Recensione di: “La mia gara con te” di Sonia Gimor

Ciao Notters,
eccomi qui a raccontarvi, finalmente, un libro di cui nei giorni scorsi vi ho accennato senza svelarvi alcuna sensazione particolare. Avrete capito ormai che si tratta di “La mia gara con te”, di Sonia Gimor.
Adesso venite con me! 😉

divisorio

copertina-la-mia-gara-con-te1

TITOLO: La mia gara con te
AUTRICE: Sonia Gimor
EDITORE: Gilgamesh Edizioni
FORMATO: eBook/Cartaceo
GENERE: romance
PAGINE: 224
PREZZO: € 1,99/€ 12,75

 


SINOSSI

Luca, trent’anni, dopo aver vinto le olimpiadi invernali decide di ritirarsi dalla sua brillante carriera di pattinatore artistico. Poco dopo, incontra una giovane promessa del pattinaggio, Giulia, con la quale inizierà la sua esperienza di allenatore.
La ragazza però non è un’atleta qualsiasi e Luca se ne renderà conto molto presto.
I due protagonisti si troveranno coinvolti in una relazione molto intensa, un rapporto che farà venire a galla un passato inconfessabile che entrambi pensavano di aver sepolto per sempre.

RECENSIONE
***ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER***

Il mio approccio con questo libro è stato puramente empatico. Ha visto la cover, letto la trama e mi sono detta: “devo leggerlo”.
Sarà che il pattinaggio artistico su ghiaccio mi ha sempre affascinata, sarà che il cliché della storia d’amore tra il gigante e la bambina è uno dei miei preferiti… non lo so esattamente, ciò che so è che il mio istinto non si sbagliava!

15977720_620183811523642_7348529858105439228_nLuca Zori è un uomo di 30 anni, un pattinatore di fama internazionale, pluricampione olimpico e atleta invidiato, nella sua disciplina, da tutto il mondo sportivo. È un atleta, lo è da sempre e non solo da un punto di vista fisico. Lo è mentalmente, con la sua incorreggibile testardaggine, con la sua incontrollata determinazione, con lo spirito di sacrificio, la calma apparente quando dentro brucia, l’ostinata tendenza a non arrendersi mai.
Dopo l’ennesima Olimpiade vinta, Luca decide di ritirarsi dal mondo agonistico, di appendere “i pattini al chiodo” e di concentrarsi sulle altre attività che arricchiscono la sua vita. Dopotutto, nonostante sia ancora il più forte sul ghiaccio, un vero campione sa quando è il momento di dire basta.

“È passato un mese da quando ho messo pubblicamente fine alla mia carriera agonistica e, come avevo previsto, la mia vita e la pista ghiacciata non verranno mai scisse del tutto, e il fatto che oggi sia al Palaghiaccio di Torino in veste di commentatore della gara nazionale, ne è una prova lampante.
Dopo l’annuncio del mese scorso, i giornalisti mi hanno assalito per giorni, convinti ci fosse qualcosa di più dietro al mio ritiro, ed erano decisi a scoprire cosa fosse. Sono stato invitato in ogni programma nazionale immaginabile, sportivo e non, e tutti hanno cercato di portare a galla qualche particolare pungente rispetto al mio ritiro ma, onestamente, non ho avuto proprio nulla da raccontare.
È
mai possibile che un ragazzo a trent’anni non possa semplicemente decidere di ritirarsi?”

Ovviamente Luca non poteva immaginare che una competizione nazionale, cui lui avrebbe dovuto unicamente commentare i programmi portati dagli atleti, avrebbe stravolto completamente la sua vita trascinandola in un turbine di eventi tanto eccitanti quanto inspiegabili.
Assorto tra i suoi pensieri, concentrato sulle differenze dei programmi che gli atleti hanno eseguito, vagamente annoiato per il risultato della competizione della categoria maschile che non ha minimamente soddisfatto le sue aspettative, Luca decide di avvicinarsi alla pista e di osservare da vicino la tensione, la concentrazione, l’agonismo, la tenacia delle pattinatrici, fiere portabandiera della loro nazione. Ed è qui che l’attenzione di Luca viene catturata da qualcosa di particolare…

“Sto ancora pensando all’ultimo incontro privato tra me e Anna quando i miei occhi si posano su una pattinatrice che non avevo mai visto: se ne sta ferma a bordo pista, mentre guarda le avversarie con fare stanco e annoiato, appoggiata alla balaustra. A differenza delle altre, indossa ancora una felpa sopra al suo vestito da gara, e provvede al riscaldamento dei muscoli con alcuni esercizi di stretching.
Alzo un sopracciglio e continuo a guardarla incuriosito, mentre un mezzo sorriso interrogativo fa capolino sul mio viso.
«
Luca, vedo che stai guardando la mia pattinatrice sfaticata» una voce alta e vagamente conosciuta mi fa voltare di scatto, per scrutare un uomo sulla quarantina, con una divisa blu e grigia, scarpe da ginnastica e pass al collo. Lo riconosco all’istante: «Michele, vecchio mio! È tua quindi quella ragazza laggiù. Per quale motivo non sta facendo la prova pista assieme alle altre?» mi informo, certo di non infastidirlo con il mio interesse.”

La “pattinatrice sfaticata” è Giulia Bennetta, giovanissimo talento italiano di mv5bntuwnjuwmtk1m15bml5banbnxkftztgwndkyndm2nde-_v1_ux214_cr00214317_al_19 anni che da pochissimo si è affacciata professionalmente al mondo del pattinaggio artistico.
Giulia è una ragazza dalle capacità indiscutibili ma, nonostante questo è rimasta nell’ombra per anni, nessuno l’ha mai notata prima e questo incuriosisce Luca fuori da ogni logica.
Oltre a questo metteteci anche che Giulia ha un corpo da favola, un viso pulito, lunghi
capelli lisci a incorniciarle il volto e quella sua espressione capricciosa che si alterna in maniera costante con quella imbronciata.
Inspiegabilmente Giulia diventa, in pochi attimi, una calamita per Luca che prende impulsivamente una decisione che non lo aveva mai sfiorato prima: fare l’allenatore. Non di un atleta qualunque. Luca Zori sarà l’allenatore di Giulia Bennetta.

«Quindi mi state dicendo che il campione per eccellenza, colui che ha fatto la storia del pattinaggio nel mondo, ora vuole allenare me? Perché? Insomma… sono sbalordita…e felice anche ma… proprio non riesco a capire perché io meriti un tale onore».”

Adesso chiudete gli occhi e immaginate che ci sia un regista che affannato prende il suo ciak e urla all’intero cast “Si gira!”.
Da questo momento ha inizio la storia di Luca e Giulia.

Un storia che li vedrà prima distanti anni luce, poi lentamente più vicini.
La personalità di Giulia e l’impeto di Luca finiranno per scontrarsi spesso, la diffidenza di lei farà a cazzotti con la buona volontà di lui e non sarà facile trovare la chiave per andare d’accordo.
Il passato di Giulia bussa prepotente alla porta e i suoi mostri tornano a tormentarla non appena trovano uno spiraglio, un momento di debolezza. Ma Giulia non sarà sola ad affrontarli. Luca infatti si prenderà cura di lei, perché lo ha promesso a Michele e perché non riesce a stare lontano da lei neanche un attimo. Il desiderio è quello di sentirla vicino, di colmare i suoi vuoti, placare la sua sofferenza, asciugare le sue lacrime, lenire le sue ferite e poi farla ridere. Prenderla per mano, abbracciarla forte, spostare i capelli umidi dal pianto dal suo viso e farla ridere ancora fino a che non sembrerà così naturale da volerlo fare ancora.
Ma Luca è il suo allenatore è tutto questo è dannatamente pericoloso…

“La desidero in tutti i modi in cui un uomo può bramare una donna. Posso fingere con gli altri, ma ormai è inutile negare anche a me stesso la realtà. Giulia è vivace, passionale, ha grinta da vendere, ma è anche dolce, sensibile… e bellissima. Non lo ammetterò mai con nessuno, e certo dovrò tenermi a debita distanza da lei per impedirmi di fare cavolate, ma mi sono innamorato. Se solo lei non fosse una pattinatrice, la mia per giunta, e se avesse un’età più vicina alla mia allora, forse, avrei potuto dichiararmi. La realtà però e crudele, e non ha senso pensare ai se e ai ma: io sono il suo allenatore, ho diversi anni più di lei, per non parlare del suo passato difficile, che è sempre in agguato, pronto a riaffiorare tramite attacchi di panico e scenate apparentemente immotivate. Se iniziassi una relazione con lei qualcuno potrebbe farsi seriamente male, e non ho nessuna intenzione di farla soffrire. Non sono cieco, ho percepito che i sentimenti di Giulia non sono poi così distanti dai miei, ma devo pensare a lei e alla sua carriera prima che ai nostri desideri.”

