“Un amore coi fiocchi” di Jessica Maccario|ANTEPRIMA!

Buongiorno Notters! 🙂
Oggi è il 21 Dicembre, -4 giorni a Natale e una bravissima autrice italiana ha deciso di fare un regalo ai lettori.
Sì avete capito bene, JESSICA MACCARIO regalerà ai lettori un racconto di Natale, online da oggi e scaricabile cliccando qui!. ❤
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TITOLO: Un amore coi fiocchi
AUTRICE: Jessica Maccario
GENERE: Racconto rosa natalizio
EDITORE: Self-Publishing
FORMATO: eBook
DATA DI PUBBLICAZIONE: 21 dicembre 2015
PREZZO: Gratuito!

 

 

SINOSSI

Tre anni.
Tre anni di rimpianti, ricordi, lacrime.
Da quando Adriano è fuggito con la sua amante, Chiara non ha fatto altro che aspettare il suo ritorno.
Finché non incontra Nicola. Un uomo dolce, passionale, vulnerabile, con degli splendidi occhi ambrati che sfiorano la sua anima tormentata. Maestro di ginnastica nella stessa scuola di sua figlia, ha il compito di dirigere la recita di Natale. Nicola non sa come gestire quei bambini scalmanati, Chiara non sa come affrontare il futuro. Qualcosa preoccupa la sua piccola Rachele e lei vuole venirne a capo. Un incontro speciale, il desiderio di aiutarsi a vicenda e i fiocchi di neve che fanno da sfondo ai sentimenti nascenti.
Mancano quattro giorni alla festa più attesa dell’anno, il Natale è ormai alle porte e Chiara sembra aver ritrovato il suo ottimismo. Ma l’arrivo del marito la mette in profonda crisi. Nicola è davvero disposto a rimanerle accanto? E Chiara, chi desidera nella sua vita?

ESTRATTO

Adoro le recite di Natale di mia figlia. Ogni anno le maestre organizzano degli spettacoli vestendoli da elfi, gnomi, folletti, fatine, persino da funghetti. Ogni volta creano una storia differente, spesso ispirata a qualche cartone o libro famoso, e la riproducono in versione natalizia. Per ogni scenetta Rachele s’illumina come un albero addobbato a festa, tanto è felice di prendervi parte.
Quest’anno no. Con i suoi boccoli ramati e il viso da angioletto, se ne sta raggomitolata sul letto, la mano sotto il cuscino e l’espressione corrucciata di chi non ha alcuna intenzione di scendere.
«Tesoro, è già tardi, ci staranno aspettando», dico esasperata.
Si gira stropicciando il suo vestito da coniglietto e tira su con il naso. «Non voglio andare, non voglio!»
Sono le tre passate e dovremmo già essere alle scuole elementari per le prove generali. Le maestre vogliono che quelli dello stesso anno facciano la recita insieme, quindi, il giorno antecedente lo spettacolo, i bambini devono passare l’intero pomeriggio ad accordarsi su chi entra prima in scena e chi dopo.
Mi avvicino e mi chino ai piedi del letto. «Cucciola, cosa succede? Non hai voglia di provare? Di solito sul palco ridi e ti diverti sempre. Mi rendi tanto orgogliosa, sai?»
Scuote la testa nascondendosi e io non so più cosa pensare. Rachele è solita buttarsi in mezzo alla gente senza tanti problemi, ama starsene al centro dell’attenzione. Possibile che sia solo paura di entrare in scena?  […]

