Recensione di: “Conoscimi” di Briseide D.

Ciao Notters! Oggi ho il piacere di parlarvi del primo volume della trilogia “I fratelli Neri”.

“Conoscimi” di Briseide D. Ora seguitemi!

divisorioCOPERTINA CONOSCIMI

TITOLO: Conoscimi Vol. #1
AUTORE: Briseide D.
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 2015
GENERE: Romace
FORMATO: Ebook
PREZZO: € 0,99

SINOSSI

Quando Cecilia Palti, trentenne, senza laurea e in cerca di occupazione, legge l’annuncio di lavoro come addetta di un centralino erotico, capisce che è la sua unica possibilità. Nonostante sia una donna dal carattere riservato e inesperta, mossa da necessità economiche decide di provare la nuova esperienza. Ludovico Neri è un noto avvocato affascinante e irraggiungibile che nasconde un segreto che lo perseguita da tutta la vita: la sua impotenza. Nessun metodo utilizzato fino ad ora sembra avergli giovato alcun effetto, fino a quando non compone un numero dato per scherzo da suo fratello Marcello. Nel momento in cui sente la voce seducente di Artemisia il corpo di Ludovico prende vita. Da quel momento, la vita dei due prende una svolta inaspettata, conducendoli su una via fatta di emozioni intense, pensieri ossessivi e discorsi erotici. Tutto sembra andare bene, fino a quando il fato li costringe a tornare bruscamente alla realtà.
“Conoscimi” è il primo romanzo della trilogia “Fratelli Neri” che racconta le storie di tre uomini affascinanti, abituati a ottenere sempre ciò che vogliono, ma che di fronte all’unico desiderio proibito rischiano di perdere tutto.

RECENSIONE

Cecilia Palti raffigura la classica ragazza medio borghese della società italiana, in cerca di un lavoro che non riesce a trovare. Ludovico Neri è un avvocato di successo, forgiato sotto le pretese di genitori autoritari interessati a tenere alto il nome della famiglia, una pressione eccessiva che lo condiziona a tal punto da reprimerlo psicologicamente, rendendolo impotente. Due persone che in comune non hanno nulla, ma che vengono guidati dalla mano del destino attraverso un centralino erotico.

Una trama originale, costruita passo dopo passo per tenere il lettore legato alla storia, che si snoda in un approfondimento della psicologia dei due personaggi principali. E fin qui tutto bene direi, di note positive c’è ne sono molte ma sarebbero molte di più senza la presenza dei numerosi refusi e degli errori grammaticali. Alcuni sono trascurabili, almeno per me, non lo sono più quando diventano troppi come in questo caso, perché diventano sinonimo di trascuratezza ed è un vero peccato. Altra nota dolente è il poco approfondimento dei personaggi secondari, sono pallide figure sullo sfondo, eppure potrebbero risaltare e questo servirebbe a stuzzicare maggiormente la curiosità del lettore su quello che potrebbe accadere loro.

Anche se stiamo parlando di un romanzo erotico non vuol dire che si dovrebbe eccedere nelle scene a sfondo sessuale, il troppo storpia in qualunque situazione, capisco che gli incontri telefonici siano importanti ai fini della storia ma potrebbero essere gestiti in modo diverso, così come i rapporti con Melissa. In sintesi consiglio un editing da parte di una persona esterna perché la storia merita veramente.

Ilia  White

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Recensione di: “La melodia sibilante” di Claudia Piano

Ciao Notters!

Oggi è con grandissimo piacere che vi parlo de “La melodia sibilante” di Claudia Piano.
Erano mesi che aspettavo di leggere questo libro, dalla prima volta che mi sono imbattuta nella meravigliosa copertina.
Incuriosita dalla trama, ma sempre sommersa dai molti libri, non riuscivo a trovare il momento adatto ma, finalmente, è arrivato.

