accanendosi contro il sentimento che prova per lui, interpretandolo come una mera illusione creata dalla magia del vampiro, pur sapendo che non è così. Tuttavia, non passa molto tempo prima che Yrden capisca quanto la sua reazione abbia ferito Vlad e quanto lei stessa non riesca ad odiarlo, nonostante tutto.

“[…]Qualcosa in lei gridava disperato all’errore che aveva appena compiuto. Aveva calpestato l’amore di D., per quanto sbagliato esso fosse, lo aveva schiacciato, vomitando parole che sicuramente non rappresentavano la verità. Ma come non reagire a quel modo? Lui aveva ucciso Annie, lui aveva stravolto l’intera città di Londra, aveva seminato il terrore ovunque. Non era forse abbastanza per iniziare a considerarlo un abominio da distruggere? Sì. Seguendo la logica doveva essere esattamente così. Il male è qualcosa dal quale si deve sfuggire, che si deve odiare a priori. Non c’è giustificazione alla morte, alla dannazione. Esse sono tali e basta. Sono valori definitivamente necagiti e inaccettabili. Yrden era sicura di dover provare indignazione, di doversi sentire tradita e di essere obbligata a provare disgusto per quella creatura che aveva spogliato la sua vita di un affetto importante come Annie, eppure non riusciva a smettere di pensare a quanto le sue parole gli avessero fatto male.[…]” 

La narrazione salta da un personaggio all’altro, andando a coinvolgere in prima persona tutti i componenti dello schieramento anti-Dracula, ma Natascia è così brava da permettere al lettore di non perdere il filo del discorso. Tutto è connesso in maniera sistematica, tutto torna, cosicché anche i personaggi che inizialmente possono apparire estranei trovano un loro senso compiuto.

Da questo momento in avanti, è impossibile staccarsi dalle pagine del romanzo, talmente si è coinvolti nella vicenda intrisa di pura suspense e attimi carichi di azione.

La storia d’amore tra Dracula e Yrden non sfocia mai in momenti di passione fisica, eppure è tra le più intense e appassionanti che abbia letto; solo a pensarci mi vengono i brividi. Entrambi soffrono molto a causa della lontananza e della natura maligna del vampiro.
Mi ha commossa il passaggio in cui lui vuole congedarsi un’ultima volta da Yrden prima di partire per la Romania, ma nasconde con un mantello il proprio aspetto bestiale (dovuto all’indebolimento fisico) per non farle ribrezzo; in tutta risposta, lei gli sposta il cappuccio dal viso e lo sfiora di carezze, dimostrando come il vero amore vada al di là dell’aspetto, delle maledizioni, di tutto.

“[…]C’erano centinaia di esseri simili a Dracula in tutto il mondo. Creature nate dalla maledizione del sangue, dalla disperazione, dal semplice desiderio di non spegnersi. Quei paletti avrebbero continuato a trapassare cuori, quelle lame a tagliare teste, quell’acqua santa a bruciare la pelle, ma non ci sarebbe mai stato avversario più rispettabile e onorevole di Dracula. Era l’unico vampiro che agiva con lo stesso codice d’onore di un cavaliere. Tutti gli altri proteggevano soltanto la loro immortalità, lui invece era diverso: lui proteggeva i suoi sogni, anche se nel modo sbagliato.[…]” 

La storia scritta da Natascia appare quasi una sorta di remake di quella di Stoker, senza, tuttavia, sfociare mai nel banale o nel plagio. Anzi, è bello per il lettore ritrovare dei cenni riguardanti il passato del vampiro primigenio, perché in tal modo il cerchio si chiude perfettamente.

Accingendomi a fare le ultime considerazioni, vorrei rendere onore alla bellissima grafica da cui è caratterizzato il libro: la cover, ma anche l’impaginazione interna, con motivi a tema e le pagine dedicate ai titoli dei capitoli decisamente azzeccate.

Dracula di Natascia Luchetti affronta tantissime e svariate tematiche, ma ce n’è una, in particolare, che mi ha colpito e fatto riflettere. Vlad è un personaggio negativo e la sua sete di sangue va di pari passo con l’amore che prova per Yrden. Non è un eroe, tutt’altro: lui è il cattivo. Uccide, si serve delle persone a suo piacimento, medita vendetta e plagia le menti deboli che possono aiutarlo a perseguire i suoi scopi. Ma lo amerete. Eccome se lo amerete. Non potrete farne a meno. Sarete totalmente affascinati dalla sua retorica, dall’eleganza racchiusa nei suoi gesti, dalla magnificenza del suo aspetto, dalla fiera nobiltà che sprigiona nel suo rapportarsi tanto agli amici quanto ai nemici.

