Presentazione di: “Arthur e il segreto dell’ampolla” di Francesco Mocini

Ciao Notters,

oggi vi presentiamo il libro di Francesco Mocini, un fantasy formativo edito Augh! Edizioni- Gruppo Alter Ego. Seguiteci che vi mostriamo la sinossi di: Arthur e il segreto dell’ampolla

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TITOLO: Arthur e il segreto dell’ampolla
AUTORE: Francesco Mocini
EDITORE: Augh!
GENERE: Fantasy/Formazione
DATA PUBBLICAZIONE: Gennaio 2016
FORMATO: Cartaceo
PREZZO: € 13

 

SINOSSI

Perso nella livida Inghilterra vittoriana, il giovane Arthur è un ragazzo
fragile e sensibile. Anni prima, sua madre Rose è come scomparsa
nel nulla e i nonni, duri ed egoisti, ora lo costringono a lavorare in
maniera. La vita di questo adolescente è già segnata da abbandono,
solitudine e insicurezza: la sua è una realtà arida e frustrante. O almeno
lo è fino al giorno in cui scopre nella miniera una strana ampolla
dotata di speciali proprietà, nonché l’accesso a un fantastico mondo
parallelo: Grinland. Insieme al suo primo e unico amico, Fabianzap,
Arthur comincerà a penetrare in questo straordinario universo e a
conoscerne i singolari abitanti. Ma presto scoprirà anche la spaventosa
minaccia rappresentata dalla malvagia strega Darkice, che intende
rubare i desideri degli uomini così da ridurli a semplici automi
alla mercé del suo potere. Cosa lega Arthur a Grinland? Forse la
misteriosa scomparsa della madre ha a che fare con questo posto?
Come potrà un adolescente timido e insicuro come lui opporsi alla
potente Darkice e salvare i sogni dell’umanità intera? Arthur e il segreto
dell’ampolla è il racconto di un percorso di crescita: l’entusiasmante
avventura che porta ognuno di noi alla piena consapevolezza delle
proprie infinite risorse.

AUTORE: FRANCESCO MOCINI!

Francesco Mocini nato nel 1973 a Pisa, dove mi sono laureato in Ingegneria Civile. Attualmente vivo a Roma e mioccupo di energie rinnovabili.
Arthur e il segreto dell’ampolla è il mio romanzo d’esordio.

ESTRATTO

Era un’uggiosa serata di autunno mentre Arthur, con occhi
malinconici fissava dal finestrino del treno cosparso di goccioline
le campagne londinesi, contando mentalmente i minuti che
lo separavano dalla stazione di Paddington.
Come era solito fare un weekend al mese, il ragazzo aveva lasciato
la miniera dove lavorava per rientrare a casa della famiglia
paterna utilizzando la Great Western Railway.
Ogni volta, l’iniziale sentimento di contentezza che lo pervadeva
nel ritornare a Londra, si trasformava, alle porte della
città, in un senso di profonda inquietudine e insoddisfazione.
Se è vero che l’irrequietezza può essere considerata un’emozione
positiva, cioè un primo passo verso il cambiamento, la
monotonia del ripetersi delle medesime situazioni provoca frustrazione
e depressione.
Arthur era un adolescente molto carino, capelli castani color
cenere, fini e lisci portati a caschetto, occhi color verde smeraldo,
anche se uno sguardo triste tradiva una profonda infelicità.
La forma dell’addome, leggermente all’infuori, gli lasciava
spesso la pancia scoperta e i pantaloni a vita bassa che indossava
facevano intravedere l’orlo degli slip, conferendogli un’aria
scanzonata e sbarazzina.
Arthur era un ragazzo molto dolce e sensibile, intelligente e
riservato a tal punto che spesso restava in disparte, preferendo
non mettersi in mostra. Amava molto gli animali così tanto da
decidere di diventare vegetariano; il suo hobby preferito era la
lettura. Un’altra sua peculiarità era il fatto di essere mancino,
caratteristica che, all’inizio della scuola, gli aveva creato diversi
problemi: infatti gli insegnanti lo avevano costretto a usare la
mano destra soffocando la sua vera natura e provocando in lui
un forte risentimento.
Entrato nella stazione di Paddington, Arthur prese la valigetta
ormai logorata dal tempo che portava con sé ogni volta che rientrava a casa e si avvicinò alla porta del treno per scendere.
Lo stridio dei freni segnava l’arrivo ufficiale a Londra. Il giovane
scese barcollando dalla scaletta della carrozza e, dopo aver
percorso pochi metri, raggiunse l’uscita della stazione.
Nell’attimo in cui la oltrepassò, un brivido lo avvolse.
Il rivedere Londra, la nebbia che circondava i lampioni delle
strade, Little Venice, tra Paddington Arm e Regent’s Canal, con
i suoi canali, gli artisti e gli scrittori che camminavano assorti
nei propri pensieri tra i vicoli, le prostitute che fischiavano ai
passanti mostrando la propria “merce”, gli ubriachi che schiamazzavano,
le caratteristiche chiuse sul Tamigi dette locks, le
house-boats, cioè le tipiche casette galleggianti, risvegliavano in
lui, ogni volta, un turbinio di emozioni.
Camminando per alcuni isolati, raggiunse la casa di famiglia
costruita in perfetto stile vittoriano con il tetto in tegole di ardesia,
caratteri e dettagli intricati, finestre a tre vetrate dalla mezza
forma esagonale e forme asimmetriche e irregolari. Dietro la
vetrata intravide la bisnonna Nucis che passava le intere giornate
con alcune amiche a osservare i passanti. Bussò e poco dopo
arrivo il nonno paterno Archibald ad aprire il portone.
Arthur era nato e cresciuto a Londra, tra la fine dell’Ottocento
e gli inizi del Novecento, con la mamma e la famiglia paterna.
Il nonno Archibald era il tipico capofamiglia, un uomo rude, a
volte violento, ma che in fondo voleva bene ad Arthur. Spesso
il nonno ostentava la sua ricchezza e faceva pesare al nipote il
suo stato economico. Archibald aveva una corporatura massiccia,
capelli grigi e portamento fiero. Attualmente era a riposo
ma aveva combattuto in guerra e prestato servizio presso la
Compagnia Nazionale dei Treni. Portava sovente Arthur nei
propri possedimenti terrieri e lo faceva giocare con i maiali. Arthur
tornava a casa sporco e puzzolente ma molto soddisfatto.
Archibald però spesso era violento, picchiava Delia, sua moglie
nonché nonna di Arthur, e urlava in casa.
Delia era una donna di corporatura esile, con capelli scuri e
occhi dimessi, di personalità debole diceva tante bugie, comportamento
che faceva imbestialire Archibald.

divisorioBuona Lettura!

Naty&Julie

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