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TITOLO: La Melodia Sibilante (Armonia – Vol. 1)
AUTRICE: Claudia Piano
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: Agosto 2014
GENERE: Fantasy
PAGINE: 341
FORMATO: eBook
PREZZO: € 1,99
LINK PER L’ACQUISTO: QUI

 

SINOSSI

Giulia è una ragazza di quattordici anni che comincia a frequentare la scuola superiore di Armonia, dove in passato, a sua insaputa, aveva studiato ed insegnato suo nonno Rodolfo, morto misteriosamente quando lei aveva solo tre anni. Si trova catapultata in un mondo misterioso ed affascinante, dove la musica diventa magia e in cui incontra bizzarri animalimutanti che si nutrono solo di essa: i misteriosi animusi. Conosce amici preziosi tra cui Pietro per il quale sentirà nascere in lei sentimenti nuovi e intensi. Con lui incontrerà un antico e pericoloso animusi e cercherà di entrare in contatto con esso grazie alla “melodia sibilante”.

Scopriranno che la scuola è minacciata da un pericolo provocato da un antico nemico. Con le sue capacità e con l’aiuto dei suoi amici, potrà riuscire a contrastarlo. Prima, però, Giulia dovrà capire cosa sta cambiando dentro di lei. Riuscirà a padroneggiare il suo potere che cresce incontrollato e che tanto la spaventa?

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!***

Lo so, quando si nutrono grandi aspettative, spesso si corre il rischio di cadere in una grande delusione. Nulla di più sbagliato!
Ho adorato questa storia sin dalla prima pagina.
Ho adorato ogni singola pagina

Ho riso, mi sono commossa, sono rimasta senza parole.
Ho iniziato a divorare pagina dopo pagina, ma a un certo punto mi sono dovuta fermare perché…non volevo finirlo!
Non ha soddisfatto le mie aspettative ma di più: mi ha sorpreso, affascinato, ammaliato, incantato.
Una storia molto bella, pura magia.
Una storia che mi è arrivata dritta al cuore e non vedo l’ora di leggere i seguiti e le novelle.
Una storia incantata, romantica, divertente…una storia che ha saputo regalarmi emozioni allo stato puro, una dietro l’altra.
Una storia, a mio modesto parere, incantevole oltre che incantata.

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Armonia, infatti, è un mondo incantato.
La magia è nell’aria. Anzi nella musica. Sulle dolci note di un flauto.
Armonia è oltre le stelle, in un’altra dimensione.
Armonia è nel cuore.
Armonia è un piccolo mondo a sé, incontaminato, puro, lontano dalla frenesia e dalla tecnologia.
I ragazzi vivono in una fattoria, imparano a lavorare il legno, a prendersi cura della terra, degli animali e dei fiori. Con le proprie forze oppure attraverso il loro flauto.
Non è solamente (CORSIVO) musica ma magia.
Ogni canzone, un incantesimo.
Ma Giulia non sa tutte queste cose, non sa nulla di questo magico mondo. Per lei è solo una scuola come le altre, una scuola però che sente subito affine, una sua scelta.
Compiuti quattordici anni, tra tantissime scuole, infatti, ha scelto proprio Armonio, l’Istituto Agrario a Indirizzo Musicale, meglio conosciuta come scuola di Musicmagia.

“Giulia adorava suonare. Non ne aveva mai approfondito lo studio, solo un po’ a scuola: flauto, chitarra, a casa aveva anche una tastiera. Si divertiva a suonare e cantare. In quei momenti si sentiva libera di esprimere se stessa. Era come una magia…
Quando strimpellava si calmava, riusciva a non pensare a niente, i problemi sparivano, non si sentiva più tanto sola, aveva l’impressione di far parte di qualcosa di più grande, percepiva che c’era un mondo al di là di un velo sottile, un posto molto più bello…”