6ae68ea9578454c9e29ff521319fb5e9

 Mi fermo qui e mi auguro possiate scoprire da soli come finirà la storia di Luca e Giulia. Anzi, proprio su questo punto è necessario fare un a premessa: questo libro avrà un sequel che sarà pubblicato da Gilgamesh Edizioni spretiamo entro l’estate.
E’ risaputo che io non sia un’amante dei finali aperti (non troppo almeno) ma devo dire che Sonia è stata brava perché è riuscita a lasciarmi, nonostante i puntini di sospensione che caratterizzano il finale del romanzo, una piacevole sensazione dolce-amara.

Un libro scritto in maniera fluida e scorrevole, lo stile dell’autrice è curato.
Ho adorato il personaggio maschile e sono curiosissima di vedere quanto e come crescerà anche quello femminile.

Insomma, non vedo l’ora di leggere il sequel! Brava Sonia! 🙂
Julie ❤

Il mio giudizio:

voto-bellissimo

 

Annunci

Presentazione di: “Un amore di sorpresa” di Daisy Raisi

Ciao Notters ❤
Oggi siamo in compagnia di Daisy Raisi, autrice italiana del self-publishing diventata parte della famiglia YouFeel con il suo romanzo dal titolo: “Un amore di sorpresa”.

State con noi fino alla fine perché l’autrice risponderà ad alcune curiosità 🙂

divisorio

copertina
TITOLO: Un amore di sorpresa
AUTORE: Daisy Raisi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 25 novembre 2016
EDITORE: Rizzoli
COLLANA: YouFeel
GENERE: narrativa
FORMATO: ebook
PAGINE: 99
PREZZO: € 2,99
LINK PER L’ACQUISTO: QUI


SINOSSI

Samuel, ex frontman di una band inglese di successo, e Caterina, editor e aspirante scrittrice italiana, hanno avuto un solo vero incontro prima che lui imboccasse la strada dell’autodistruzione, in seguito alla separazione dalla moglie. Travolto dai problemi personali, Samuel vede la sua carriera declinare e non ha più modo di rivedere Caterina, che nonostante la brevità dell’incontro non è mai riuscita a dimenticare. Lo stesso vale per Caterina che serba intatto il ricordo di quel breve intensissimo incontro. Otto anni dopo si ritrovano grazie a Internet, ma insidie, nemici e un passato maledetto rischiano di dividerli per sempre.

Mood: EMOZIONANTE – YouFeel RELOADED dà nuova vita ai migliori romanzi del self publishing italiano. Un universo di storie digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.

ESTRATTO

Sam non si è accorto di essere arrivato a destinazione. Ѐ la voce squillante del tassista a richiamarlo alla realtà.
«Eccoci qui!» esordisce l’uomo, arrestando il veicolo e voltandosi verso di lui.
Sam si toglie immediatamente gli auricolari e gli sorride, mette mano al portafogli e salda il conto.
In un battibaleno si ritrova all’ingresso del Dublin Airport.
Ѐ di nuovo in mezzo alla folla, un vero formicaio di persone indaffarate, che si trascinano dietro i loro trolley, in fila per il biglietto o assiepati sotto i tabelloni.

Samuel non è più abituato, quei mesi in clinica lo hanno allontanato dal consorzio umano e, ad essere sincero, per certi versi non gli è dispiaciuto affatto. Spera di non tornare a stressarsi subito.
Si guarda intorno in cerca del tabellone più vicino; ha solo un semplice bagaglio a mano, contenente l’essenziale. Potrà portarlo con sé sull’aereo senza bisogno di pesarlo.
Al metal detector lascia scivolare nella vaschetta il suo Rolex d’oro bianco, la fede nuziale che continua a indossare all’anulare destro, il cellulare. Poi fa passare sul nastro trasportatore anche il suo sacco in cuoio.
Si guarda intorno alla ricerca di un bar per mettere qualcosa sotto i denti.
Nuova fila, questa volta alla cassa.
Davanti a lui una coppia sulla quarantina, con tre bambini piuttosto vivaci. Il suo pensiero corre nuovamente a Irvin e alle ginocchiere che gli ha promesso. Gliele comprerà quanto prima, ogni promessa è debito.

Mangia velocemente il suo sandwich; potrà gironzolare ancora per un po’ prima che il suo volo venga chiamato. Si infila in un negozio di dischi per scoprire le novità del momento. Sì è tolto i Rayban e il cappello con la visiera.
Un uomo, dal fisico massiccio e dal sorriso aperto e amichevole, lo squadra per qualche istante con simpatia, poi gli si avvicina.
«Il grande Samuel Patch, senza ombra di dubbio.»
Il cantante si sorprende a sorridere. Forse per la solarità del viso o forse per l’aspetto da gigante buono del suo interlocutore.
Gli ricorda un suo vecchio allenatore di calcio, che lo aveva preso in simpatia e lo incoraggiava, tessendone costantemente le lodi.
«Esattamente!» annuisce Sam, abbandonando i suoi ricordi per tornare al presente.
«Ma è grandioso! Samuel, posso darti del tu? Ti seguo dall’inizio della tua carriera. Il tuo primo singolo  Singing in a summer day lo conosco a memoria, come tutto il tuo repertorio, ovviamente.»
«Ovviamente» gli fa eco compiaciuto Samuel, sorridendogli di nuovo.
«E, senti, la faresti una firmetta per un tuo affezionato ammiratore londinese?»
«Certamente. Purché non si tratti di una cambiale», commenta divertito Sam.
«Hai sempre voglia di scherzare!» replica emozionato il suo fan. «Non mi sono nemmeno presentato. Il mio nome è Timoty.»
«Perfetto, Timoty! Dove devo metterla questa firma, allora?»
L’uomo gli porge l’agenda che tiene in mano, indicandogli uno spazio bianco: «Qui sarà perfetto!» aggiunge.

Dublino, 13 agosto 2013
Al grande Timoty.
Con simpatia.
Samuel Patch

Gli occhi di Timoty luccicano per l’emozione, sembra davvero un bambino davanti a un inaspettato regalo.
«Tornerai a suonare presto, vero?»
«Sì, certo. Nuovo disco, nuovo tour» sorride Sam, stringendogli la mano e augurandogli un buon proseguimento di giornata.
«Non mi perderò una virgola del tuo ritorno» promette Timoty, salutandolo a sua volta elettrizzato da quell’incontro inatteso.
Sam si dirige verso l’area d’attesa del suo gate.
L’incontro con Timoty lo ha messo incredibilmente di buonumore. Sorpreso, fra sé e sé, si rende conto di aver annunciato un nuovo disco e un nuovo tour. Sulla base di cosa, poi? Sì, è vero, ha scritto diversi testi in quegli anni di assenza dalle scene, ma vanno perfezionati, rivisti, limati. Bisognerà cercare un agente, una casa discografica all’altezza, studiare una campagna promozionale efficace.
Samuel si stupisce di tanta sicurezza, come se il suo progetto dovesse partire da un momento all’altro.
“Perché no?”  si domanda e una scarica di adrenalina gli percorre il corpo come un elettroshock.

IL BOOKTRAILER

 


L’AUTRICE: DAISY RAISI

Sono da sempre una lettrice compulsiva e ho cominciato a scrivere all’età di otto anni.
Scrivevo di tutto: poesie, piccoli racconti, storie di vario genere.
Ho al mio attivo studi umanistici e collaborazioni con giornali (periodici, quotidiani), agenzie di informazione, canali web.
Crescendo, il mio amore per la scrittura non è diminuito e mi ha portato a partecipare con soddisfazione a concorsi nazionali di poesia nonché a dedicarmi alla stesura di libri e racconti a sfondo sociale  oltre che alla narrativa di vario genere.
Attualmente, sotto nomi diversi, ho al mio attivo sette libri auto-pubblicati e una breve silloge di poesie, oltre a molti scritti inediti.
Nel novembre 2016, Rizzoli Editore ha pubblicato nella collana You Feel, con il titolo di “Un amore di sorpresa”, un mio ebook risalente all’agosto 2015.
Oltre a intervistare e promuovere autori, mi occupo, con passione, della revisione dei loro libri.

