Recensione di: “Nichi arriva con il buio” di Sara Zelda Mazzini

Buongiorno Notters 🙂
Mi presento a voi per la prima volta: sono Antonietta e questa è la mia prima recensione per Notting Hill Books.
Il primo libro che mi è stato assegnato mi ha piacevolmente colpito e spero di riuscire a raccontarvelo al meglio?
Vi starete chiedendo di che libro stiamo parlando e avete ragione, si tratta di “Nichi arriva con il buio” di Sara Zelda Mazzini.

divisorio

maxresdefault
TITOLO: Nichi arriva con il buio
AUTRICE: Sara Zelda Mazzini
EDITORE: Narcissus Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 30 Luglio 2015
GENERE: Narrativa contemporanea
FORMATO: eBook/Cartaceo
PAGINE: 288
PREZZO: € 2,99/€ 10,40
LINK D’ACQUISTO: Nichi arriva col buio

 

SINOSSI

A dieci anni dalla morte del suo ex fidanzato una donna ne racconta la storia alla sorella adolescente di lui, che non ha avuto il tempo di conoscerlo davvero. Greta ha quattordici anni quando conosce Nicola in occasione di una vacanza al mare, i due si incontrano ogni estate nella medesima località di villeggiatura portandosi appresso nuovi bagagli di vita reale: Greta ha i genitori separati e presto arriva anche una sorellina, la stessa cosa accade in seguito a Nicola; due esistenze speculari a trecento chilometri di distanza unite da un filo fragilissimo di fiducia e speranza. La storia di Greta e Nicola è contrastata di volta in volta da personaggi gelosi, orgogliosi, insicuri e disperati, ma soprattutto da loro stessi. Tra concorsi di bellezza e quiz televisivi la vicenda è l’occasione per ricostruire un decennio di storia italiana dal punto di vista di una generazione, a favore di chi quella generazione non l’ha mai vissuta.

RECENSIONE

“Nichi arriva con il buio” è un libro che colpisce fin dalle prime righe13434277_1643560122630641_1931275239_n.jpg, soprattutto per chi come è nata a cavallo degli anni 70-80. E’ facile ritrovare segni distintivi di quell’adolescenza, i juke–box che ancora resistevano in qualche bar, le sale gioco come luogo di ritrovo per i ragazzi e le tanto sognate e temute vacanze, piene della speranza di ritrovare la comitiva di sempre e preoccupate che qualcosa, nel corso di quell’anno, fosse cambiato.

Questo è solo l’inizio, perché l’intero libro è una pozza di emozioni spesso contrastanti.
In questa lunga lettera – confessione, che Greta, la protagonista, scrive alla sorella di Nichi, il suo primo vero amore – avvertiamo tutto il senso di nostalgia, tristezza, a volte abbandono, ma soprattutto crescita, che la protagonista vive, e tutto diventa la profonda motivazione per far conoscere alla giovane ragazza chi fosse realmente suo fratello, che non ha mai potuto veramente conoscere data soprattutto la grande differenza d’età.

Sono molte le cose che uniscono Greta e Nichi, a partire dalla complessa situazione familiare, entrambi figli di genitori separati, entrambi che si ritroveranno a fare i conti con fratelli molto più piccoli, a cui spiegare ciò che sono diventati, mese dopo mese, anno dopo anno, fin da quel primo incontro che li ha poi uniti profondamente nel bene e nel male.

Ho sorriso a tratti nel ricordare un tempo in cui non si era prigionieri di WhatsApp o Social Network, quando per mantenere vive quelle preziose amicizie estive bisognava scriversi o telefonarsi, usando magari quell’unico telefono fisso presente in casa, spesso nel salotto o in corridoio, dove i tanto amati – odiati genitori spesso potevano abilmente controllare le nostre chiamate.

13434037_1643560115963975_1626446507_n
All’apparenza si potrebbe credere di trovarsi di fronte a una qualunque storia di ragazzini, ma in realtà ci troviamo ad analizzare anche, e forse soprattutto, gli adulti, o meglio i genitori. Esseri così imperfetti come lo sono i propri figli. Se da un lato questa consapevolezza consola, dall’altro innesca un’istintiva rabbia, perché se una ragazzina cresce con un padre eternamente adolescente, come punto di riferimento, come può crearsi un modello sano di uomo prima e di coppia e famiglia poi?

I nostri genitori sono il metro con cui misuriamo noi stessi e le nostre azioni, più ci allontaniamo dalla loro strada più pensiamo di essere diversi e forse vincenti. Quando però l’età adulta ci sorprende, non possiamo evitare di ammettere di essere identici a loro, se non in alcuni casi addirittura peggiori.

Ed ecco che il nostro protagonista, Nichi, che probabilmente per tutto il libro non troviamo mai veramente bello o affascinante, come invece le parole di Greta vorrebbero mostrarcelo, e soprattutto non fa mai niente per mettersi in buona luce, in modo da farcene scoprire più i pregi che i difetti, solo alla fine sembra quasi trasformarsi in una sorta di eroe romantico e maledetto.

Con la sua scomparsa riesce ad evitare il doloroso confronto nello scoprire che, esattamente come capita a tutti noi, essere diversi da chi c’era prima di noi senza però riuscire ad esserlo mai davvero, o mai abbastanza.

“Nichi arriva con il buio” è, in definitiva, un libro struggente, assolutamente ben scritto, pungente e che fa riflettere ad ogni pagina. Una lettura difficilmente definibile estiva, se si considera l’accezione odierna, ovvero letture leggere, spesso banali e scontate, ma lo diviene per quel suo sapore, retrogusto oserei, di mare e vacanze su un’isola dove tutto sembra possibile. Una lettura che ci permette di ritrovare il nostro lato più giovane e forse anche più folle.

Antonietta 🙂

Il mio giudizio:

IMG-20160606-WA0039

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...