Giulia, dai grandi occhi verdi, dalla pelle chiara e dalle grandi speranze.
Giulia, così forte, sincera, leale e competitiva.
Giulia, così libera. Dagli schemi, dalle imposizioni e dai preconcetti.
Un maschiaccio, impulsiva e pronta a tutto nell’inseguire il proprio credo e il proprio cuore.
Giulia, che in passato, tra i coetanei, non si sentiva a suo agio, come se fosse diversa, fuori posto, a volte invisibile.
Giulia che, non appena arriva ad Armonia, sente subito un forte legame con quella scuola e il mondo che la circonda…una vibrazione nel cuore, una profonda alchimia.
Perché sono moltissime le cose che Giulia non sa e non conosce.
Non ha quasi nessun ricordo di suo nonno, per esempio.
Un nonno a quanto pare che ricopriva un ruolo molto importante all’interno della scuola, un uomo molto stimato e amato, ma, ogni volta che lei prova a ricordare, sembra che una nebbiolina avvolga la sua mente.
E Giulia non sa nemmeno chi è lei nel profondo.
Perché non è una semplice ragazzina un poco solitaria e diffidente.
Un potere misterioso scorre nelle sue vene.
E Armonia non è solo una scuola ma diventa anche un rifugio, un porto sicuro, una casa.

Dal primo giorno, poi, sente un legame speciale con la dolce e timida Camilla e con Pietro, un ragazzo solare, scanzonato, sempre pronto a scherzare ma dotato di un grande cuore, sensibilità e compassione e con il dono dell’empatia.
E Pietro riesce lentamente a superare il muro che Giulia ha attorno al cuore. Riesce lentamente ad accendere una scintilla dentro di lei. IMG_20160331_205037
Pietro diventa il suo migliore amico, un confidente, un appoggio su cui poter contare, un porto sicuro tra le cui forti braccia rifugiarsi… un’ancora di salvezza che la riporterà sempre indietro, anche quando perdersi sembra così allettante da venir preso in considerazione.

Armonia è un mondo davvero magico.
Lì vivono esseri speciali, incantati. Gattufi, topogalli, canorsi, serpesci, aquilalupi… animali particolari, docili, affettuosi, testardi o combattivi.
Sono gli animusi, esseri che si nutrono di musica.

“Un altro colpo e da un buco nuovo uscì il nasino e il resto della testa, ma rimase intrappolato, l’animusi squittì e si agitò, sembrava in difficoltà.
Giulia voleva aiutarlo, ma aveva paura di ferirlo, il guscio dell’uovo era molto spesso e pareva tagliente.
[…] Improvvisamente, a Giulia venne un’idea. Prese il suo flauto e intonò una canzoncina con note molto acute.
La melodia di Giulia fece effetto.
Il piccolo batuffolo azzurro cominciò a rosicchiare l’uovo con i suoi dentoni, tutto intorno al buco dov’era incastrata la testa, poi, con due vigorosi calcioni, finalmente l’uovo si aprì definitivamente.
Giulia sospirò di sollievo e appoggiò le mani per terra vicino all’uovo rotto. Il piccolo topogallo alzò il musetto verso di lei, era tenerissimo!
La annusò un momento e salì fiducioso acciambellandosi comodamente.
Giulia tremava per l’emozione, aveva l’impressione di tenere tra le mani la cosa più preziosa del mondo.”

I giorni passano veloci. Tra risate, lezioni e sfide.
Giulia combatte per sconfiggere quella che crede una grande ingiustizia
Si oppone ad alcune compagne altezzose e prepotenti.
E fa la conoscenza di Arci, il capitano della squadra di Tornado, una versione speciale dell’hockey su pista, dove non ci sono mazze, ma flauti e la palla incantata si muove grazie al alle loro melodie!
Un ragazzo dalle mille sfumature, un personaggio tutto da scoprire.

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Molte, però, sono le domande senza una risposta.
Cosa si nasconde nel lago?
Perché è proibito avvicinarsi?
Perché Giulia ne è irrimediabilmente attratta come una falena dalla luce?
Giulia sente qualcosa che la chiama, una potente energia, un’anima sola e triste e angosciata.
Un richiamo a cui non può resistere.
Nonostante il divieto.
Nulla può fermare Giulia.
Neppure la storia che quel lago sia abitato e infestato da un terribile mostro.
Giulia sente il richiamo, non può far finta di niente, non vuole ignorarlo.
Nel profondo del suo cuore sa che nelle torbide acque del lago si nasconde la verità.
La sua verità.
E supportata dal suo grande amico Pietro sa che nulla può farle male.