FLASH INTERVISTA: CONOSCIAMO L’AUTRICE!

1. Daisy, noi di Notting siamo curiosissime e sappiamo che sei diventata una scrittrice alla tenera età di otto anni scrivendo poesie e vari racconti. Sappiamo anche che hai esperienza nel mondo “giornalistico”; cosa puoi raccontarci in merito a ciò? Com’è stata l’evoluzione dalla piccola Daisy che scrive poesie alla Daisy che scrive per giornali e scrive romanzi?

Prima di tutto, grazie per avermi concesso questo spazio sul vostro sito. Ne sono onorata. Poi, rispondendo alla vostra prima domanda, beh, la mia passione per il giornalismo e quella per la scrittura nascono da un innato bisogno di spaziare con la mente. Non sarei mai riuscita a svolgere un lavoro poco creativo o che non mi consentisse di entrare in contatto con argomenti e situazioni diversi. Non a caso ho collaborato con varie realtà a livello giornalistico, ma poi, approdando a una redazione in qualità di interna, ho riscontrato che quello veniva concepito come un mestiere impiegatizio, ben lontano dal giornalismo indipendente che mi affascinava tanto. La scrittura, in questo senso, invece, non mi ha mai deluso perché mi permette di entrare in contatto con storie fantasiose e sempre nuove; di cambiare stato, sesso, nazionalità, impiego, identificandomi nei miei personaggi.

2. Qual’e il tuo romanzo a cui sei più affezionata, quello che non cambieresti mai di una virgola e guai se lo toccano? E perché? 

“Quel che resta di noi” perché per certi versi è autobiografico e perché è una sorta di lettera d’addio scritta a una persona a me molto cara.

3. Oltre ad avere pubblicato autonomamente le tue opere, nel 2016 hai intrapreso la strada dell’editoria, esordienti con Rizzoli. Com’è stato per te lanciarti in questa nuova avventura? Quali pro e quali contro hai riscontrato? 

L’incontro con Rizzoli ha rappresentato una sorpresa e una soddisfazione. Il mio libro “Un amore di sorpresa” è stato pubblicato solo poco più di due mesi fa, quindi è prematuro tracciare un bilancio di qualsiasi genere. Per ora, posso solo dire che è stato un evento assolutamente inatteso e rapidissimo. Una decina di giorni dopo l’invio del manoscritto alla casa editrice, sono stata contattata e, un paio di settimane dopo, è stato pubblicato.

4. Come ti dicevo siamo molte curiose quindi, entrando un po’ nel personale… chi è Daisy quando non scrive? Quali sono le tue passioni a parte la lettura? 

Quando non scrivo, ascolto musica, guardo qualche buon film, amo passeggiare nella natura, trascorrere del tempo con le persone a me care e, ogni tanto, preparare dolci.

5. Daisy, un’ultima domanda: puoi svelare a Notting Hill qual’e il tuo sogno nel cassetto? 

Il mio sogno nel cassetto ? Pubblicare il cartaceo di uno dei miei libri, ma, per scaramanzia, non aggiungerò altro!

 

divisorio
Grazie a Daisy per essere stata con noi e per aver risposto alle nostre curiosità!

Quanto a voi Notters, buona lettura! ❤
Naty&Julie

SEGNALAZIONE DI:”DEATHLESS – RICORDI BRUCIATI 1″ DI SIMONA DIODOVICH

Ciao Notters! 🙂

Oggi abbiamo il piacere di segnalarvi il primo racconto di una saga fantastica che vi farà sicuramente immaginare, sognare e desiderare un mondo diverso dal nostro, un mondo di pura fantasia… sto parlando di “Deathless – ricordi bruciati 1” di Simona Diodovich!

Che aspettate? Seguiteci! 😉

divisorio

Deathless ricordi bruciati 1cover _primo libro deathless

TITOLO: Deathless – ricordi bruciati 1
AUTRICE: Simona Diodovich
GENERE: Racconto fantasy contemporaneo
EDITORE: Self-Publishing
DATA DI PUBBLICAZIONE: 19 gennaio 2017
PAGINE: 52
FORMATO: Ebook
PREZZO: 0,99€

 

SINOSSI

Volete sapere com’è stato per Connor vivere all’inferno? O come attendeva la sua amata all’inizio della storia? Come hanno fatto Eben e Deirdre a riappacificarsi? Com’è stato il vero addio di Gaia a Carlie? Come si è dichiarato Alundra a Talita?
L’universo di Carlie contiene tanti personaggi, ognuno di loro ha un passato e un intreccio con altri protagonisti. In nessun caso nulla è lasciato allo sbando. Carlie è un universo talmente ricco di avvenimenti che, alcune cose, sono stata costretta a lasciarle indietro nella storia perché sarebbero state sacrificate. Questo mi ha portato ad accantonarle e, col tempo, è diventato ricco di avvenimenti bruciati. Saperli o meno, non cambia la storia in sé, ma vi aiuta a capire alcuni retroscena che sono importanti per il proseguo, sono come le decorazioni sulla torta elaborata.
Bentornati nel mondo di Deathless.

Ebook link:
https://www.amazon.it/dp/B01N35PGF3/ref=sr_1_3?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1484835120&sr=1-3&keywords=simona+diodovich

divisorio
E allora che vi resta da fare se non leggerlo..? 🙂
Naty&Julie ❤

Recensione di: “Verso le luci del Nord” di Alessia Savi

Ciao Notters!

Oggi vi parlo di un libro che fin dalle prime pagine ha acceso la mia curiosità ed è stato in grado di mantenerla alta fino alla fine. Mi riferisco al romanzo di Alessia Savi: “Verso le luci del Nord”. Seguitemi per saperne di più e scoprire se vale la pena leggerlo 🙂

divisorio

Verso le Luci del Nord

TITOLO: Verso le luci del Nord
AUTRICE: Alessia Savi
GENERE: Romanzo distopico
EDITORE: Self-Publishing
DATA DI PUBBLICAZIONE: 1 ottobre 2016
PAGINE: 654
FORMATO: Ebook/Cartaceo
PREZZO: 3,49/17,67 €

SINOSSI 

Sono passati vent’anni dal giorno del Grande Bagliore. Dave Higgles e Tamara Willson sono in viaggio verso Nord: la protezione che permette a Tamara di sfuggire a Barbero, Generale dell’Ira dei Sette Stati Infernali, si sta indebolendo. Quello che li aspetta al Monastero di Newberry Spring è qualcosa di più di un semplice caso di possessione e Sorella Magdalene viene esorcizzata dopo una violenta lotta. Dave e Tamara si rimettono in viaggio: raggiungere le Luci del Nord e liberarsi del Generale significa tornare a essere liberi. Magdalene, quando scopre la loro destinazione, non si fa scrupoli e li segue, decisa a ritrovare sua madre. La convivenza durante il viaggio tra le città-stato degli USA è difficile e i casi soprannaturali da risolvere si fanno sempre più pericolosi. Una bambina bionda popola i sogni di Magdalene, tra canti yoruba e suoni di tamburi lontani. Piange. Grida. E invoca aiuto. New Orleans li chiama. In un mondo in cui il Grande Bagliore ha spazzato via ogni cosa, la libertà sembra l’unico bene per cui valga la pena lottare.

