Buonasera Notters,
Oggi ho il piacere di presentarvi “La salvezza in uno sguardo” di Alessandra Migliozzi, un romanzo a sfondo storico che ho letto in pochissimi giorni e che ho apprezzato per le emozioni che mi ha saputo regalare.


TITOLO: La salvezza in uno sguardo
AUTORE: Alessandra Migliozzi
EDITORE: Lettere Animate
DATA PUBBLICAZIONE: 15 Dicembre 2015
FORMATO: Ebook
PREZZO: € 1,49
SINOSSI
Una famiglia da vendicare e una tenuta da conquistare spingono Marco a lasciare i suoi genitori adottivi e sua sorella per affrontare una terra che ora gli è sconosciuta. Tutto sembra filare liscio finché i ricordi non riaffiorano, più vividi che mai. Ricordi tristi di un passato crudele, ricordi che sembrano essere più forti di lui e che ora stanno prendendo il sopravvento. Marco sta per cedere e sono i suoi occhi a salvarlo, a scacciare via quelle immagini e quelle urla dalla sua testa. Occhi perplessi e allo stesso tempo curiosi lo fissano. Occhi da cerbiatto, color ossidiana. Lei, così bella quanto pericolosa. Lei, la persona più sbagliata per perdere la testa. Un’avventura sfumata di rosa, l’amore passionale tra due giovani che decidono di lottare contro un destino che non li vuole uniti. A fare da cornice a questa storia ci sono altri personaggi, come un bambino dai capelli color fiamma, la faccia lentigginosa e due occhi azzurri sempre spalancati e una donna dall’aria fredda e dura, che dietro a una corazza nasconde un passato di errori e debolezze.
RECENSIONE
*** ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER ***
Il primo elemento che mi ha sorpreso e che mi ha fatto apprezzare questa storia è stata proprio la scelta dell’ambientazione.
In un tempo remoto, in un luogo lontano e sconosciuto…la storia si svolge nell’arco di pochi mesi e quasi interamente all’interno della Tenuta. Qualche rara scena si svolge nei terreni circostanti.
Siamo come in una bolla spazio-temporale dove l’amore è la forza motrice che spinge ad andare avanti, a non arrendersi, che fa soffrire, che fa battere i cuori, che regna sovrano su ogni cosa, che si percepisce in ogni pagina.
A molti, forse, potrà risultare azzardata, se non bizzarra una scelta simile; io, personalmente, l’ho trovata una scelta molto interessante. La Tenuta stessa diventa protagonista del libro e non soltanto una cornice della storia.
Tutto ruota attorno a essa…e a un anello. L’anello del potere. Chi conquista l’anello, detiene il potere. E per un anello viene scatenata una terribile e sanguinosa guerra.
Quella fredda sera d’inverno un servo uccide il sovrano, si impadronisce dell’anello e del potere a esso legato.
E la storia sembra destinata a ripetersi.
Anno 1700
La luce del sole in tramonto filtrava attraverso le tende. Paolina era al centro della piccola stanza semibuia, seduta su una sedia a dondolo, cercando di svegliare una neonata appisolata tra le sue braccia.
La bambina aveva il sonno pesante e, nonostante tutti i suoi sforzi, gli occhietti facevano ancora fatica ad aprirsi.
In un angolo della stanza c’era un altro bambino, Marco, di sei anni, che giocava con dei pezzetti di legno a creare castelli. Era concentrato a incastrarli tra loro per formare delle mura, la lingua in un angolo della bocca.
Una scena di infinita serenità.
Una giovane balia che accudisce i bambini dei Signori della Tenuta.
Ma all’improvviso un sordo rumore irrompe nel quadretto idilliaco.
Un intero esercito marcia verso il palazzo.
Seguono attimi di puro terrore.
La coraggiosa madre dei bambini entra velocemente nella stanza ed esorta Paolina ad aiutarla.
La ragazza prende i due bambini e si nascondono in un passaggio segreto dietro alla libreria.
Marco, di soli sei anni, si morde il labbro fino a farlo sanguinare, senza dire una sola parola.
Melanie, di pochi mesi, dorme beatamente ignara di quello che succede attorno a lei.
Non sente il cuore di Paolina battere all’impazzata come se stesse per esplodere.
Non sente le urla di dolore della madre.
Non sente quella risata agghiacciante che suo fratello non scorderà mai.
Non sente la sua vita cambiare drasticamente in un attimo, strappata all’amore dei genitori e al suo futuro.
Un giorno come tanti che finisce in tragedia.
Un giorno che resterà impresso nella memoria di Marco.
Da quel giorno sono trascorsi circa 18 anni, ma per Marco sembra solo ieri. Ogni notte lui rivive quel giorno e adesso, finalmente, si sente pronto per compiere la sua vendetta e per riprendersi quello che gli spetta di diritto.
Adesso è un giovane uomo pronto a combattere, almeno questo è quello che si ripete in continuazione e che lo porta a salutare l’amata sorella e a incamminarsi verso l’ignoto.
Marco era esausto dal viaggio. Continuò a camminare lungo il sentiero, il sole era sorto da un pezzo e gli bruciava la nuca.Secondo le indicazioni fornitegli da un contadino di passaggio, ben presto si sarebbe trovato di fronte alla Tenuta.
Marco seguì la strada che si incurvava e la vista gli mozzò il fiato. Il sentiero di fronte a lui ora era alberato e portava diritto ad un imponente cancello nero di ferro battuto. Dietro il cancello si stagliava la Tenuta: un enorme palazzo di quattro piani le cui pareti erano fatte di pietra rosata, una pietra molto rara che si trovava solo nelle montagne della Diciannovesima Unità.
La porta d’entrata principale era un enorme portone di legno con una maniglia dorata di ottone.

