Anteprima| Recensione di: “L’esecrabili scritture” di Antonio Giordano

Buongiorno Notters!
Oggi ho il piacere di raccontarvi questa chicca in anteprima: “L’esecrabili scritture” di Antonio Giordano.
Uno libro che, se avete voglia di ridere, di divertirvi e, al contempo, se avete voglia di leggere qualcosa di estremamente serio non potete assolutamente farvi scappare!
La parola d’ordine per leggerlo?
Avere una mente libera! 😉

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TITOLO: L’esecrabili scritture
AUTORE: Antonio Giordano
GENERE: Narrativa contemporanea
EDITORE: Santi Editore
PUBBLICAZIONE: 2011
PAGINE: 210
FORMATO: ebook / cartaceo
PREZZO: 0,99€ / 12,00€

SINOSSI

Un’antologia di scritti che intercetta diversi generi letterari: il giallo (SOS – L’arcana concezione); il poema epico (Miceneide); l’epistola (Lettera di un aspirante Scrittore….); le fiabe (Incipit fabula); il racconto autobiografico (Viaggi); il testo teatrale (Un uomo d’affari); il forum di discussione su internet (Insomnia); il saggio (San Silvestro). Da leggere assolutamente e meditare profondamente. Imparerete, infatti: che la discrezione e la riservatezza sono il segreto del successo negli affari. A rispettare gli animali, soprattutto cani e gatti. A compiere un viaggio catartico negli abissi dell’inconscio per sciogliere i nodi irrisolti che avvelenano la vostra psiche. A chiarire il mistero della creazione. Come creare delle fiabe di successo e scrivere una lettera efficace ad un Editore per spingerlo a pubblicare la vostra opera prima. Come accogliere degnamente il nuovo anno per ingraziarvelo. Come trasformare in vantaggio la vostra insonnia abituale. Sarà un’avventura emozionante, del corpo e della mente. Leggere per credere! Buona lettura.

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER***

Immaginate di trovarvi in libreria, quel mondo fantastico e colorato pieno zeppo di libri, ce ne sono talmente tanti che scalpitano loro stessi per essere acquistati o semplicemente degnati di uno sguardo.
Girate tra gli scaffali, circondati dai libri, col profumo della carta stampata che vi solletica le narici e un senso di eccitazione misto a confusione perché non sapete da che parte iniziare a guardare fino a che non vi imbattete in lui.
Quel libro che vi attrae inconsapevolmente.
Lo prendete tra le mani e non capite cosa veramente vi attira perché, leggendo la trama, non è proprio il vostro genere.
Spinti però da un moto di curiosità, decidete di provarci, di sgomberare la mente da pregiudizi e decidete di lasciarvi trascinare dalla lettura.
Questo è un po’ quello che è successo a me imbattendomi in “L’esecrabili scritture”.

Già il titolo mi aveva lasciata interdetta ma, iniziando a leggerlo, ho immediatamente capito che di riprovevole non c’è proprio nulla in questo libro, anzi!
Ragazzi, “L’esecrabili scritture” è un libro fenomenale.
E l’autore?
Un genio. Semplicemente un genio.
È vero, lo ammetto, mi sono avvicinata lentamente e con prudenza a questa lettura ma ne sono rimasta affascinata praticamente da subito; l’ho letto in due ore!!

Ciò che mi ha conquistata, ciò che ha catturato la mia attenzione, ciò che ha reso questa lettura estremamente affascinante, l’ingrediente segreto è… L’ironia.
Non è facile fare ironia, né per quanto riguarda il mondo dei libri, né per ciò che concerne il mondo televisivo: purtroppo, infatti, sono molte le persone che si imbattono in questa ostica avventura e che poi, in realtà, ne rimangono scottati creando scontento e delusione tra il pubblico.
Ma sono felice di aver scoperto che Antonio, non è tra queste.
L’ironia che aleggia in tutto il libro è pungente, accattivante, assurdamente divertente.
La ritroviamo in tutti e dieci gli scritti; fa, infatti, da filo conduttore nonostante gli argomenti e l’impostazione degli stessi sia completamente differente.
Ciò che più diverte (nel mio caso sarebbe meglio dire che fa sbellicare dalle risate) il lettore, sono i magici giochi di parole che Antonio adopera per diversi racconti.

Immergendoci in questa lettura impareremo, quindi, che:
1. Non solo i gatti sanno parlare, tengono parecchio alla propria cultura!