RECENSIONE 
***ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER*** 

Credo di poter affermare che Verso le luci del Nord sia il primo romanzo distopico che mi sia capitato di leggere e posso solo ringraziare l’autrice per il meraviglioso esordio concessomi con la lettura del suo libro: ha spalancato le porte su un mondo per certi versi conosciuto, per altri completamente diverso da quello a noi noto. Di conseguenza sì, vi dico già che vale assolutamente la pena leggerlo 🙂

La storia è ambientata in un periodo futuro rispetto a quello in cui ci troviamo: sono trascorsi dieci anni dall’Apocalisse, altrimenti nota nel libro come “Grande Bagliore”, che si è manifestata all’improvviso, sradicando quasi ogni forma di vita dalla faccia della terra.

apocalisse-1“[…]L’Apocalisse si era presentata una mattina di maggio di vent’anni prima,inghiottendo millenni di storia dell’umanità. Non era stato come tutti se l’erano aspettata, era arrivata e basta. Con quale criterio fossero stati scelti i sopravvissuti, nessuno seppe dirlo. Il primo maggio duemilaundici il mondo era cambiato radicalmente, nel modo di essere e di pensare.[…]” 

Il mondo è cambiato parecchio in seguito al Grande Bagliore, al punto da presentarsi in maniera completamente diversa da quella che conosciamo oggi. Le piogge, intrise di radioattività, costituiscono un autentico pericolo e la varietà animale è stata completamente annullata dalla faccia della terra, ad eccezion fatta per qualche sporadico cane sopravvissuto. I colori sono cupi, spenti, e il sole non si mostra mai in tutta la sua luminosità, ma è perennemente offuscato da un coltre di nuvole grigie e pesanti. La vegetazione è pressoché inesistente, mentre le città (spesso fantasma) sono ridotte a villaggi fatiscenti che mi hanno fatto pensare alle civiltà primitive. Tutto è intriso di tristezza, dolore e sudiciume, per non parlare delle difficoltà vissute dai pochi esseri umani rimasti, che si trovano ad affrontare quotidianamente il problema relativo alla fame. Insomma, si narra di un futuro che per certi versi sembra essere retrocesso al passato. Un futuro in cui esistono le armi, le automobili, ma che non sa cosa siano i colori, i frutti, gli animali. Un futuro povero, dove l’Apocalisse ha tolto tutto ciò che l’essere umano aveva creato, lasciando pochi superstiti a convivere con creature mostruose, creature che, un tempo, si limitavano a popolare gli incubi dei bambini: zombie, demoni e quant’altro.

Ecco, dunque, come il mondo reale si scontra con quello fantastico, unendosi in una fusione ridondante, caratterizzata dalla classica lotta fra bene e male, sebbene i contorni che definiscono l’uno e l’altro siano tutto fuorché nitidi.
Quello descritto da Alessia è, infatti, un mondo crudele, spietato e spaventoso, un mondo in cui è impossibile sopravvivere se non si sa sparare o combattere, un mondo in cui, talvolta, ci si deve piegare al male per non morire.

È così che conosciamo i due protagonisti del romanzo, Dave e Tamara. Da quando si sono conosciuti, anni addietro, non si sono più separati e sono sempre stati insieme, da soli, loro due contro il mondo. Sì, perché Dave e Tam sono dei nomadi che, a bordo della loro fedele Betsy (l’automobile), viaggiano per il nord America, combattendo demoni e qualsiasi creatura malvagia si trovi sul loro cammino, diretti verso le famigerate quanto leggendarie Luci del Nord, nella speranza di liberarsi da Barbero, Generale dell’Ira dei Sette Stati Infernali. Vi dico già che, fino alla fine del romanzo, non sarà mai ben chiaro il motivo per cui i due vogliano recarsi proprio lì, in particolar modo Tamara; non si capisce cosa sperino di trovare (forse perché nemmeno loro lo sanno con esattezza), ma è proprio in ciò che risiede il bello della storia.

Il viaggio dei protagonisti è all’insegna dell’ignoto e del mistero, con il rischio sempre dietro l’angolo. Ma lasciatemi dire qualcosa in più di questi due personaggi, a partire da Tamara. Non vi nascondo che, con il suo carattere forte, freddo e apparentemente spietato, è diventata subito la mia preferita in assoluto.

“[…]Gli uomini avevano paura del buio e della notte, come nel Medioevo. Tutti avevano paura di ciò che le tenebre nascondevano ma lei camminava accanto a fantasmi che parlavano incessantemente. Aveva smesso di avere paura di qualsiasi cosa: non sarebbe mai stata sola.[…]” 

Tamara è una donna forte, che racchiude in sé una moltitudine di misteri, che il lettore svelerà pian piano. In particolare, la sua natura di medium: Tam ha la capacità di vedere e parlare con i morti, ma non solo. Dall’Apocalisse, le è comparso un enorme tatuaggio sulla schiena che rappresenta l’Albero della Vita, ma di cui lei stessa non conosce il significato. Sa solo che Barbero vuole appropriarsene sebbene Tamara non ne sappia il motivo. Per questo, è in fuga da lui praticamente da tutta la vita. Nonostante ciò, non ha paura di niente e lasciatemi dire che la sua caparbietà è un fiero omaggio alla natura femminile che, con Tamara, non viene mai calpestata: chi ci prova, è destinato a fare una brutta fine.

Accanto a lei, abbiamo Dave, a cui mi sono affezionata molto grazie all’intima dolcezza che cela nel cuore. Ciononostante, non pensate che sia un rammollito, perché non è affatto così, anzi: è il fiero compagno di Tamara, che ama più della sua stessa vita e protegge in ogni modo.

“[…]Dopo anni e anni di tutto quel casino alla fine era quasi diventato immune all’affezionarsi agli altri. Tam era l’unica eccezione e sarebbe rimasta tale, forse perché ne avevano vissute troppe di cose insieme, dalle quali erano sempre usciti vivi per miracolo. 
Alle volte ci scherzava sopra, ma lei era davvero la sua riserva di batterie. Era l’unica cosa che gli desse la carica per proseguire. Per continuare a lottare.[…]” 

Anche Dave nasconde dei segreti, che si manifesteranno pian piano nel corso della lettura: innanzitutto è un Custode della Gnosi…Leggendo il romanzo capirete meglio l’importanza di tale ruolo.

Ciò che più mi ha colpito di più, però, è scoprire la maledizione che si cela sulle sue mani, perennemente nascoste da dei guanti: un marchio lasciato dallo stesso Barbero, che, entrando in contatto con Tamara, porterebbe Dave ad ucciderla. Mi è piaciuto questo controsenso tale per cui coloro che dovrebbero fuggirsi ed evitarsi come nemici, sono diventati amanti e compagni di vita. Sono talmente legati e affiatati, da comprendersi al minimo sguardo, pur senza lasciarsi andare ad eccessive effusioni.

La terza protagonista si unisce a Dave e a Tamara in seguito alla propria liberazione da parte degli stessi. Sto parlando di Magdalene, novizia da sempre rinchiusa in un monastero, ragion per cui non conosce niente del mondo e non sa quali mostruosità si celino al di là delle mura in cui vive.
Fiera devota a Dio, in cui crede con tutte le sue forze, da qualche tempo la povera Maddie è vittima delle possessioni ad opera di una presunta Bestia che ha nidificato dentro di lei, possessioni a causa delle quali subisce numerosi soprusi e pseudo esorcismi da parte della Madre Superiora. È grazie ad un’amica e consorella di nome Ancilla, se Dave e Tamara fanno irruzione nel monastero proprio nel bel mezzo di una possessione e operano un esorcismo con il quale cacciano il demone che si era appropriato del corpo di Maddie, liberandola.mare-piombino-2-blog

Da questo momento in avanti, ha inizio la vera e propria avventura di Dave, Tamara e Maddie, diretti alle Luci del Nord: quest’ultima, infatti, si è unita di nascosto al loro viaggio (salvo poi essere scoperta) perché l’unico ricordo che ha della madre è proprio l’esortazione a trovare le famose Luci. Maddie non sa nemmeno se sia viva o morta, ma dopo tutto ciò che ha passato nel monastero, sente che seguire il consiglio materno sia tutto ciò che le resta.
Inizialmente la convivenza fra i tre non è affatto facile, sebbene Maddie faccia finta di essere invisibile. Tamara, in particolar modo, si dimostra decisamente spietata nei suoi confronti, quasi volesse provocarla apertamente. Difatti è così: vuole a tutti i costi una sua reazione, anche negativa. Inutile dirvi quanto io abbia amato fin da subito il rapporto burrascoso tra le due donne: è talmente ovvio come dietro all’atteggiamento brusco di Tam si celi una forma di amore e protezione…Dovrete scavare a fondo per coglierla, ma ad un lettore accorto non sfuggirà.