Finalmente Marco è arrivato alla Tenuta. Anzi, ha fatto ritorno a quella che ha sempre considerato casa sua. È testardo e determinato, deciso a scoprire la verità su quanto successe quel lontano giorno. E non si rende conto dell’enorme pericolo che sta correndo.
Qualcuno lo osserva nell’ombra, qualcuno che sembra conoscerlo molto bene.
Una sera, a una festa, sente una voce senza volto e una scarica elettrica sembra attraversarlo.
Un ricordo.
L’eco di un ricordo.
E una forte fitta al petto.
Marco aveva un dolore dentro di sé mai provato prima. Poi i suoi occhi incontrarono quelli di lei. Gli unici punti fermi in quel trambusto di emozioni. Occhi castani, da cerbiatto, che lo f issavano, un po’ perplessi, un po’ sorpresi.
Bastò quell’attimo e il suo cuore tornò a battere a un ritmo regolare. Smise di tremare e trovò la forza di restare in piedi. Lei distolse lo sguardo e lo sorpassò. Stordito, Marco continuò a fissarle la schiena mentre lei prendeva il suo posto di fianco al padre.
È una questione di un attimo. Basta un solo sguardo. Uno sguardo che lo salva dal baratro del dolore. E che lo incanta. Che lo affascina, che lo seduce…che lo fa innamorare.
Lei, la bella Desirèe, figlia del nuovo Signore della Tenuta e promessa sposa a un altro uomo.
Lei una nobile, lui un povero stalliere, così lui si presenta agli occhi del mondo.
Due pianeti che si respingono per poi attrarsi.
Lei così diversa dalle altre donne del suo rango, così forte e combattiva, così spirito indomito, così poco consona all’etichetta.
Lei che non riesce a non guardarlo.
Era molto strano quel ragazzo, l’aveva notato appena entrata. Tra tutti quei sorrisi, il suo volto terrorizzato spiccava come la luna pallida nel cielo nero. In quegli attimi doveva aver provato un immenso dolore dentro, ma, fortunatamente, si era ripreso in fretta.
Sarà stato per quell’avvenimento che i loro occhi avevano continuato a incrociarsi durante la serata. Ma non era più lo stesso sguardo di supplica. Ora era uno sguardo di interesse e molto spesso quegli occhi sembravano prenderla in giro, quasi come se sapessero che lei provava un certo interesse nei suoi confronti. Era per questo che ora non lo sopportava. Ne era attratta e lo odiava allo stesso tempo. Sapeva che lui era impossibile: era povero e lei doveva sposarsi. Ormai i piedi si muovevano in completa autonomia e la risata partiva da sola alle battute tristi di Eduardo.
Erano ancora in mezzo alla Sala a girare, girare, girare. Quella musica sembrava non finire mai. Sentiva lo stomaco pieno e in subbuglio.
Girava e pensava alla prima volta che aveva notato lo stalliere.
Girava e pensava alle occhiate che si erano scambiati per tutta la serata.
Girava e pensava a quella che poteva essere la sua futura vita con Eduardo, triste e piena di rimpianti. Girava e pensava a lui, che ancora la fissava, con un mezzo sorriso beffardo stampato sulle labbra.
D’un tratto anche la stanza prese a girare intorno a lei, i suoi piedi si incrociarono e per poco non cadde.
Desirée e Marco si guardano da lontano, si cercano e si respingono, ma non riescono a stare separati.

Un filo sottile li unisce, una potente alchimia li unisce.
Un sentimento che va oltre il puro e semplice desiderio.
Un sentimento che potrebbe metterli in pericolo.
Perché un uomo misterioso continua a osservarli.
Due personaggi che entrano nel cuore.
Due spiriti affini.
Marco, un eroe suo malgrado, romantico, passionale, testardo, di buon cuore e protettivo nei confronti della sorella.
Desirée, un’anima ribelle, caparbia e molto moderna per l’epoca in cui vive, che ama la natura e cavalcare la sua splendida giumenta, che ama la sua libertà più di ogni altra cosa. Una giovane eroina di altri tempi.
Marco rimane molto colpito dalla ragazza, dalla sua intelligenza, dalle sue continue provocazioni, dalla sua vitalità.
E ogni loro sguardo sembra parlare.
E, nonostante appartengano a due mondi diversi e il loro mondo non approverebbe una loro unione, non possono più opporsi al forte legame che li unisce.
Mentre parlavano, senza rendersi conto, le loro mani si erano intrecciate. Quando calò il silenzio, quel contatto sembrò più forte che mai. Sempre guardandosi negli occhi, lei si avvicinò lentamente. Un attimo eterno in cui Marco poté notare la sfumatura verde dei suoi occhi, una spruzzata di lentiggini chiare sul naso e poi sentì le labbra morbide schiudersi sulle sue.
Una storia d’amore che fa battere forte il cuore.
Una storia di intrighi e vendette.
Una storia d’amicizia e di onore.
Una storia sospesa nel tempo e nello spazio.
Una storia di rinascita e speranza.
Una storia che consiglio di leggere 😉
Serenella