E una notte, in riva al lago, suona la sua melodia.
E da quel momento tutto cambia.
Il suo presente. Il suo futuro.
Un attimo di pura meravigliosa magia.
Due anime che entrano in contatto, anzi in collisione.
Due anime che si ritrovano.
Chi è veramente il mostro del lago?
Chi è veramente CORSIVO Giulia?

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“Sentì ancora il fruscio di qualcosa che lambiva l’acqua. Si avvicinava.
Giulia aveva paura, ma continuò a suonare cercando di far affiorare dal suo cuore tutta l’ammirazione che aveva per quella misteriosa creatura e anche la sua preoccupazione che non stesse bene.
Arrivò. Prima di veder spuntare l’enorme testone dal pelo dell’acqua, lo sentì.
Una presenza selvaggia, potente. “

Cosa racchiude la melodia sibilante, un’antica melodia, quasi leggendaria, che pochi conoscono, di cui quasi nessuno vuole parlare?
Cosa si nasconde dietro la misteriosa scomparsa del nonno?
Cosa si nasconde nel cuore del lago?
Una scena toccante, quasi commovente.
Non posso e non voglio svelare nulla di più, posso solo consigliare di leggere questa bellissima, romantica, magica, emozionante storia.

Lo consiglio? Assolutamente sì!
Serenella 🙂

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Recensione di: “L’ultimo Abele: Storia di una ossessione” di Massimo Della Penna

Buongiorno Notters!
In questa giornata primaverile (finalmente!), vi facciamo compagnia con le nostre recensioni.
Questa settimana ho letto “L’ultimo Abele: storia di una ossessione” di Massimo Della Penna.
Cosa ne penso?
… Curiosi eh?! 🙂
Che aspettate, leggete qui!!

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TITOLO: L’ultimo Abele: Storia di una ossessione
AUTORE: Massimo Della Penna
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: Novembre 2015
GENERE: Narrativa
FORMATO: Ebook/Cartaceo
PREZZO: € 1,88/ € 10,73

 

SINOSSI

Non vedrò mai questo libro. Verrà dato alle stampe dopo che avrò reso l’anima a Dio. Ormai ci siamo quasi. Non sarò io a raccontarvi la mia storia, ma l’unico grande amore della mia vita. L’ha già scritta e io l’ho già letta. È la tragedia in tre atti di un avvocato emigrato e di un bieco tradimento, che non meritavamo. È la storia di un Caino celato dietro un nome innocente quanto Abele. È una storia di redenzione ed espiazione, di un’autentica ossessione consumata al buio degli anni. Ma non lasciatevi ingannare. Non credete a una parola. Non credete ai vostri occhi. Perché niente è come sembra. Niente.

RECENSIONE

“Ma non lasciatevi ingannare. Non credete a una parola. Non credete ai vostri occhi. Perché niente è come sembra. Niente”.

Con queste parole l’autore ha deciso di concludere la sinossi e, con queste parole io ho deciso di iniziare a raccontarvi questo libro perché mai niente è stato più azzeccato.
Mai niente è più vero.

“L’ultimo Abele: storia di una ossessione” è un libro che inganna.
Dico la verità, ho iniziato a leggerlo con una punta di scetticismo che mi sono portata dietro fino a metà libro.
Non riuscivo a capire pienamente il senso di alcuni capitoli, il senso di alcune storie raccontate dall’autore; spesso mi sembrava tutto alquanto ripetitivo e non ne capivo il significato.
Non riuscivo a fare collegamenti, a capacitarmi di come i salti temporali tra presente e passato potessero c’entrare l’uno con l’altro.
Insomma, inizialmente per me questa è stata una lettura “complicata”.