“[…]Tamara non si era lasciata fregare. Si accaniva contro Magdalene quasi volesse trasformarla in una notte nel soldato perfetto. Al contempo, era certo che non l’avrebbe abbandonata nemmeno se fosse stata l’unica scelta possibile.[…]” 

L’incrollabile fede di Maddie è spesso fonte di contrasto tra lei e Tamara, per cui litigheranno spesso e la giovane novizia dichiarerà spesso di odiarla…Pur non credendolo neppure per un attimo.
Contrariamente a Tamara, Dave è gentile con Magdalene e la tratta con maggiore dolcezza della compagna, pur riservandole un comportamento diverso.

“[…]Tamara era la risorsa di Dave e questo lo avvertiva. Tra le scapole sentiva una spinta quando li vedeva perdersi in quegli istanti dove lei sembrava sparire. 
Magdalene non sapeva dare un nome a quel qualcosa che la feriva un po’, come quando al convento si era conficcata una spina di rosa sotto il piede e avevano dovuto tagliarle la carne per poterla estrarre. 
Dave era gentile con lei, ma in modo differente da come lo era con Tamara. Era solo sé stesso. Questo l’aveva intuito dal modo in cui entrambi, senza parlare, riuscivano a capirsi, a consolarsi, a farsi coraggio. 
Era e sarebbe rimasta quella di troppo, tra loro[…]” 

A New Austin, Magdalene subirà il primo vero impatto con la vita reale, in seguito allo scontro con delle creature mostruose e abominevoli che un tempo erano state uomini. Nonostante il terrore che da sempre la contraddistingue, per la prima volta tira fuori un coraggio da leonessa, decisa a salvare la vita di un bambino innocente e a dimostrarsi utile. Per la prima volta, Magdalene guarda in faccia la morte. Per la prima volta, Magdalene uccide. Ma uccidere non piace a nessuno, neanche quando lo si fa per salvare una vita e l’autrice è molto brava a far emergere questo messaggio attraverso i pensieri di Tamara.

“[…]Sapeva cosa provava. Era la stessa sensazione che aveva provato anche lei quando aveva ucciso per la prima volta. Erano creature abominevoli e ripugnanti mandate per fare del male, ma un tempo erano esseri umani come loro due e a uccidere le persone non ci si abituava mai, anche se si erano macchiate di crimini immondi.[…]” 

La tappa successiva, una delle tante che si frappongo tra di loro e le Luci del Nord e che li segnerà inesorabilmente, sarà New Orleans, la sola città ad aver mantenuto le sembianze di ciò che era stata un tempo, prima dell’Apocalisse.
Nonostante un’accoglienza positiva, fin calorosa, Dave e Tamara capiranno presto di essere finiti ancora una volta nella rete del ragno ed è in tale contesto che la dolce Maddie viene rapita proprio sotto il loro naso.

Ammetto che c’è stato un momento di trambusto narrativo in cui mi sono un po’ persa e ho faticato a seguire lo svolgersi delle vicende, forse perché il momento mi ha coinvolta molto emotivamente. Vedere Tamara struggersi per la scomparsa di Magdalene e il suo tentativo di salvarla mi hanno davvero commossa.

storia-d-inverno-nuovo-trailer-italiano-e-locandina-del-fantasy-con-colin-farrell-e-russell-crowe-1-620x350
“[…]«Giuro che verremo a riprenderti
Maddie! Te lo giuro!»
Avrebbe dovuto insegnarle  a combattere davvero. Si era illusa di poterla proteggere, di lasciarla prima o poi in qualche città sicura, ma nessun posto al mondo lo era. Lo sapeva, ma sperava che ne esistesse uno fatto su misura per quelli come lei, per quella gente stupida e ingenua che avrebbe salvato il mondo, rendendolo un posto migliore.[…]” 

È attraverso il rapimento di Magdalene, che scopriamo la sua natura di veggente. Però lei non è una semplice veggente, perché oltre a vedere il futuro può interferire con esso, agendo per mezzo delle sue stesse visioni.

Seguiranno momenti carichi di azione: tradimenti, nuovi amici e nuovi nemici, la nascita di sentimenti d’amore in Maddie, il sequestro di Dave che porterà Tamara a sacrificare parte di sé pur di salvare l’uomo che ama e poi…La fine, che però non vi svelo. Se no che gusto c’è?
Riusciranno i nostri eroi a raggiungere le Luci del Nord e a conquistare una volta per tutte la propria libertà?

“[…]Si erano strette l’una all’altra in cerca di un po’ di calore, un po’ di conforto. Quasi sorelle, perché era la vita a scegliere le anime con cui dividere l’esistenza, non il sangue. 
«Tam?» 
«Mmh?» 
«Credi in me?» 
Tamara restò immobile alcuni istanti, poi tornò verso di lei. 
«Ci ho sempre creduto. Per questo ho fatto di tutto per riportarti indietro.»[…]” 

La prima cosa su cui voglio porre l’accento è l’incredibile creatività di Alessia. Ci sono stati più passaggi durante i quali mi sono chiesta: “Ma come le è venuta in mente un’idea simile?”. Chapeau davvero, perché grazie a questa sua capacità è stato facile per me perdermi fin dalle primissime pagine nella dimensione narrata, sentendomi estremamente coinvolta nella storia, vivendo momenti di pura suspense e tensione.

Il romanzo è ricco di momenti avventurosi che mantengono alta la tensione del lettore e di misteri da risolvere che lo spingono a continuare imperterrito nella lettura. Nonostante il libro sia piuttosto lungo, infatti, l’ho esaurito in meno di una settimana, troppo curiosa di scoprire cosa sarebbe successo nelle pagine a seguire.

Inoltre, Alessia possiede un’elevata proprietà di linguaggio, che non è così facile da trovare nei romanzi in circolazione: oltre ad un’elevata varietà lessicale, il linguaggio dell’autrice  è crudo e molto realista, a tratti macabro, ma proprio per questo è sempre pertinente alla storia e consente al lettore un’immedesimazione totale.

I personaggi sono estremamente dettagliati e ciascuno possiede delle peculiarità ben distinte, che sono riscontrabili lungo tutta la narrazione, pur con notevoli evoluzioni delle loro personalità. Ho apprezzato particolarmente l’affetto che lega i personaggi, in particolar modo Dave-Tamara e Tamara-Magdalene; ho amato il modo in cui, senza effusioni di sorta né convenevoli, l’autrice ha messo in risalto come l’amore possa essere dimostrato nei gesti celati, nelle preoccupazioni per l’altro, nel tentativo di proteggere chi si ama.

La storia è lunga e molto articolata: per certi versi potrebbe risultare “difficoltosa”, poiché non è banale e Alessia si è data molto da fare nel creare degli incastri perfetti che galleggiano nell’alone di suspense e mistero da cui è contraddistinto l’intero romanzo. Per questo motivo vi dico: leggetelo e non lasciatevi scoraggiare dall’elevata quantità di informazioni che vengono date e che, inizialmente, non sembrano avere un senso. Tutto ha un senso e tutto avrà un significato: questa è la peculiarità più bella che ho riscontrato nel libro di Alessia. Sì, d’accordo, l’architettura narrativa può apparire complessa, ma a ben vedere l’autrice narra di un mondo irreale che è maschera del mondo reale. Demoni e mostri rappresentano il male del nostro tempo, un tempo in cui bene e male si confondono e si fondono, imbrogliandoci e abbindolandoci.

Dave e Tamara sono gli eroi della storia e rappresentano i buoni; tuttavia, anche loro sono dei buoni che quasi sempre fanno del male e compiono dei delitti, al solo scopo di riportare il bene sulla terra.

Se siete degli amanti del genere, divorerete il piccolo capolavoro di Alessia e non potete fare a meno a di leggerlo. Se, come me, non avete mai approcciato a letture di questo tipo, a maggior ragione consiglio di leggere questo bel romanzo: saprà sorprendervi, emozionarvi e coinvolgervi dall’inizio alla fine, com’è successo alla sottoscritta. Non ho alcun dubbio a riguardo e sono pronta a scommetterci!

 Laura Z.

