Recensione di: “Il tessitore di sogni” di Alex Calvi

Buongiorno Notters!
Oggi vi parlo di un libro che va un po fuori dalle mie solite letture e che ha accompagnato la mia settimana catapultandomi in una grande avventura!
Coraggio, venite a scoprire cose ne penso de “Il tessitore di sogni” di Alex Calvi! 🙂

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TITOLO: Il tessitore di sogni
AUTRICE: Alex Calvi
GENERE: Narrativa
EDITORE: Io Scrittore
DATA PUBBLICAZIONE: 10 settembre 2015
PAGINE: 267
FORMATO: ebook / cartaceo
PREZZO 3,99€ / 15,00€

SINOSSI

Philip è un uomo normale, con un lavoro che in fondo non gli piace più di tanto ma che cerca di svolgere al meglio, quando la sua tranquilla quotidianità è sconvolta da una drammatica notizia: il suicidio di Sam, suo amico d’infanzia. Non c’è nemmeno il tempo di capire come e perché sia potuto succedere, che Philip si trova coinvolto in un’avventura incredibile: con ancora addosso i terribili segni della recente morte, Sam si materializza in casa sua per trascinarlo in un’assurda caccia al tesoro, tra luoghi bizzarri e incontri surreali. Ai due presto si unisce il terzo amico di un tempo: Derek, fratello di Sam. Ma qual è la posta in gioco? Che cosa vuole veramente Sam da Philip? E che cosa c’entra il viaggio nel tempo e nello spazio di un uomo che appare dal nulla e interseca grandi avvenimenti storici, dal Cretaceo alla Seconda guerra mondiale? Le due vicende proseguono parallele, tra colpi di scena inaspettati e ambientazioni affascinanti, fino a confluire in un unico, sorprendente finale. Un finale che alzerà il sipario su una verità ancora più incredibile e getterà una nuova luce su tutta la storia…

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!***

“Sam Banks, uno dei miei più cari amici d’infanzia, si suicidò il 7 marzo alle 11.32 am. Evidentemente voleva andare sul sicuro, perché scelse di spararsi in testa con una Beretta calibro 9.
Circa tre ore dopo, alzò la cornetta e mi telefonò. “

La vita di Philip è una vita ordinaria, che si trascina tra casa e lavoro.
Nessuna donna all’orizzonte a scombussolare la sua vita, ne eventi drammatici in famiglia tali da compromettere la sua monotona quotidianità.
Già, tutto questo fino a che il suo migliore amico di infanzia non decise di suicidarsi.

Ma come si fa a compiere un atto del genere?
Non so, ti alzi al mattino e mentalmente ti dici “ok, è arrivato il momento”?
Oppure “questo è l’ultimo buongiorno che darò al mondo” e poi boom, un colpo in testa?

Una cosa è certa: ci vuole tanto, troppo coraggio.
E possono essere milioni di milioni le motivazioni che spingono al suicidio, eppure quella mattina, la mattina in cii Philip ricevette la chiamata da sua mamma appurando che quello che era stato il suo migliore amico da bambino si era tolto la vita, Philip non ne trovò neanche una.

Certo, ormai non sapeva più nulla del suo migliore amico Sam e del suo fratellino Derek, ma la sua testa e il suo cuore si rifiutavano di trovare un solo motivo logico cimagehe avesse spinto Sam a compiere un atto così estremo.
Infinite immagini di loro tre scorrevano davanti ai suoi occhi, loro tre che da bambini ne avevano combinate di ogni, legati da un’amicizia sincera e profonda.
Un’amicizia che decisero di suggellare addirittura con il sangue, e così Philip si ritrovo inevitabilmente ad osservare con tenerezza e rimpianto quella piccola cicatrice all’interno della mano.
La tenerezza del ricordo di quei momenti spensierati vissuti insieme, e il rimpianto di essersi persi in tutti questi anni.