Ma sapete il vero motivo qual era?
Il problema ero io.
Man mano che leggevo, che andavo avanti con la lettura, ho capito che ero io a sbagliare: non leggevo tra le righe.
Non coglievo quello che l’autore ha voluto fin dall’inizio trasmettere al lettore perché avevo i famosi “occhi foderati di prosciutto”, o meglio, foderati di superficialità.
Superficialità nel leggere, nello scoprire cosa aveva da darmi e da trasmettermi questa storia che, in realtà, è tutt’altro che superficiale.
Ho capito solo nelle ultime pagine la profondità e la bellezza di questo libro.
Ah, se solo l’avessi capito fin da subito!
L’avrei, certamente, letto con occhi diversi; non con occhi di sfida o di supponenza, ma con occhi colmi di malinconia e di affetto.
Si perché alla fine, questo è proprio uno di quei libri in cui non si può fare a meno di affezionarsi al protagonista.
Ecco perché questo è un libro che inganna.
Ti fa credere che sia tutto li, racchiuso in quelle pagine, quando in realtà ha un mondo intero alle spalle, un po’ come fosse la punta di un iceberg.

Questa è la storia di Giuda Asola.
Nome alquanto singolare, no?
Anche questo, come per il resto della storia, lo scopriremo solo a lettura inoltrata, il nostro Massimo ha voluto creare “suspense” a tutti gli effetti!
Avvocato emigrato dal Sud Italia all’affascinante e nebbiosa Milano per lavoro, Giuda ci racconta in maniera ironica, divertente e con quella punta di amarezza che non guasta mai, della difficoltà dell’approdare per la prima volta in una città sconosciuta, estremamente differente dalla propria realtà, di doversi adattare a mentalità diverse, abitudini diverse e di farsi accettare per quel che si è, senza doversi per forza plasmare ad un qualcosa che non ci appartiene.image (3)

A Milano, soprattutto presso le law firm , c’è quest’usanza barbara di accogliere clienti e controparti estere in supposti  (e che supposte!) ristoranti consoni alle varie etnie. Ecco che i cinesi li port i a Paolo Sars, il quartiere cinese di Milano così ribattezzato, a parziale pres a per culo di Via Paolo Sarpi, in seguito alla nota malattia.
Gli Argentini al Don Juan.
Ai Turchi non li porti da nessuna parte, ma fai ven ire su in studio due kebab da Peck alla modica cifra di 800 euro/gr.
I Palestinesi li porti in qualche localino lungo la  striscia del naviglio.
Gli Israeliani in qualche localino sull’altra sponda.
In ossequio a questo costume, la settimana scorsa ho portato dei clienti giapponesi al sushi-risto di Armani, il mai troppo osannato Nobu; come se il ristorante dell’uomo-lampada avesse qualcosa a che spartire con una delle più millenarie culture e non fosse un covo di migno ttone col radar  per i portafogli al posto del cuore.

Ci racconta dei diversi modi di approcciarsi all’avvocatura paragonando quindi l’avvocato napoletano a quello milanese e a quello romano.
Ci racconta della sua esperienza nello studio in cui lavora, delle difficoltà di sottostare ad un capo donna, della “bellezza” di avere colleghi/amici, di condividere.

Così, tra un’avventura…

[…] «Boh, se mi vuole mi ricerca, ma la foto… vabbè pace, senti, sai che ho fatto un investimento disastroso?».
«Vero? E quanto hai investito?».
«Chi  hai investito, vorrai dire. La sorella della boss» .
«Hai comprato la sorella del boss? Ma porcamignotta ».
«Ma che dici! L’ho investita con la vespa, tornando  dal classico aperitivo categorico di studio, ero ciucco, e quella non  mi va ad attraversare fuori dalle strisce? Non ci posso passare, sua sorella, ti pare possibile?».
«Eh porcamignotta no, è proprio anti-possibile».

… E l’altra, immergendoci nella lettura, impariamo a conoscere il nostro Giuda.
Impariamo a capirne il carattere e il velato cinismo che sfoggia descrivendo la società di oggi, il #duemilaquindici.
Impariamo a capire il vero senso dell’amicizia, il rispetto reciproco, il rispetto per i ricordi.
Impariamo a capire che l’Amore è quel motore che fa girare il mondo; e non importa in quale forma sia, perché è qualcosa che salva la vita. image (4)
Impariamo a capire che non esistono etichette alcune, che i pregiudizi non sono nulla, se non gli diamo importanza noi per primi.