Il mio giudizio:

voto-bellissimo

Recensione di: “Vanità di potenza – L’amore al tempo della musica”

Buongiorno Notters!
Eccoci qui con una nuova recensione fresca fresca per voi!
Oggi vi trasportiamo nella magica Venezia del 700 con “Vanità di Potenza” di Giulia Esse.
Siete pronti a fare questo salto nella storia?
Seguiteci! 😉
divisorio
photo_2016-07-29_23-52-24

TITOLO: Vanità di potenza – L’amore al tempo della musica

AUTRICE: Giulia Esse
GENERE: Narrativa
EDITORE: Youcanprint
DATA PUBBLICAZIONE: 24 agosto 2016
PAGINE: 236
FORMATO: eBook / cartaceo
PREZZO: 1,99€ / 15,00€
SINOSSI
Venezia 1797. Napoleone Bonaparte è ormai alle porte della Serenissima: dopo tanti colpi e sventure, presto la Repubblica cadrà. Insieme all’orgoglio della città deve piegarsi anche quello di Anna, giovane sposa costretta dai debiti del marito a trasferirsi nella casa dello zio di lui, Fosco Alvise Candiani, il più acclamato compositore di Venezia. Abbandonata in una casa ostile, strappata ai suoi affetti e a tutto ciò che conosceva, Anna si aggrappa all’unica cosa che le resta: il suo sogno di diventare violinista. Per farlo, è pronta ad assumere l’identità del marito, di cui nessuno ha più visto il volto fin da quando era ragazzo. Nei panni di un uomo, Anna trova la libertà che ha sempre bramato, ma rischia di perdere se stessa. E gli occhi severi di Fosco, l’uomo che sembra la sua perfetta antitesi, sono pronti a ricordarglielo in ogni momento. Echi di concerti, clangore di spade e pettegolezzi sussurrati corrono tra le rughe e le calli, ma tra i mille specchi di Venezia si cela la domanda più importante di tutte: è più giusto vivere secondo coscienza, o secondo reputazione?
RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!***

“Credo nel rumore di chi sa tacere
Che quando smetti di sperare inizi un po’ a morire”
Almeno credo – Ligabue 

Anna è una giovane e bellissima donna, che scruta il mondo che la circonda coi suoi grandi occhi verdi, quegli stessi occhi che si sono dipinti di milioni di emozioni.
Prima la curiosità e l’ingenuitá di una bambina, che guarda il mondo per la prima volta.
Poi l’amore, quello per la sua città, per la sua terra, di cui conosce ogni angolo, ogni rumore, ogni profumo.
Poi la passione, quella per la musica, le note dolci e delicate che provengono dai violini, quelle casse di legno tanto speciali da essere in grado di produrre suoni magici.
E infine di nuovo l’amore, quello per suo marito Lorenzo.
Lorenzo è un uomo bello, giovane e forte, uno di quegli uomini di cui ci si innamora e basta.
Un uomo affascinante, con il mare dentro.
Un uomo misterioso, con una tempesta dentro.
Un uomo cresciuto circondato da apparenze e convinzioni, da concetti e preconcetti che gli hanno sempre limitato le aspettative, le speranze, la vita.
È un uomo che si è sempre sentito in gabbia, una gabbia a cui non apparteneva, di cui non si è ma sentito parte in causa, in cui non si è mai sentito se stesso.
La sua gabbia era la sua casa, la sua Venezia, in cui viveva con lo zio Fosco, famoso musicista che ha cercato i tutti i modi di tramandargli la sua passione, quella per la musica.
E Lorenzo ci ha provato, ci ha provato davvero, ma non è mai riuscito a farne una parte di se.
E così, la sua frustrazione, l’amarezza per non essere capito, la delusione di se stesso per non essere riuscito a diventare l’uomo che volevano che fosse, lo hanno fatto cadere in un abisso, in un gioco senza vincitori e senza vinti.
Un gioco che, volente o nolente, coinvolgerà anche sua moglie Anna…
unnamed

«Sarei uno sciocco se ti nascondessi ancora la deprecabile condizione in cui mi ritrovo e non voglio che ci siano più segreti fra noi. Sai che non sono mai stato un uomo abbiente e che vivo dietro la cortesia di mio zio, anche se non così cortese da garantirmi una vita degna. Pur a conoscenza di ciò mi hai sposato e hai giurato che né in miseria né in povertà il tuo amore sarebbe mutato. Ti ho trascinata nelle più basse delle miserie» la voce di Lorenzo divenne serrata e smise di guardarla.
[…] «Sperare che la nostra vita cambi non la cambierà. Non ti ho ancora confessato il mio segreto ma l’idea che tu possa detestarmi » gracchiò interrompendosi.
«Sii chiaro e non nasconderti dietro le mie reazioni ancora irrealizzate.»
«Mesi or sono ho sperperato tutto il denaro giocando d’azzardo in una di quelle bettole dove le vittorie d’onore non esistono. Le partite erano truccate ed io me ne sono reso conto troppo tardi. Ero ebbro, Anna, non mi rendevo conto di cosa stavo facendo. Ho puntato più di quanto era in mio possesso e pochi giorni dopo le nostre nozze, ricordi? Sono tornato qui quasi nella stessa condizione in cui mi trovo ora. Ho dovuto consegnar loro, a quei bastardi, la tua dote. E non è bastata, non basta. Non basteranno mai i miei guadagni per coprire il debito e mio zio non lo risanerà mai.»
Ed ecco che gli occhi di Anna si dipinsero di una nuova emozione: la delusione.
Costretta a partire alla volte di Venezia per sopperire ai debiti del marito e chiedere aiuto allo zio che suo marito tanto odia, Anna si sente smarrita, si sente persa, si sente svuotata.

unnamed-2

È proprio quando pensa che non ci possa essere di peggio, proprio quando pensa che da quel punto si possa solo risalire, ecco che tocca di nuovo il fondo, ecco che suo marito l’abbandona…
“Era abituata ad alzarsi al sorgere del sole, prima ancora di Lorenzo, ma la stanchezza del lungo viaggio le aveva lasciato solo un tiepido e smaniante bisogno di riposo. Si spostò di malavoglia dall’altra parte, nel buio della stanza, ma quando provò a smuovere suo marito si accorse di essere sola. Nullus erat. Il letto era vuoto. Persino il suo calore era andato perduto, nemmeno l’impronta del suo peso.
[…] «Allora ditemi a che gioco stiamo giocando. Dov’è vostro marito?» spiegò Fosco il motivo di tanta irruenza.
[…] «Non so rispondere alla vostra domanda. Stamane mi sono svegliata e  lui non era nella stanza. Ho chiesto ai domestici e nemmeno loro lo hanno visto.»
 «Certo che no, quel ragazzo è un diavolo» ringhiò Fosco passando una mano tra i capelli che spettinò e poi le lanciò una rinnovata occhiata colma di biasimo. Afferrò una lettera dal sigillo spezzato e gliela consegnò «non mentitemi: voi eravate a conoscenza delle sue intenzioni.»
 Anna strappò la lettera dalle sue mani e la aprì con foga.”
Ed ecco che Anna è costretta a reinventarsi, è costretta a tirare fuori le unghie e combattere per ritrovare se stessa, per ritrovare l’amore per se stessa, ad imparare ad amare una città nuova è sconosciuta, a sentirla sua.
E solo una cosa può aiutarla in questo senso: l’amore per la musica.
Quelle note dolci e amare allo stesso tempo, capaci di trascinarla in un tempo è un mondo in cui non si sente giudicata, non si sente puntate dita contro e sussurrare che il marito è il giovane Lorenzo, quel giovane di cui tutti parlano e che nessuno ha più visto.
Ma non sarà facile, non lo sarà per niente, perché dovrà abituarsi a vivere con i modi sgarbati di Fosco, con le sue parole dure, con la sua capacità di dire ogni cosa senza scrupoli.
Eppure c’è qualcosa in Fosco, c’è qualcosa nei suoi pensieri, nelle sue parole, nel suo modo di parlare con lei che nasconde un animo diverso, un animo buono.unnamed-1
Ad Anna, rimane solo una cosa da fare per riappropriarsi di se stessa: trasformarsi in Lorenzo e imparare a suonare.
“Vanità di potenza” è un libro in cui l’amore regna sovrano, ma in una forma diversa, una forma particolare, perché l’amore di cui parlo è quello per la musica.
È un libro che trasporta in un’altra epoca perché descrive in maniera minuziosa ogni angolo e vicolo di una città magica come Venezia, una città che, dopo aver letto questo libro, chiunque può dire di aver visitato, anche chi non ci é mai stato.
Questa è poi una storia di rivalsa, di coraggio, di forza, quella stessa forza che caratterizza noi donne, una tenacia che ci accompagna ogni giorno, in ogni epoca storica, in ogni situazione.
È la storia di Anna è di Lorenzo e del loro amore “maledetto”.
Ma è anche una storia di rinascita.
Un libro interessante, forse in alcuni punti è fin troppo dettagliato e questo rischia di sconcentrare il lettore, ma comunque piacevole.
Una lettura che consiglio, in modo particolare, chi ama la storia e la musica.
Una lettura che insegna.
Edna
Il mio giudizio:

voto-bello

 

Le novità letterarie di: Casa Editrice NORD!