Philip si trascinò per tutto il giorno, incapace di distrarsi col lavoro e pensare ad altro; Sam ormai occupava tutti i suoi pensieri.
Tornato finalmente a casa, in un gesto automatico ascoltò distrattamente i messaggi in segreteria finché qualcosa (o meglio qualcuno) non catturò la sua attenzione…

“In ogni caso non mi aspettavo nessuna chiamata importante. Per le urgenze c’era il cellulare. Poi sentii la sua voce.
La voce di Sam.
Mi invitava ad andare a pesca con lui in onore dei bei vecchi tempi.
Diceva che aveva voglia di rivedere il vecchio laghetto delle papere, quello dove andavamo d’estate a fare il imagebagno, anche se era proibito. Non sembrava cambiato neanche di una virgola, aveva la stessa voce squillante e allegra di tanti anni prima.
Fu un pugno alla bocca dello stomaco.
[…] Poi notai qualcosa di strano.
[…] Il fatto era che, secondo la segreteria, il messaggio di Sam era stato lasciato alle 12.07 am. “

Ma non era morto alle 11.32? Qualcosa non tornava.
Philip passo dallo stranito all’incredulo nel giro di pochi secondi.
Se Sam si era suicidato, com’era possibile che avesse lasciato un messaggio in segreteria mezz’ora dopo la sua morte?
“Sicuramente sarà sbagliata l’ora della segreteria”, pensò Philip… E invece no, era giusta.
Così decise di chiamare Derek, l’altro suo inseparabile amico, il fratello di Sam, che però non face altro che confermargli la morte di quest’ultimo, distruggendo anche l’ultimo briciolo di speranza di Philip che si trattasse di uno stupido scherzo.
Così, col cuore a pezzi, decisero che si sarebbero rivisti il giorno del funerale di Sam, ma poi qualcosa lo distrasse, qualcosa catturò la sua attenzione: c’era qualcuno in casa, nel suo salotto.
E quel qualcuno, era proprio Sam.

Inizia così la rocambolesca avventura di Philip, Sam e Derek, un’avventura che farà ritrovare tre amici, che farà condividere momenti unici.
Momenti di assoluto panico, alternati a momenti di pura eccitazione accompagnano tutto il romanzo.
I tre amici si ritroveranno catapultati in un mondo magico, un mondo che all’apparenza sembra normale, sembra essere quello di tutti i giorni, ma la verità è che c’è sempre dello straordinario nell’ordinario.
E Philip, Derek e Sam lo impareranno tra una biblioteca all’apparenza normale ma che in realtà ha libri che hanno vita propria: la Biblioteca dei Sogni.
Lo impareranno conoscendo Sir Grillo Parlante, colui che ha ispirato tantissimi scrittori ma che è stato citato solo da uno scrittore italiano (e chi sarà mai secondo voi? Pinocchio vi dice qualcosa?).

“Il tessitore di sogni” è un curioso viaggio tra quello che si nasconde dietro alla normalità di ogni giorno.
È scritto con grande fantasia e una vastissima conoscenza della storia perché la vicenda di Philip e dei suoi amici si intreccia con le avventure di un misterioso personaggio che attraversa secoli di storia prima di incontrare Philip, Sam e Derek.
E noi non conosceremo la sua identità fino alla fine, una fine che sicuramente ha “l’effetto sorpresa”.

Questo è un libro che, se il lettore si lascia trasportare, ti trascina in un mondo magico, fa sognare, fa sperare che simili avventure esistano davvero e che chiunque possa viverle.
Io lo ammetto: non sono un amante del genere e, come tale, non ho goduto appieno della storia.
Mi è dispiaciuto perché, sicuramente, per chi ama questo genere un po fantasy, un po storico e un po mistico è una bellissima e affascinante storia.
Obbiettivamente posso dire che è un libro scritto bene, a parte un po di confusione iniziale proprio per l’intrecciarsi delle due storie: quella di Phil e quella del misterioso personaggio che ripercorre la storia.

In questo libro c’è tutto: l’eccitazione, la paura, lo sconforto, l’incredulità, la gioia, l’affetto sincero, l’amicizia.
Ai miei occhi, però, il tutto si conclude con tristezza nonostante sia una fine del tutto inaspettata e che spiazza completamente il lettore.
Perché vediamo sì un’amicizia che scoccia nuovamente dopo tanti anni di lontananza ma, purtroppo, vediamo anche momenti in cui è messa seriamente in discussione con la sensazione che, così come si è ricostruita, possa lentamente sgretolarsi.
Riusciranno Philip, Sam e Derek e ritrovarsi definitivamente, a non perdersi più?

Chi lo sa, non vi resta che leggerlo! 😉

Edna.

 

Il mio giudizio:

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