Pippo: «I ga-gay non sono no-normali». Praticante Gnocca: «Certo che no, sono contro natura».
Drugo: «Voi siete cattolici?».
Praticante Gnocca: «Certo, come il name partner ».
Drugo: «Beh allora lasciatevi dire che dovreste stu diare meglio le fonti, perché anche camminare sull’acqua, far alzare e cam minare i morti e moltiplicare pani e pesci è un tantinello contro natura» .

Impariamo a capire che il diverso è bello, che non c’è giusto o sbagliato, e che fare del bene alla fine paga sempre anche se apparentemente non sembra così.

Giuda, questo strano personaggio che odia tanto il suo nome (… Chissà poi che sia lui), non è semplicemente un avvocato.
È un maestro di vita.
Perché questo libro insegna, attraverso la voce del protagonista.
Ci insegna che un nome è un etichetta e che chi si chiama Giuda non è necessariamente un traditore.
E poi, alla fine Giuda, quel nome tanto odiato è riuscito anche ad amarlo.
Perché in realtà, cos’è un nome?
Semplicemente un nome, ecco.
Non ti segna il carattere, l’essere, l’io.
Tu sei quello che sei, a prescindere da come ti chiami, punto.

“L’ultimo Abele: storia di una ossessione” è si una tragedia, ma a me piace pensare che in realtà sia una commedia.
Perchè è una storia che, tutto sommato, fa sorridere.
È una storia che racconta la dura è spietata realtà in cui viviamo, ma lo fa quasi con leggerezza.
In un certo momento del racconto, sembra quasi che il lettore si ritrovi catapultato in teatro ad ascoltare, affascinato, il monologo di un satirico.
Il lettore subirà passivamente le emozioni del protagonista, non potrà farne a meno; rimbalzano dall’uno all’altro come fosse una pallina di gomma impazzita.
Così si ritroverà a ridere a crepapelle per gli aneddoti di vita raccontati da Giuda, per poi piangere come un bambino per tutte le ultime trenta pagine.
Perché questo libro racconta una storia che è, in realtà, delicata, emozionante, triste.
Ma più di tutti è crudele, perché nel momento stesso in cui la storia stessa entra nel cuore del lettore, ecco che accade qualcosa che lo spezza in due.
Qualcosa che strappa via con brutalità quell’attimo di serenità trovata dopo una lettura ad ostacoli.

Massimo Della Penna, con questo libro, mi ha scombussolato.
Nel momento esatto in cui ho letto l’ultima parola della storia e ho chiuso il libro, non riuscivo a capire come mi sentissi.
Un misto di tristezza, amarezza, dolcezza, comprensione e stupore si è impossessato di me e non mi ha lasciata per tutto il giorno.
Ho pensato e ripensato a Giuda e alla sua storia per tutto il giorno, senza capacitarmi di come, alla fine, questo libro mi abbia sorpresa.
Spiazzata, completamente spiazzata.
Ecco come mi sentivo.
Possibile che solo trenta pagine possano stravolgere un intero libro?
Possibile che possano distruggere, annientare il pensiero che mi ero fatta fino a quel momento?
Beh, cari lettori ossessivo-compulsivo, leggere questo libro e capirete che con Massimo Della Penna tutto è possibile.

Una scrittura graffiante, ironica, divertente e affascinante con scorci di passato alternati al presente, accompagna in maniera convincente tutta la storia.
Se posso fare una critica avrei preferito che fosse dato modo al lettore di arrivare prima all’atto finale, quello della rivelazione, (il “clou” per dirla alla Giuda) in modo tale da congiungere tutti i tasselli del puzzle e ricostruirlo senza confondersi.