Le novità letterarie di…
unnamed-3


Laurell K. Hamilton
DEAD ICE

In libreria dal 2 febbraio 2017

Anita Blake torna con l’indagine più rischiosa di tutta la sua carriera.
Una ragazza riportata in vita non come essere dotato di un’anima e di una coscienza, solo per essere torturata e stuprata. La sola a compiere una simile atrocità potrebbe essere la perfida sacerdotessa voodoo Dominga Salvador, ma Anita Blake sa per certo che Dominga è morta… perché è stata lei a ucciderla. Si tratta di uno stratagemma per incastrarla o di un nuovo nemico da sconfiggere?

I romanzi di Laurell K. Hamilton sono un fenomeno di culto da 450.000 copie vendute in Italia.


Pittacus Lore
TUTTI PER UNO
In libreria dal 23 febbraio 2017

La serie più venduta in America.

Io sono il Numero Quattro e loro mi hanno portato via la casa, la famiglia e la ragazza che amavo. Nessun altro deve morire a causa mia. Non ora che ho scoperto di avere una nuova, potentissima Eredità. Io sono un’arma, forse l’unica in grado di sconfiggerli. E sono pronto a sacrificarmi, pur di vincere la guerra…
Loro si preparano per lo scontro finale, ma noi conosciamo i loro punti deboli. Noi siamo più uniti che mai.
Loro hanno iniziato la guerra, noi la vinceremo.



Jennifer L. Armentrout

RITORNO DA TE
In libreria dal 2 marzo 2017

L’autrice da 300.000 copie vendute in Italia ritorna con il seguito di Lontano da te.

Coi suoi profondi occhi verdi e il sorriso da sbruffone, Ren ha fatto breccia nel cuore di Ivy. Con lui, Ivy può condividere ogni aspetto della sua vita: Ren capisce cosa voglia dire combattere contro il Male e fingere di essere una persona come tante. Però tutto cambia quando Ivy scopre un segreto sulla sua famiglia, un segreto che non può rivelare neppure a Ren. Perché se lui ne venisse a conoscenza, dovrebbe ucciderla.
Ivy sarà costretta a fare una dolorosa scelta: mentire all’uomo che ama, o sacrificarsi per la salvezza del mondo intero…

divisorio

Buona lettura,
Naty&Julie ❤

 

Recensione di: ” La chiave di Midgaard” di Maddalena Cafaro 

Buongiorno Notters!
È con grande piacere e onore che vi racconto in anteprima l’ultima creazione di Maddalena Cafaro: “La chiave di Midgaard”. Questo romanzo, edito da Delos Digital, è il primo volume della saga “I guardiani di Yggdrasil – Odissea Wonderland”. Siete curiosi di scoprire cos’ha sfornato stavolta la nostra amica Maddalena? Allora seguitemi, vi assicuro che ne varrà la pena!

 divisorio

odissea-wonderland-1

TITOLO: La chiave di Midgaard
AUTRICE: Maddalena Cafaro
GENERE: Urban Fantasy
EDITORE: Delos Digital
DATA DI PUBBLICAZIONE: 7 febbraio 2017
PAGINE: 204
FORMATO: Ebook
PREZZO: 3,99 €

SINOSSI 

Uno urban fantasy che cambierà la percezione di ciò che vi circonda. La magia non è mai stata così vicina…

Sasha ha quasi diciassette anni, un lavoro part-time, una Mini rossa e la vita tranquilla di un’adolescente americana. Tutto questo sta per cambiare. Le storie che le ha raccontato sua madre sono sempre più vere e rischiano di travolgerla, ma i guardiani arrivano in suo soccorso. Così Sasha viene a sapere delle sue radici e del mito attorno al quale il suo mondo sembra ruotare, la sua terra natia: Yggdrasil. Anche se nulla può davvero prepararla alla “rivelazione” verso cui gli eventi la stanno portando…Decisa a ritrovare la sua famiglia e a scoprire cosa le riserva il destino, Sasha accetta il ruolo che le “norne” hanno stabilito per lei, sfidando apertamente i nemici e guardando a fondo nel proprio cuore.

RECENSIONE 
***ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER*** 

Mi era già capitato di leggere un romance di Maddalena Cafaro, per cui ero molto curiosa di scoprire se la sua penna mi avrebbe soddisfatto o deluso in ambito fantasy.
Che dire, per me quest’autrice è diventata ormai una garanzia e penso che con “La chiave di Midgaard” si sia superata! Sebbene anche il romance mi fosse piaciuto, è chiaro che in questo libro di tutt’altro genere Maddalena si sia potuta sbizzarrire, pur mantenendo quel tocco di classe che è proprio della sua scrittura.

emma-stone-cruella
Protagonista indiscussa del romanzo è Sasha, una sedicenne americana come tante. Eppure, già dalle prime pagine scopriamo che in realtà racchiude in sé qualcosa di speciale, dal momento che possiede l’innata capacità di esercitare la magia, sebbene debba ancora imparare a svilupparla.
Una sera, rientrando a casa dal lavoro, Sasha assiste a sprazzi ad un’aggressione che avviene in casa sua, con conseguente sparizione della madre Maline e del suo compagno Edward, nonché di Roy, il migliore amico della ragazza.
Incredula e sotto shock, Sasha non fa in tempo a metabolizzare la situazione che giungono in suo soccorso i guardiani di Yggdrasil per portarla via da lì e proteggerla da chiunque abbia rapito i suoi cari. È chiaro, infatti, che ci sia sotto qualcosa di grosso, sebbene i guardiani stessi ignorino cosa.

Cos’è Yggdrasil, vi starete chiedendo? Si tratta di una terra in cui vivono maghi, guardiani e altri esseri umani dotati di una qualche capacità magica, nonché creature mitologiche, quali i grifoni. È un mondo grande tre volte il nostro, abitato da un quarto della popolazione terrestre e caratterizzato da paesaggi verdeggianti, quasi paradisiaci.
I guardiani di Yggdrasil sono persone dotate di poteri magici e possiedono delle capacità diverse l’uno dall’altra, capacità apprese nel momento della “rivelazione”, che per ogni mago giunge al compimento dei diciassette anni; ragion per cui a breve toccherà alla stessa Sasha. Quest’ultima scopre di essere un’elementalista, può, cioè, servirsi di tutti e quattro gli elementi naturali per compiere magie: aria, acqua, terra e fuoco senza distinzione di sorta, a differenza degli altri maghi specializzati in un particolare elemento.

Tuttavia, niente risulta essere semplice come sembra e Sasha lo scoprirà a sue spese.

“[…] A ogni domanda che poneva le risposte sembravano scavarle un destino che non voleva, più cercava di evitarlo più questo le si avvolgeva intorno come una seconda pelle. 
«Se perderai il controllo sui tuoi elementi, tutto ciò che ti circonda ne subirà la conseguenze. Tu sei arrabbiata e in Italia l’Etna si è svegliato. Capisci cosa intendo?» 
Sasha sbiancò. Le implicazioni di quello che poteva fare con il suo potere erano agghiaccianti.[…]” 

Si ritrova improvvisamente sola, privata degli affetti famigliari, emarginata dai compagni di scuola. Gli unici a starle vicino sono i guardiani, in particolar modo la dolce Morgan, l’impetuoso Aron e il misterioso Luis, nonché un ragazzo di nome Alec. Quest’ultimo è nuovo a scuola ed è un mago come Sasha.
Fin dal primo giorno di lezione, approccia subito con lei, dimostrandosi scherzoso e amichevole, l’unico prezioso contatto con la vita normale, di tutti i giorni, di cui Sasha disponga all’interno del caos che ha sconvolto la sua esistenza.

