Recensione di: “Racconti fiabeschi del Macabro e dell’assurdo” di Cristina Vitagliano

Buongiorno,

Oggi è con grande piacere che vi parlo di “Racconti fiabeschi del macabro e dell’assurdo” di Cristina Vitagliano, una raccolta di racconti che mi ha lasciato senza parole, che mi ha davvero stupefatto.

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TITOLO: Racconti Fiabeschi del Macabro e dell’Assurdo
AUTORE: Cristina Vitagliano
EDITORE: Cavinato Editore
DATA PUBBLICAZIONE: Ottobre 2015
GENERE: Fantasy
FORMATO: Ebook
PREZZO: € 5,99

 

SINOSSI

Sette racconti, sette peccati capitali, sette storie fantastiche in bilico tra il fiabesco e il macabro, dove nulla è ciò che sembra e dove bene e male danzano intorno a una linea molto sottile. Racconti fiabeschi del macabro e dell’assurdo nasce dagli studi universitari di letteratura e filologia germanica dell’autrice, che partendo dal concetto di fiaba classica, lo rielabora e lo ripropone in sette racconti, ognuno dei quali narra le vicissitudini di svariati personaggi alle prese con i terribili vizi capitali. Invidia, ira, lussuria, superbia, avarizia, accidia e ingordigia vi guideranno alla scoperta dei più curiosi mondi fantastici, dove tra atmosfere medievali, post-industriali e mondi senza tempo, abitano personaggi che quasi mai sono identificabili nei classici buoni e cattivi delle fiabe, ma che sono intrappolati nella loro fallace umanità e nelle loro personalità ricche di sfumature; alle prese con logoranti e invadenti vizi che li porteranno a compiere i gesti più impensati e a sfumature sempre tendenti al nero.

RECENSIONE

Sette racconti. Ogni racconto un peccato capitale.
Peccati che non vanno assolti ma compresi perché intrinsechi dell’animo umano.
Ognuno di noi quasi ogni giorno, in quasi ogni momento della nostra vita è vittima (o artefice?) di uno o più di questi peccati capitali.
Sono presenti nell’immaginario collettivo, nella tradizione comune, nelle nostre radici, nella nostra letteratura.
Chi è senza peccato scagli la prima pietra? peccati_d
E cosa dire di Dante e del suo inferno dove a ogni peccato viene accompagnata una punizione, una condanna?
In questo libro vengono presentati in maniera leggermente diversa.

Ogni racconto una fiaba macabra, quasi grottesca.
Ogni racconto uno squarcio sulla parte più oscura dell’anima.
Ogni racconto una sorpresa.
Non sapevo cosa aspettarmi da questo libro, a essere sincera.
Ero incuriosita e posso dire che ha superato ogni benché minima traccia di scetticismo io potessi avere, ogni aspettativa anzi…mi ha sorpreso davvero molto e anche piacevolmente affascinata. Due sole sere e ho divorato il libro!
Cercherò di presentarvi questa chicca italiana senza svelarvi troppo perché, a mio avviso, merita molto di essere letto 😉

Della divoratrice invidia,
Della cieca ira,
Della lussuria incontrollabile,
Dell’ingannatrice superbia,
Dell’avarizia crudele,
Del distruttivo torpore dell’accidia
E della subdola ingordigia.

Primo racconto: INVIDIA

Siamo nella contea di Marton, il giovane Arturo adora essere un sarto e la sua passione, che alla fine è  un’ossessione, sono i papillon. Ne confeziona di bellissimi, di eleganti e di invidiaraffinati e al collo porta il migliore che lui abbia mai creato, unico pezzo della sua collezione, perché vuole che gli altri lo guardino con ammirazione.

La cosa che Arturo detestava e invidiava più di ogni altra era la felicità.

Arturo è un ragazzo solo, un poco timido e goffo. Un ragazzo però molto invidioso.
Un giorno, però, entra in una pasticceria e conosce la bella Marianna dal dolce sorriso e dai profondi occhi verdissimi.
Il cuore di Arturo inizia a battere forte, a provare un nuovo sconosciuto sentimento.
E diventa anche più gentile e sorridente, quasi un’altra persona.
E Amore, che vive sulla Luna, osserva ogni mossa degli esseri umani, sempre accompagnato dalle sue fedeli bambole, messaggere di quel sentimento che smuove mari e monti.
Un Amore diverso da come siamo abituati a conoscerlo.
Un Amore tormentato da una macabra ossessione.
La prima fiaba colpisce davvero dritta al cuore.
L’invidia, si sa, o almeno è quello che si dovrebbe sapere, è una brutta bestia che corrode da dentro e che spesso ci si ritorce dentro.

Secondo racconto: IRA

La storia si svolge nella campagna della Provenza, in un paesino piccolo piccolo che conta neanche cento abitanti. Il giovane Tebì sta per compiere diciotto anni e i suoi concittadini stanno organizzando una grande festa in suo onore.
Lui che è così amato per la sua gentilezza, per il suo altruismo, per la sua bellezza.
Nell’ombra, però, trama Malpère, il cosiddetto cattivo ragazzo, da tutti considerato un poco di buono, solo e invidioso di Tebì.
E fino a che punto può spingersi una grande rabbia che rosica ogni centimetro con tenacia e costanza? E se all’invidia si aggiunge la violenta rabbia di un mago…cosa mai potrà succedere?