Per il resto…
Leggetelo Notters, è un libro troppo particolare per non lasciargli un posticino nella vostra libreria! 😉

Edna

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Recensione di: “Segreti” di Erika Baima

Buongiorno Notters 🙂
Oggi vi racconto la mia ultima lettura, un libro che non rappresenta proprio il mio genere ma che mi ha incuriosito e proprio per questo sono qui a raccontarvelo.
Si tratta di “Segreti” di Erika Baima.

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TITOLO: Segreti
AUTRICE: Erika Baima Griga
EDITORE: Lettere Animate
DATA PUBBLICAZIONE: 02 Marzo 2015
FORMATO: eBook
GENERE: New Adult
PAGINE: 139
PREZZO: Gratis su Kindle Unlimited

SINOSSI

La storia racconta le vicende di Alessia, Ally per tutti, con un oscuro passato alle spalle. La ragazza, infelice, incontra il bello e affascinante Luca Vazza, imprenditore della zona. Tra i due è subito amore e passione e le resistenze della ragazza non fanno altro che eccitare e attrarre di più l’uomo. Alla fine tra i due scocca la scintilla. Ma il passato torna a tormentarli. Sia quello di Ally, che a causa della relazione con il fidanzato della sorella è stata buttata fuori di casa da anni dalla famiglia; sia quello ben più pericoloso di Luca, coinvolto anni prima in un gioco erotico con una bellissima donna, Vichy, e mai più riuscito a liberarsi di lei.
Complice l’amore per Ally, tuttavia, Luca decide di rompere definitivamente con Vichy. Scopre però che non è affatto facile come credeva. La donna, infatti, ossessionata da lui, architetta un piano via via più complesso per tenere l’uomo legato a lei, come del resto già fatto in passato, quando allontanò Simona, un’altra fidanzata di Luca.
Nel corso della storia si verrà così a scoprire un passato intricato in cui nulla è come sembra.

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBIL SPOILER***

Non sapevo cosa aspettarmi da questo libro, ho iniziato a leggere senza sapere di cosa parlasse, senza pregiudizi o contaminazioni esterne. Una storia leggera, che si legge velocemente e che mi ha lasciato qualche interrogativo in sospeso.
Premetto che non è proprio il mio genere, ma ho voluto lo stesso dargli un’opportunità, tutti la meritano in fondo.
Le pagine scorrono molto velocemente, a volte troppo, gli eventi si susseguono rapidi, precipitano, alcune scene sono molto esplicite, altre, a mio modesto parere, andrebbero approfondite, soprattutto i sentimenti dei due protagonisti.
Ma comunque la storia ha un suo perché, tra tanti (troppi?) segreti, si arriva all’ultima pagina quasi senza accorgersene.
Una storia che si discosta dalla realtà della maggior parte delle persone ma che comunque ha un fondo di verità.
Il titolo direi che è quello più appropriato: se all’inizio vi era solo un alone appena accennato di mistero, dopo metà libro i segreti si susseguono uno dopo l’altro, travolgendo e stravolgendo la vita dei due protagonisti.
Sembrava quasi di guardare una telenovela 😉

Alessia è una giovane donna segnata da una profonda ferita. Sola, abbandonata, confusa smarrita.

Luca è un uomo forte e fragile al tempo stesso. Tormentato, anzi perseguitato da un oscuro e  passato.

Un giorno si incontrano sulla spiaggia.
Alessia è molto triste, abbattuta, demoralizzata ma basta uno sguardo, un sorriso e le loro anime entrano in collisione.

