Presentazione di: “La gran Dama” di Pitti Duchamp

Notters, oggi vi presentiamo il libro di esordi di  Pitti Duchamp: La gran Dama. Uno storico, ambientato nella nostra Italia, dell’800. Seguiteci per leggere la trama e qualche estratto 😉

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TITOLO: La gran dama
AUTORE: Pitti Duchamp
EDITORE: Self – Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 5 Novembre 2017
GENERE: Romance storico
FORMATO: Kindle
PREZZO: € 2,99 (Gratis con KU)

 

SINOSSI

Matilde è una sedicenne figlia di un ricco armatore piemontese. E’ orfana di madre e suo padre l’ha fatta studiare nelle migliori scuole europee, è colta, intelligente, brillante, dolcissima e soprattutto bellissima. Al ballo d’estate al palazzo dei Savoia Matilde incontra il conte Gherardo Ostriani e con l’entusiasmo di una sedicenne se ne innamora all’istante. Lui è già un uomo fatto ed ha appena concluso una breve relazione con la marchesina Virginia Oldoini, futura contessa di Castiglione. E’ bello, ammirato, potente ed invischiato nella politica del Regno di Sardegna, piccolo regno con grandi ambizioni. Il suo scopo, preseguito insieme al primo ministro conte di Cavour, è quello di portare la Francia al fianco del Piemonte contro l’Austria per tentare la riunificazione prima del nord Italia e poi dell’Italia intera. Gherardo pur affascinato dalla bella ragazza non la ricerca, troppo preso da se stesso e dalla sua vita. Tre anni dopo Matilde, ancora innamorata e sbocciata in splendida ragazza, rivede l’oggetto dei suoi sogni allo stesso ballo di tre anni prima e viene scelta dalla nonna del conte, la contessa d’acciaio, per essere sua moglie. Gherardo è prima restio al matrimonio e poi la dolcezza e la bellezza di Matilde lo travolgono e capitola in un amore intenso e possessivo. I due si sposano e dopo il matrimonio gli impegni di Gherardo porteranno la coppia alla corte di Francia dove lui sarà preda del risentimento della Castiglione, inviata in Francia con il compito di accattivarsi le simpatie dell’imperatore, e Matilde sarà oggetto dei desideri dell’imperatore stesso. La gelosia rischierà di distruggere il loro matrimonio ma l’amore di Matilde, la sua innata lealtà e la complicità che si è stabilita tra di loro li porterà non solo a far trionfare la loro felicità, ma anche e soprattutto a portare a termine il difficile compito politico di cui Gherardo è stato incaricato.

ESTRATTI

Prologo, Lunigiana (La Spezia)/ Torino 1851
 

La camera era illuminata soltanto dal fuoco scoppiettante, il padiglione di caccia dei conti Ostriani era confortevole ed immerso in una natura selvaggia ed indomita. Gherardo sfoggiava con naturalezza tutta la sua mascolinità rimanendo nudo appoggiato al vetro della grande porta finestra. Al di là del vetro il pallido sole invernale delle colline lunigiane irradiava timidi raggi illuminando la boscaglia. Virginia si stiracchiò appagata da sotto le coperte. Il magnifico corpo della giovane era una tentazione troppo invitante ma dopo qualche mese la relazione con la marchesina Oldoini lo stava annoiando. La sua bellezza perfetta non era pari alla sua passionalità sotto le coperte e Gherardo era stufo di mirare e rimirare e ripetere complimenti a iosa.

“Cosa fai al freddo? Non vuoi scaldarti qui con me?”

“Devo andare Virginia”

“E dove?”

“Devo tornare a Torino, questa settimana c’è un evento al palazzo reale e non posso esimermi dal  partecipare ma prima voglio darti un regalo”

“Da una tasca del soprabito tirò fuori un astuccio di legno rettangolare squisitamente intagliato. Già la scatola era un’opera d’arte. Gli occhi di Virginia scintillarono avidi e le sue mani scesero lentamente ad aprire la scatola pregustando il piacere di toccare quello che sembrava essere un gioiello.

Non si era sbagliata: il velluto con cui era foderata la scatola avvolgeva uno splendido braccialetto composto da quattro fili di perle rosa chiusi da un fermaglio incrostato di diamanti. Era un dono troppo prezioso per essere un regalo “normale”.

“Sembra quasi un regalo d’addio” fece lei sospettosa

“Partirò per la Francia, ho degli impegni e dei contatti da mantenere, può darsi che stia via qualche mese”

“Perché non chiedi la mia mano a mio padre? Vuol farmi sposare il conte di Castiglione… preferirei te” Gli disse maliziosa sorridendo e lentamente lasciò che le coperte le scivolassero addosso per lasciarla completamente nuda.