“Vi  chiedo  scusa  per  la  mia  scrittura  infantile, quasi animalesca, quella che i Maestri definiscono a “zampa di gallina”, ma non é colpa mia. I miei carnefici non mi hanno consentito di studiare, condannandomi all’analfabetismo. Quel poco che so, l’ho  imparato  da  autodidatta,  di  nascosto,  come un ladro: sappiate che quando riesco a trovare incustoditi  un  libro  o  una  rivista  o  un  giornale,  me li  sbocconcello  e  li  divoro  letteralmente,  siccome uno affamato di cultura.”

2. Possono creare grandi associazioni per combattere il genere umano.

image (4)

“[…] i  nostri operai hanno prodotto grandi quantità di mezzi pesanti da sfondamento CATerpillar  e di razzi KATyusha  che saranno adeguatamente usati dalla nostra aviazione.”

3. I cani maltrattati, posseggono una tenacia da far invidia agli uomini così che possano ribellarsi per i danni subiti in passato, anche a distanza di tanto anni (ma vendicarsi sul serio eh!).

“Aveva  compiuto  un’impresa  eccezionale,  sovrumana: in un periodo all’inciimage (1)rca di un anno e mezzo, aveva attraversato mezza Italia, compreso
lo  Stretto  di  Messina,  era  riuscito  a  localizzare  il suo obiettivo, a pedinarlo, ad attendere il momento propizio per il compimento del suo diabolico piano. Quale intelligenza lo aveva guidato, quale forza di volontà?”

4. Che i detenuti, in realtà, alimentano la propria cultura in carcere attraverso letture molto particolari…

image (2)“Perché vede, io sono sì di umili origini, ma un minimo di cultura la posseggo. Tempo fa, durante un lungo periodo di vacanza in colonia…penale ho letto molto e mi sono fatto una discreta cultura di base. Certo, non leggevo saggi impegnati, solo letteratura d’evasione!  Che so, le dico qualche titolo: Papillon, Le evasioni celebri, Il Fuggitivo, Fuga nel passato, Fuga da Alcatraz, Le mie prigioni, Come evadere le tasse, Diabolik, Kriminal, Arsenio Lupin  e roba simile.”

5. Impareremo anche che chiunque è in grado di scrivere fiabe, basta armarsi di un pizzico di fantasia in più…

E impareremo tante, tantissime altre cose ancora perché questo libro è una lente di ingrandimento di ciò che circonda la società oggi giorno.
Questo libro è uno squarcio di realtà crudo, assolutamente veritiero e anche un pochino cinico ma che rispecchia in modo impeccabile ciò che ci circonda.
I temi trattati sono profondi e seri: dalla criminalità, alla violenza sugli animali, ai problemi psichici di cui chiunque può essere affetto senza rendercene conto, persino alla difficoltà che un autore riscontra nel pubblicare le sue opere.

“L’esecrabili scritture” è un libro tremendamente serio, eppure estremamente accattivante e divertente, per la brillante capacità satirica di Antonio che è stato in grado di trattare tutto ciò con disinvoltura e leggerezza, regalando al lettore una vera e proprio “chicca italiana” che non può che renderci orgogliosi.
È una lettura che fa pensare, che implica per forza di cose una presa di coscienza sulla quotidianità, su ciò che ci rappresenta maggiormente, su ciò che siamo agli occhi degli altri, su ciò che gli italiani sono agli occhi degli altri.
È una lettura critica, indubbiamente, ma che lancia un messaggio importante: nulla è perduto.
Accortezza, rispetto per gli altri e sensibilità, sono la base per essere migliori.
Ma lo scopo di Antonio non è certo quello di giudicare.
No, lui vuole infondere coraggio al lettore.
Il coraggio di non stare con le mani in mano quando ci si imbatte in crudeltà, di non tapparsi gli occhi e le orecchie quando si sentono notizie di violenze e soprusi, il coraggio di esporsi e far conoscere il proprio pensiero, il coraggio di non aver paura di essere diversi ma, anzi, di incentivare i propri valori.

Questo non è sicuramente un libro per tutti, inutile perderci in giro.
È un libro estremamente intelligente, ma altrettanto pericoloso e, come tale, va trattato “coi guanti” e col rispetto che merita perché questo, Notters, è un libro che vale.

“L’esecrabili scritture” mi ha regalato ore di risate di cuore, non ricordo di aver mai riso così tanto davanti ad un libro!
Allo stesso tempo, però, mi ha dato modo di riflettere e, in qualche maniera, “psicoanalizzare” me stessa e la realtà che mi circonda perché infondo, per star bene con gli altri, bisogna prima di tutto star bene con se stessi.
E questo è un libro che, nonostante mi abbia provocato un velo di tristezza che mi ha accompagnato per tutta la lettura, mi ha fatto star bene.

Edna 🙂

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