Terzo racconto: LUSSURIA

Due regni in lotta per la conquista di un lago.
L’eterno conflitto tra luce e ombra.
Protagonista è la bellissima regina Diandra dagli occhi di ghiaccio, che quando, durante una partita di scacchi, incontra lo sguardo del re nemico viene scossa dal profondo.
Ogni suo pensiero è per lui.
Ogni giorno, ogni notte.
Pensa solo a lui.
E sempre durante una partita di scacchi…succede qualcosa di imprevisto, un qualcosa che lascia senza fiato il lettore.

Quarto racconto: SUPERBIA

Una storia di rabbia, di dolore, di vendetta e di una smisurata e infinita superbia.
Amantide, la regina di Cimaterra, è puntigliosa, orgogliosa, rancorosa e ossessionata dalla bellezza.
Peccato che lei si creda brutta, la più brutta del regno.
E questo la porta a compiere efferate e scellerate scelte.
E quando trova chi potrebbe renderle pan per focaccia…diventa ancora peggio!
Un racconto che fa riflettere, che lascia una strana sensazione amara ma che è anche molto attuale.

Quinto racconto: AVARIZIA

La giovane Ortica Gloom è dispotica, per nulla cordiale, mortalmente avara..e con una passione ossessionata per il prosciutto! Cosa non farebbe per una fetta di prosciutto! Prosciutto di zebra, di anatra, di marmotta, di pavone, di qualsiasi essere animale che respiri!
E ha appena ereditato la fabbrica di tessuti del padre.
E una crudele avarizia pervade ogni sua cellula.
Cosa non fa per guadagnare di più!
Cosa non fa per potersi comprare chili e chili di pregiato prosciutto!
Un racconto tutto da esplorare 😉

Sesto racconto: PIGRIZIA

Martino, abbandonato dalla madre in un carrozzone del circo, viene allevato per diventare il miglior funambolo esistente al mondo.
Trattato quasi come un animaletto, trova felicità solo su quella corda, lontano da tutto e da tutti.
Solo la dolce Olivia sembra tenere a lui e gli mostra amore.
Un amore però a doppio taglio.
Un amore che innalza ma fa anche sprofondare nella più cupa amarezza.
E se come amico si ha l’essere più pigro che esista…i problemi sono assicurati!
E quando la pigrizia colpisce non esiste via di scampo.

Iniziò a passare ogni sua giornata sulla corda, l’unica cosa che gli dava sollievo da quella sensazione di apatia verso l’universo era infatti guardare le nuvole o le stelle da quel buchino sul tendone o ancora meglio, lasciarsi bagnare il viso da qualche goccia di pioggia.

E nemmeno per la pigrizia più profonda c’è cura o assoluzione.

Settimo racconto: INGORDIGIA

Marcus, aspirante sindaco, viene catapultato nel mondo di Mù e trasformato in un folletto.
Un regno incantato lontano da qualsiasi immaginario.
Animaletti da compagnia insoliti.
Usanze strane.
E una veggente ingorda, che mangia, mangia, mangia. Non fa altro che mangiare.

Sette racconti per sette peccati.
In ogni racconto non c’è assoluzione!
Ogni racconto lascia a bocca aperta.
Perché non è quello che ti aspettavi.
Perché è la scelta comunque più giusta, più consona…forse la migliore che l’autrice potesse compiere.
Ogni peccato andrebbe capito e non giustificato. Non è possibile. Non è nemmeno contemplato.
Non esiste comprensione o perdono.
Le parole scorrono fluidamente, scivolano quasi, in un batter d’occhio si arriva sempre alla fine di ogni racconto e, anche se lascia di stucco, penso che ogni finale sia quello che calzi maggiormente a pennello, l’unico finale possibile.

Sono fiabe cupe, in alcuni punti difficili da digerire, macabre, surreali, assurde, eppure…sono fiabe che mi hanno sorpreso, piacevolmente sorpreso.
Sembra una contraddizione ma credo che per certi versi sia proprio questa l’essenza dei racconti: essere una contraddizione!
I veri protagonisti sono i peccati capitali che urlano, mordono, uccidono, squartano, vivisezionano, tirano fuori il peggio da ogni persona, fanno emergere il lato più cupo, più grottesco e maligno.
Eppure…sono racconti che lasciano un segno, che portano a riflettere. Un poco come nella tradizione dei fratelli Grimm.
Sono racconti che, anche se macabri, non spaventano perché mantengono sempre uno stile fiabesco.
Sono racconti che possono lasciare l’amaro in bocca ma che sanno anche commuovere e far sorridere.
Sono racconti che spiazzano, che fanno riflettere, che meritano di essere letti.
Sono stati veramente una piacevole sorpresa.

Li consiglio? Assolutamente sì!

Serenella

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Racconti Fiabeschi del Macabro e dell’Assurdo

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