“Sono troppo giovane per sposarmi Virginia. Verasis ti adora, diventerai la contessa di Castiglione e lui ti vizierà in ogni modo. Non mi sembra un brutto futuro”

“Tu non mi ami?”

“Perché mi fai queste domande? Non ho mai parlato di amore… sei così bella… è impossibile non volerti ma l’amore… Virginia… “ sembrava quasi imbarazzato. Lui, il conte Ostriani non si sarebbe legato con quella ragazza per quanto bellissima potesse essere, non la amava, in fondo era stata una conquista veramente troppo facile e lui era annoiato dalle cose facili. Virginia si agganciò il prezioso bracciale poi con apparente calma si vestì mentre anche Gherardo si ricomponeva.Quando entrambi furono pronti per uscire lei lo apostrofò con lo splendido viso che grondava astio “Sono vendicativa Gherardo, e tu mi stai gettando come una scarpa vecchia” “Suvvia amor mio, non prendertela, non sarei un gran che come marito, Verasis è ricchissimo ed innamorato, ti aprirà le porte della corte piemontese, è quello che vorresti anche sposando me” poi le voltò le spalle ed uscì dalla stanza, dal padiglione, dalla sua vita.

 Il primo incontro

Era la prima volta che Matilde partecipava ad  un ballo a corte. Aveva  preso lezioni di ballo appositamente per l’occasione, non avrebbe sbagliato ed avrebbe reso suo padre fiero di lei, il suo dolce, burbero, apprensivo e magnifico padre. Non vantava un titolo nobiliare era figlia di un ricco industriale e soprattutto era una delle fanciulle più graziose di Torino. Una splendida moretta ancora un po’ acerba con i suoi sedici anni, aveva un volto antico, da statua, armonico: la fronte alta alla greca, sopracciglia eleganti e ben disegnate, ciglia lunghissime e folte, occhi grandi e marroni da cerbiatta  bocca ben formata ed uno splendido naso alla francese, denti bianchissimi ed un personale già ben formato. L’abito turchese cucito dalla modista per la serata era rifinito con pizzo francese fissato sul corpetto e sulla gonna con il risultato che la pelle bianca delle spalle e del petto si intravedeva dai trafori del pizzo in un vedo non vedo audace ed incantevole. Matilde si sentiva bella e sicura, emozionata. Non vedeva l’ora di essere presentata alle loro maestà ed a tutti quei nomi e titoli altisonanti di cui sentiva sempre discorrere suo padre. Fu una serata magnifica: si accorse che molte dame la guardavano storcendo il naso, forse infastidite dalla mancanza di un titolo nobiliare davanti al suo pur rispettabile cognome oppure rose dall’invidia per la sua fresca bellezza che spiccava su tutta la nobiltà. Non era comunque tipo da farsi intimidire ed era decisa a godersi ogni istante della serata, il suo libretto delle danze si riempì velocemente dei nomi dei rampolli delle famiglie più illustri.Le sale erano magnifiche e sontuose, illuminate a giorno e decorate con affreschi e splendidi arazzi, i lampadari della sala da ballo scaldavano l’aria illuminando le colonne barocche, i soffitti a cassettone decorati con figure nude e vestite, tutto sapeva di sogno, sembrava così lontana la vita nei collegi da quello sfolgorio di cotillon, sete e gioielli. Le porta finestre erano spalancate nel tentativo di rinfrescare l’aria soffocante della sala affollata. Nonostante il caldo e la mancanza di ossigeno Matilde rideva e danzava e si lasciava guardare dagli occhi incantati di uomini e donne mentre suo padre la osservava da lontano orgoglioso. La sua unica figlia era il suo tesoro più prezioso e anche se l’esposizione della sua bellezza non gli faceva piacere, ammetteva che queste occasioni erano il modo più efficace per trovare un degno genero ed un consorte che rendesse sua figlia felice. Volteggiando nella grande sala del palazzo reale Matilde notò un giovane molto bello, avrà avuto almeno dieci anni più di lei giudicò,  era circondato da un gruppo di ragazze in sontuosi abiti.

AUTORE: PITTI DUCHAMP

Pitti Duchamp vive nelle campagne fiorentine, ha due bellissimi figli ed un marito amatissimo. Dopo la maturità classica e la laurea in scienze politiche comincia un percorso lavorativo nel mondo della comunicazione e del marketing prima come pr in un’agenzia poi come agente pubblicitario. La nascita del secondo bambino la porta ad aprire una parentesi familiare in cui riscopre la passione della scrittura e la voglia di approfondire la storia di un paese, l’Italia, che deve essere riscoperta e diffusa per alimentare un’unità popolare ormai un po’ dimenticata.

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Naty&Julie ❤

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