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Le onde sbattevano dolcemente lungo la scogliera, che pareva essere accarezzata da quell’acqua  limpida.
Lei seduta sulla spiaggia ammirava quell’intreccio di emozioni di acqua e roccia  pensando a lui. 
Ripensava ai momenti trascorsi  assieme, si chiedeva ora dove  fosse, cosa stesse facendo, ma  soprattutto perché l’aveva abbandonata così, senza neppure  una spiegazione.
Guardando i gabbiani volteggiare  nel cielo pensò che anche lei avrebbe voluto essere così: libera.  Libera dal nodo alla che gola la  attanagliava; libera dal freddo che  la scuoteva a dispetto del caldo dell’estate. 
Libera di farsi stringere dalle sue braccia. Una fitta di  tristezza la trapassò e una lacrima percorse le guance. Poi più d’una. Una sagoma le si fermò davanti.  Lei alzò a malapena la testa scorgendo poco più che un’ombra. Notò che apparteneva a un uomo  abbronzato. 
Rimase colpita dal suo sguardo,  dai suoi occhi neri e penetranti.
«Io… ciao, scusami se ti guardo  ma… hai dei bellissimi capelli».
Lei sentì le guance prendere fuoco  a quel complimento. 
Si passò una mano sugli occhi è asciugò le lacrime.

Un approccio iniziale che sembra quello di un ragazzino e, invece…ben presto, dal primo istante si scopre che Luca è un uomo dalle mille sfumature, e anche dalle mille zone d’ombra. Un uomo pieno di contraddizioni, che non si riesce a comprendere ma che sa sorprendere. Un uomo che, con il suo sorriso riesce a sfondare il muro che Alessia, suo malgrado, aveva innalzato per difendersi.
E anche Alessia, con la sua aria sbarazzina, colpisce molto intensamente Luca.
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Una forte passione li spinge l’uno verso l’altro.
Resistere è difficile.
Cedere è l’unica cosa da fare.

Forse è questo il punto che maggiormente mi ha lasciata perplessa, lo sbocciare rapido e travolgente.. e l’insistere sulla fisicità della cosa, ma ci sono anche momenti di dolce tenerezza che stemperano l’atmosfera, che la rendono anche più spensierata.

Perché c’è da dire che i momenti rilassati, di tranquilla serenità…sono veramente pochi!
Un fugace attimo di pace…e poi un precipitare drastico degli eventi.
E alla fine tutta la verità viene a galla e devo dire che mi ha lasciato senza parole la piega che ha preso la storia, considerando come era partita.

Ally lo raggiunse  poco dopo, portando un bicchiere e la bottiglia del vino. 
Si sedette sulla seggiola e fece un respiro profondo sotto lo sguardo pensieroso di lui.
«Scusami…  ma non mi conosci e  non sai nulla di me. Forse… forse è  sbagliato quello che stiamo facendo.»
Lui le si sedette vicino.
«Vedi , Alessia, la vita è un rischio,  a volte si sbaglia e ci si mette un po’ a capirlo. Altre volte invece ci lasciamo sfuggire le cose belle.».
Un piccolo sorriso comparve sul  volto della donna.
«Hai ragione, ma ho delle cose in sospeso che mi fanno soffrire,  devo chiudere ancora la porta del passato prima di aprire quella del futuro.»
Luca sorseggiò un po’ del vino che  si era versato nel  bicchiere.
«Ma io non sono né il  passato, né  il  futuro. Sono il  presente… se  sbaglio in qualcosa devi dirmelo.» «Non sbagli nulla, anzi.  Io però  non  posso vivere  il  presente se so che  da un momento all’altro il passato  si può ripresentare.».

Il passato è un’ombra, un fantasma…una spada che oscilla pericolosamente sul presente.
Non esiste margine di errore.
Basta una piccola distrazione e ogni cosa può andar perduta, distrutta.
E alla fine il passato diventa un nemico da sconfiggere, una presenza soffocante da esorcizzare.

A volte si ha come l’impressione di camminare sul confine dell’irrealtà, se non della pazzia, però devo ammettere che, a sangue freddo, una storia così, per certi versi, fa riflettere.
Forse il fatto che non sia il mio genere un poco ha inciso, come il fatto che avrei preferito un ulteriore approfondimento di alcune scene.  Nonostante i dubbi che sono affiorati e che mi hanno accompagnato per gran parte della lettura, penso che questa storia, sempre a mio modestissimo parere, meriti un’opportunità. In fondo il bello di essere lettori è avere gusti diversi e penso che ad alcuni potrà piacere questa storia 😉

Serenella 🙂

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