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«Andiamo a parlare con il maestro», decide Samantha e mi trascina verso il palco.
«Mi sembra impegnato al momento, forse è meglio…»
Non mi lascia il tempo di finire e gli piomba addosso come un avvoltoio, interrompendo il suo discorso con l’alunno che ne approfitta per fuggire via. «Tu sei Nicola Tommasini, vero? Io sono Samantha e lei è Chiara.» Ha usato lo stesso tono quando ci siamo conosciute il secondo giorno di scuola, in pratica non ti lascia via di scampo.
Sorrido imbarazzata, con Rachele che non vuole saperne di mollare la mia giacca.
«Sì, piacere», ci guarda confuso, poi si volta per richiamare un paio di bambini. «Luigi, Christian, venite! Adesso proviamo la parte iniziale, è il vostro turno!». Si gira nuovamente e noto la sua aria stravolta, le occhiaie però non m’impediscono di ammirare le sue iridi di un marrone dorato, calde e impensierite. «Scusatemi, qui è un macello. Vi spiace se parliamo dopo?», si prende la testa tra le mani e scompare alla ricerca dei bambini perduti. I suoi riccioli ribelli danno l’idea del suo stato d’animo, sembra abbastanza sconsolato.
Samantha appare delusa, mentre io non riesco a distogliere lo sguardo da lui. È attraente persino nei movimenti, anche se l’andatura nervosa indica che ha diversi problemi a cui pensare e le altre maestre sono troppo occupate a discorrere per accorgersene. Ha bisogno di aiuto e io non ho intenzione di restare qui fino a tardi stasera. Stupendo me per prima mi getto al suo inseguimento […]

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BIOGRAFIA DELL’AUTRICE

Jessica Maccario è nata a Cuneo il 9 agosto 1990. Laureata in Beni Culturali Archivistici e Librari a Torino, valuta manoscritti per le case editrici e corregge libri di aspiranti autori. Ha pubblicato una duologia romance composta da “In volo con te” e “Questo viaggio è per sempre” e i primi due fantasy della serie de Gli Elementali, dal titolo “Insieme verso la libertà” (edito da Bibliotheka edizioni) e “La spada degli elfi”, oltre a una decina di racconti disponibili sui siti o in antologie. L’ultimo uscito è il romantic suspense “Io ti libererò”, disponibile anche per il kindle unlimited.

La si può trovare su Facebook, aNobii e Goodreads, tra una miriade di gruppi e blog di lettori.
Per avere informazioni sulle uscite o contattare l’autrice, questo è il suo sito: http://jessicamaccario.wix.com/jessicamaccariobooks.

«Ehi», lo saluto felice neanche fossimo grandi amici. Mi sorprendo a essere contenta di vederlo. «Pensavo che oggi fosse troppo impegnato per poter parlare, maestro Tommasini», scherzo con una vivacità nuova per me.
«Non eravamo già passati al “tu” ieri?», risponde serafico.
«Quella era una situazione d’emergenza!», ribatto. Non pare nervoso oggi. Mi piace quel sorriso birichino sul volto, quella malizia negli occhi.
«Bene signorina, allora se vuole tornare alla formalità iniziale dovrebbe dirmi il suo cognome. Come dovrei chiamarla?»
Sebbene lo dica scherzando, io sobbalzo perché sto evitando da mesi di usare il cognome di mio marito, nonostante la gente ancora me lo ricordi salutandomi in quel modo. Ha insistito tanto che lo portassi e ora è come un macigno di cui non riesco a liberarmi.
«Uhm, non importa, restiamo su un piano più informale», dico leggera.
Scoppia a ridere incredulo. «Ti vergogni del tuo cognome?»
«No… non è quello.»
«Allora cos’è?»
«Non possiamo cambiare argomento?»
«Hai davvero motivo di non volerlo dire?»
Perché gli interessa tanto? Sbuffo e decido di buttare fuori il mio tormento. «E va bene. Mi vergogno della persona che mi ha costretto a usarlo dopo avermi sposata e in seguito abbandonata per un’altra, vorrei tanto che la gente non pensasse più a me come la “Signora Volpi”», lo dico tutto d’un fiato, arrossendo per la rabbia. Poi sospiro e aggiungo: «Chiamami con quello da nubile: Rossi.»

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Un grosso grazie a Jessica per questo regalo che vi augura così delle Buonissime Feste!

Naty&Julie

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