Alec è molto dolce e carino con lei e, sebbene sembri nascondere qualcosa che la riguarda da vicino, è chiaro che provi dei sentimenti veri per Sasha. I due si avvicinano rapidamente e ben presto la passione prende il sopravvento.

Sì, cari Notters, perché questo fantasy straborda di sentimenti, tra i quali non possono assolutamente mancare l’amore e, come dicevo, la passione.

emma-stone-andrew-garfield-bacio-film
“[…]Ogni bacio era un marchio che le si imprimeva a fuoco sulla pelle, ogni carezza un brivido che le scioglieva l’anima e, ogni volta che la lingua di Alec si posava su di lei, si trovava a desiderarne ancora di più. La bocca ruvida percorse la curva della mascella con piccoli baci umidi, leggeri morsi lungo il collo. Alec si sollevò tornando verso la bocca, le morse il mento e si fermò a guardarla. «Sasha, dimmi che mi vuoi. Posso ancora fermarmi. Forse non è troppo tardi, se vuoi che me ne vada dillo adesso.»[…]”
 

Nonostante la bellezza del nuovo sentimento che si fa spazio dentro di lei, Sasha si trova a dover affrontare troppe cose insieme, tra cui la presa di coscienza dell’uccisione di Edward e di Roy da parte dei nemici che li avevano imprigionati. Al tempo stesso, sa che la madre è viva, ma non in quale stato si trovi.

La polizia che sta investigando sul caso relativo ai suoi genitori, trova e consegna a Sasha un ciondolo che lei ricorda essere appartenuto alla stessa Maline e che decide di indossare per sentirla più vicino a sé, nonostante la distanza che le divide.

L’autrice dà la possibilità a chi legge di sapere cosa sta avvenendo ai vari personaggi che animano la storia, compresi i nemici. Così, seguiamo con crescente angoscia la prigionia di Maline, costituita da violenze e privazioni tali da lasciare il lettore senza fiato. A colpire maggiormente è la forza dimostrata dalla donna che, pur trovandosi nella posizione di poter dare al suo anonimo carceriere ciò che le chiede per liberarla, finge di non sapere di cosa parli e nega di possedere la famigerata chiave di Midgaard. Cerca di sviarlo e di circuirlo, ma con scarsi risultati e finisce per pagare lo scotto delle sue omissioni. Tuttavia, la peggiore punizione che le viene inflitta è scoprire ciò che non avrebbe mai voluto né pensato.

Nel frattempo, Sasha manifesta il desiderio di diventare una guardiana e non solo scopre di essere predestinata a diventarlo, ma la notte della sua “rivelazione” ha un malore durante il quale il misterioso ciondolo di Maline si fonde con lei, trasformandosi in un tatuaggio sulla sua pelle di cui ignora il significato. Nemmeno i guardiani sanno spiegare lo strano avvenimento e proseguono nella sua istruzione magica, al fine di farla diventare una guardiana di tutto rispetto.

A dispetto delle numerose lacune di Sasha, da sempre tenuta all’oscuro da Maline sul suo futuro di guardiana, il suo acume fa sì che si riveli un’allieva modello.

“[…]«Ben fatto, ora il fuoco» disse Arin, scrutandola in viso. 
Sasha storse la bocca. Non sapeva perché, ma avvertiva che chiamare il fuoco non sarebbe stato facile; lo sentiva in qualche modo ostile o, meglio, restio a piegarsi al suo volere. 
«Prima che tu provi, Sasha, vorrei darti un consiglio. A differenza degli altri elementi, il fuoco possiede una volontà molto forte. Non puoi costringerlo a fare nulla che non voglia, devi conquistarne il rispetto.» 
«Ne parli come se fosse un essere vivo, senziente.» 
«Quando si impara a conoscere bene il proprio elemento, si impara anche a fidarsi ciecamente di lui, come se fosse parte di te. E, in fondo è proprio così, si diventa amici, fratelli.»[…]” 

Nonostante le difficoltà iniziali, Sasha apprende molto e si allena duramente, scordando quasi l’esistenza di Alec. Il misterioso e affascinante Alec.

Lui, d’altro canto, non ha dimenticato la bella e vivace rossa che gli ha rubato il cuore, sebbene ciò rischi di minare i suoi piani. Sì, perché Alec è realmente innamorato di Sasha, ma questo suo sentimento rischia di far vacillare tutto ciò per cui ha lavorato; tutto ciò che ha fatto per proteggere chi ama. Ed è proprio per questo motivo che Alec deve ferire Sasha, tradendola e portandola da colui dal quale dipende la sorte di tutti: quella di Sasha, quella di Alec e quella di Maline.
Il misterioso rapitore di Maline, che tanto brama la chiave di Midgaard (la terra degli umani collegata a Yggdrasil), riesce a farsi rivelare da Maline il più grande segreto che la donna abbia mai custodito, un segreto che porta con sé da diciassette anni, nell’attesa di poterlo rivelare a chi di dovere.

“[…]«É lei» sussurrò sconfitta. 
«Cosa?» 
«Sasha è la chiave» disse.[…]” 

È molto difficile per me non svelarvi ciò che avviene nella parte finale del romanzo, perché è tutto talmente bello e coinvolgente che vorrei tanto raccontarvelo! Ma non posso o rischierei di minare la vostra voglia di leggere il libro oltreché rifilarvi uno spoiler gigantesco!
Vi basti sapere che, grazie ad alcune importanti rivelazioni di Maline, Sasha scoprirà molte cose sul proprio passato, ma soprattutto sul futuro che l’attende e che forse avrebbe preferito non conoscere. Un futuro da cui vorrebbe fuggire, ma non può, perché il suo destino è scritto e intrecciato saldamente a quello di Yggdrasil.

Sasha è giovane e a dir poco spaesata dinanzi all’enorme quantità d’informazioni che si trova ad assimilare dalla sparizione dei genitori fino alla fine del romanzo. Tuttavia si dimostra matura, caparbia ed estremamente curiosa. Non è immune alla paura, anzi, spesso e volentieri ammette di non saper cosa fare, come gestire la situazione o, peggio, di sentirsi un peso per i guardiani che l’hanno accolta e che la proteggono giorno dopo giorno. Mi piace il fatto che le sue debolezze emergano tanto quanto i suoi punti di forza, perché ciò la rende maggiormente reale.

È dotata di un’incredibile capacità di adattamento, sebbene (forse proprio per questo motivo) emerga poco la sofferenza scaturita dai lutti che subisce e dall’abbandono di cui è vittima. La sofferenza in seguito alla sparizione dei genitori, alla morte di Roy o anche semplicemente quella derivata dall’isolamento operato dalla sua migliore amica sembrano intaccarla per attimi brevi e fugaci. È anche vero che, trattandosi di un’adolescente, si sa che a quell’età si passa da uno stato d’animo all’altro con una velocità sorprendente e probabilmente l’autrice ha voluto rappresentare come i repentini cambiamenti avvenuti nella vita di Sasha non le diano quasi il tempo di metabolizzare le perdite emotive subite.

In ogni caso, Maddalena ci ha regalato un fantasy bello, pieno, di quelli che piacciono tanto a me: c’è un’adolescente per protagonista, c’è la magia, ci sono dei guardiani-maghi che, essendo prettamente degli esseri umani, NON rasentano la perfezione, c’è l’amore, c’è il dolore, c’è il legame con gli elementi naturali…Cara Maddalena, non hai tralasciato proprio nulla e per questo ti ringrazio! Hai scritto un fantasy di tutto rispetto.

“[…]Sasha restò a fissare la porta chiusa per un minuto buono, non sapeva perché l’avesse lasciato andare. Forse perché al suo posto avrebbe fatto lo stesso. O forse perché una parte di lei era innamorata di lui. O forse solo perché era una stupida.[…]” 

Concludendo, posso solo esortare tutti a leggere questo bellissimo romanzo e sollecitare l’autrice a pubblicare il prossimo quanto prima.

Maddalena… Escici il seguito!!!! 🙂

 Laura Z.

Il mio giudizio:

voto-bellissimo