Ciò che voglio dire è che, sebbene sia il protagonista e a qualunque lettore (me compresa) venga spontaneo affezionasi a lui, non bisogna dimenticare che non incarna il bene, tutt’altro. Eppure, alla fine è proprio lui ad insegnare qualcosa a coloro che lo considerano da sempre un mostro. E qui, concedetemelo, nella mia testolina ha cominciato a ripetersi il motivetto di una canzone del Gobbo di Notre Dame:

 “Chi può decidere un mostro cos’è?” 

 Già, chi può farlo? E chi è il vero mostro in questa storia? Ai lettori l’ardua sentenza.

Una cosa è certa: non esistono limiti definiti tra ciò che è bene e ciò che è male. C’è un po’ di entrambi in ciascuno di noi, sta ad ogni persona decidere quale parte di sé far emergere maggiormente, di modo che la definisca.
Solo una cosa mi sento di dire all’autrice: bravissima. Non hai fatto centro, di più.
Tutti dovrebbero immergersi nella lettura di questo splendido libro, perché sono pronta a scommettere che si rivelerà una sorpresa anche per i più scettici.
So già che presto lo rileggerò nuovamente, perché Dracula mi manca già e la sua storia non risulterà banale nemmeno alla centesima lettura di questo romanzo.

Laura Z.

Il mio giudizio:

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Presentazione di: “Tu che colori la mia ombra” di Elle Eloise|ANTEPRIMA!

Ciao Notters! 🙂
Con immenso piacere ed anche un pizzico di emozione vi presentiamo in anteprima la prossima pubblicazione della Delrai Edizioni.
E se avete ancora qualche dubbio sappiate che sì, si tratta proprio di Elle Eloise e del secondo volume della serie How to disapper completely dal titolo Tu che colori la mia ombra”.

Seguiteci per saperne di più 🙂

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TITOLO: Tu che colori la mia ombra
AUTRICE: Elle Eloise
EDITORE: Delrai Edizioni
DATA PUBBLICAZIONE: 01 Marzo 2017
GENERE: Romance
FORMATO: eBook/Cartaceo
PAGINE: 450
PREZZO: € 2,88/€ 16,50 (Versione cartacea Deluxe)/€ 9,90 (Versione cartacea economica)

SINOSSI

Quando Paolo torna a casa, in Italia, ad attenderlo c’è la solita vita: appartamento, famiglia, università, amici. Ogni cosa al proprio posto, tranne se stesso. Il momento di andare avanti è arrivato, ma chiudere col passato sembra ancora impossibile. Il vuoto interiore che la mancanza ha creato quasi lo soffoca e i colori sbiadiscono di fronte al ricordo che, sottile, affligge i suoi incubi. L’improvvisa comparsa di Noemi Rizzo lo catapulta indietro nel tempo, a quando una ragazzina dai capelli rossi faceva di tutto per attirare la sua attenzione. Selvaggia e coraggiosa, sempre sorridente, lei si insinua nella sua routine e Paolo ha la sensazione che il sole stia tornando a far capolino tra il velo di grigiore. C’è qualcosa in lei che gli fa credere di poter tornare a guardare se stesso con occhi nuovi, qualcosa che non lo fa cedere, ma che lo sprona a lottare contro tutto ciò che non vorrebbe mai diventare. E d’improvviso l’attrazione esplode.

Amore è l’avvicendarsi di tempesta e sereno nel secondo romanzo autoconclusivo della serie How to disappear completely. Le nuvole si addensano all’orizzonte e due personalità differenti si incontrano per creare un arcobaleno di colori chiamato speranza.

ESTRATTO

«…Se ci pensi, le tempeste sono affascinanti, vigorose, forti, pericolose e bellissime.»
Sorrido di nuovo: con Rizzo non si può dare mai nulla per scontato.
«Mi stai dicendo che sono affascinante, vigoroso, forte, pericoloso e bellissimo? Rizzo, non ti facevo così audace…»
La stringo di più a me, mentre ridiamo. Premo il suo corpo sul mio e credo che si incastrino alla perfezione.

NE DICONO…

Una tempesta. Una vera e propria tempesta. Tu che colori la mia ombra somiglia moltissimo a una tempesta, c’è un’atmosfera totalmente opposta a Apri gli occhi e comincia ad amare: quest’ultimo era molto più tetro, cervellotico, etereo, quasi al limite dell’umana comprensione; mentre questa storia è molto più concreta, più palpabile, è ricca di sbalzi continui, sole e cielo terso che si rincorrono con frequenza spasmodica, vento e temporali torrenziali che distruggono il vacuo equilibrio costruito con affanno dai protagonisti.
(Book’s Angels)

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L’AUTRICE: ELLE ELOISE

unnamed-1Elle Eloise è una grande sognatrice. Si circonda di semplicità e tranquillità, è un po’ il suo modo di vivere, e la caratterizza. È nata a Cuneo nel 1981 e vive in un paesino vicino a Torino; di giorno si occupa di formazione aziendale, la sera, invece, veste i panni della scrittrice e appassionata lettrice. Chi la conosce, dice di lei che il sorriso sempre pronto e il modo in cui affronta ogni cosa la rendono una persona davvero speciale. Apri gli occhi e comincia ad amare è il suo romanzo d’esordio per la Delrai Edizioni, il primo autoconclusivo della serie How to Disappear Completely.

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Un grosso in bocca al lupo ad Elle, a Malia Delrai e al suo staff e a voi… buona lettura! ❤

Naty&Julie

Presentazione di: “Le fermate dell’anima” di Elisabetta Galvan

Ciao Notters!
Oggi vi segnaliamo un libro che ha il carattere di una donna in tutte le sue sfaccettature.
E’ una donna l’autrice, Elisabetta Galvan, ed è tutta al femminile la raccolta di racconti e poesie dal titolo: “Le fermate dell’anima”.

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TITOLO: Le fermate dell’anima
AUTRICE: Elisabetta Galvan
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 05 Luglio 2016
FORMATO: eBook/CArtaceo
GENERE: Racconti/Poesie
PAGINE: 72
PREZZO: € 0,99/€ 12,99

 

SINOSSI

Donne, volti, tante sfaccettature dell’anima in cui si intravedono le paure e i dubbi che le attanagliano. Donne che affrontano tutto con coraggio, dal desiderio di cambiamento alla realizzazione interiore, spinte dal desiderio di non smettere di credere nell’amore e nella consolazione della fede, nel mistero dell’ignoto. Alle loro storie si affiancano pensieri e riflessioni, brevi brani e poesie.

BOOKTRAILER

https://www.facebook.com/pg/shinediting/videos/?ref=page_internal

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Buona lettura!
Naty&Julie 🙂

Presentazione di: “Partiamo da qui” di Igor Damilano e Cinzia Lacalamita

Buongiorno Notters,
il libro che vi segnaliamo oggi è a cura di Igor Damilano e Cinzia Lacalamita, si tratta di una raccolta di racconti che, con le sole ordinazioni, si piazza già a quota 125 tra i bestseller Amazon nella categoria NARRATIVA.

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TITOLO: Partiamo da qui
AUTORI: Igor Damilano e Cinzia Lacalamita
EDITORE: Imprimatur Edizioni
DATA PUBBLICAZIONE: 23 Febbraio 2017
GENERE: Narrativa
FORMATO: eBook/Cartaceo
PAGINE: 128
PREZZO: € 6,99/€ 14,00

 

Undici racconti nati dalla penna di autori scelti durante i corsi di scrittura creativa emozionale tenuti da Igor Damilano e Cinzia Lacalamita. Racconti di vita e stacchi poetici che tengono in considerazione gli elementi primari della scrittura di qualità: passione, tecnica, onestà intellettuale, rispetto per il lettore.

Storie di uomini e di donne, ordinarie nello straordinario, straordinarie nell’ordinario.  Vite qualunque, vite uniche: maltrattate, invisibili, risorte dal nulla, accompagnate verso il tutto della rinascita interiore più prosperosa.  Anime maledette, benedette, bramose di parole, soggiogate da silenzi.  Storie di giorni persi, di anni ritrovati sul filo della poesia esistenziale. Perché il cammino è poesia, persino quando è assenza di armoniosa rima nel suo incedere incerto.  Storie crude, delicate, di umano coraggio e altrettanta umana pavidità.  Storie da amare, temere, emulare, da sincronizzare con il proprio sentire nel leggerle.  Storie   per   imparare   a   rialzarsi,   per   evitare   di   sbagliare   ancora   e   ancora   cedendo all’autocommiserazione, al vittimismo, alla sudditanza di una società cinica.  Storie per credere nell’impossibile che diventa possibile. Perché le parole non sono solo parole, sono te: (ri)trovati tra le righe.

GLI AUTORI

Igor Damilano, nato a Gorizia, è scrittore, speaker radiofonico e consulente del Sistema What’s Up per il benessere giovanile. Insegna scrittura creativa emozionale. È autore di Margherita   Hack.   La   stella   infinita   (Aliberti­-Imprimatur,   2013),   Solo   per   i   miei   occhi (Imprimatur,   2014),   Kintsugi.   Terra   di   mezzo   (Imprimatur,   2015)   e  Chiamami   Anam (Imprimatur, 2016).

Cinzia Lacalamita, nata a Trieste, è scrittrice, editorialista e consulente editoriale. Insegna scrittura   creativa   emozionale.   È   autrice   di   Daniele.  Storia   di   un   bambino   che   spera(Aliberti, 2009), L’uomo nero esiste (Aliberti, 2010), Volevo un marito (Aliberti, 2012), Margherita   Hack.   La   stella   infinita   (Aliberti­Imprimatur,   2013),   Solo   per   i   miei   occhi (Imprimatur,   2014),   Kintsugi.   Terra   di   mezzo   (Imprimatur,   2015)   e   Chiamami   Anam (Imprimatur, 2016).


Buona lettura!
Naty&Julie 🙂