Recensione di “Evadne. La sirena perduta” di Diana Al Azem

Ciao Notters,
nuova recensione per voi! 🙂
E’ un libro che mi ha incuriosito molto e che Dunwich Edizioni ci ha fatto il regalo di pubblicare.
Oggi vi racconto “Evadne. La sirena perduta” di Diana Al Azem.

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TITOLO: Evadne. La sirena perduta
AUTRICE: Diana Al Azem
EDITORE: Dunwich Edizioni
DATA PUBBLICAZIONE: 02 Febbraio 2015
GENERE: Fantasy
FORMATO: eBook
PAGINE: 247
PREZZO: € 3,99

SINOSSI

Non potrò mai dimenticare quel senso di soffocamento provocato dallo stare così tanto tempo sott’acqua. Né la mancanza di ossigeno che mi bloccava i polmoni, provocandomi piccoli spasmi, o la poca luce che passava sotto il mare, spegnendosi poco a poco.
Qualche istante prima di perdere conoscenza, sentii qualcosa afferrarmi la vita e trascinarmi nelle profondità del mare. Proprio in quel momento persi i sensi.
Non ricordo né come né quando tornai a galla, ma a un tratto mi ritrovai alla deriva su una tavola da surf, di sera, a poche centinaia di metri al largo della costa di Tarifa.
Grazie a una pattuglia di guardia che vigilava la zona, riuscii a tornare a casa. Non sono mai stata capace di spiegarmi come una bambina di tre anni, in mezzo al mare, fosse riuscita a sopravvivere a quelle temperature invernali.

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!***

Siamo a Tarifa, una città in  provincia di Cadice, nel sud della Spagna.

Nota per i forti venti che soffiano da est e ovest la maggior parte dell’anno, considerata uno dei più grandi paradisi per gli sport legati al vento, importante centro turistico per gli appassionati…semplicemente casa per Eva.

Eva ha sedici anni, capelli scuri come la notte, che spesso porta legati in una treccia, e grandi occhi marroni.
Vive con sua madre in una casa sopra la collina ma spesso è sola.
La madre è una ricercatrice e dedica moltissimo tempo al lavoro.
Ma Eva sa badare a se stessa, è forte, leale e coraggiosa.
E ama anche la sua solitudine.
Al collo porta sempre una collana con un ciondolo a forma di conchiglia, unico legame con il padre, prematuramente scomparso poco dopo la sua nascita.
Un ciondolo che, però, potrebbe essere molto più di quello che sembra.
Un ricordo?  Una chiave?
Nessuno sembra conoscere suo padre, nessuno le ha mai parlato di lui.
Chi era? Come ha conosciuto sua madre?  Sono molte le cose che Eva vorrebbe sapere.
E sono molte quelle che non sa.

L’estate è alle porte e la ragazza trascorre le giornate in riva al mare assieme ai suoi due migliori amici: la dolce Aurora e il timido Miki, che ha una passione (quasi ossessiva) per le creature marine…mitologiche.
E se le sirene esistessero? Se non fossero semplicemente una leggenda, una fiaba raccontata ai bambini?
Trascorrono quasi ogni sera in spiaggia, tra risate, sogni, scherzi…con una telecamera sempre puntata verso il mare.
Sono veri amici, un trio molto unito, così diversi  ma legati da un profondo sentimento.
Tutto però cambia quando a Tarifa arrivano Sophia e Naiade.

Eva è diffidente nei confronti della ragazza, che subito lega con la sua migliore amica Aurora.
Una vocina le sussurra di non fidarsi, le suggerisce che forse la bella ragazza sta nascondendo un segreto.
Cosa la lega ad Aurora? Perché lei cambia così improvvisamente?

E poi c’è il bellissimo Naiade.
Capelli biondi, quasi bianchi come i norvegesi, che porta quasi sempre raccolti.
I lineamenti del viso ricordano la bellezza selvaggia di un leopardo. Non è solo attraente, ma davvero  accattivante. La pelle bruciata dal  sole, un corpo armonioso e snello. Qualcosa in lui emana uno strano magnetismo.
E cosa si cela dietro ai suoi occhi a mandorla di un blu così scuro e intenso?
Eva si sente attratta e, al tempo stesso, respinta dal ragazzo.
Ogni volta che la guarda la fa andare in apnea. E con il suo atteggiamento scostante, quasi ostile, le ingarbuglia i pensieri.
Eva non sa cosa pensare né come comportarsi.
L’atteggiamento freddo di Naiade la fa arrabbiare, vorrebbe allontanarsi, smettere di pensare a lui, eppure basta un semplici sfiorarsi e ogni certezza vacilla, ogni difesa si spezza.

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Improvvisamente la sua mano strinse con forza la mia, producendo una scossa elettrica che attraversò tutte le membra del mio corpo.

Cercai di sbarazzarmi di lui bruscamente ma, quando lo guardai negli occhi, mi bloccai. 
Le gambe non rispondevano e non riuscivo a distogliere lo sguardo dalle sue iridi penetranti.

Eva è una ragazza semplice.
Non le piace essere al centro dell’attenzione, né le piace parlare di ragazzi o vestiti.
Si sente diversa dalla maggior parte delle sue coetanee.
Una nota stonata.
Lei che ha un grande dono, una voce bellissima, straordinaria…un potere di cui non sembra rendersi conto.
Perché Eva ama cantare e comporre canzoni in riva al mare.
Lei che ha paura dell’acqua, che non si avvicina nemmeno per bagnarsi i piedi, ma che se ne sente comunque irrimediabilmente attratta.
Una paura sviscerale che la paralizza se prova ad avvicinarsi e così si limita a osservare il mare da lontano.
E sfoga tutte le sue emozioni nella musica.

Aurora cominciò a suonare. Le  prime note del pianoforte mi riecheggiavano nelle orecchie, causando vibrazioni nel mio corpo.  Pensavo che se avessi chiuso gli  occhi e immaginato di essere sola  sarebbe stato più facile. E così feci. Per un momento scomparvero  gli  insegnanti, i compagni di classe, le loro famiglie. Mi lasciai trascinare  dalla musica fino a quando non risollevai le  palpebre.
Lui era lì, attento, con il corpo leggermente inclinato in avanti per  ascoltare meglio la canzone e con il suo sorriso perfetto. All’improvviso eravamo soli, Naiade e  io. 
La voce uscì vellutata dalla mia gola, come un sospiro. Ogni nota  era indirizzata a lui. 
Avevo composto quella canzone per lui e volevo che recepisse il messaggio. Naiade era il  ragazzo  che si intrufolava nei  miei  pensieri  e nei miei sogni ogni notte.
A poco a poco riacquistai la fiducia in me stessa e la mia voce cominciò  a raggiungere i toni che mai avrei pensato di sostenere.
Solida ma fragile allo stesso tempo.
I suoi occhi mi guardavano, fissi, e  lui non batté le palpebre nemmeno  una volta durante la canzone.  Quando finalmente ebbi  finito,  continuò a guardarmi, estasiato.
Un imbarazzante silenzio invase l’ambiente. 
Avevo finito la mia performance, ma nessuno si  mosse.
Non c’erano applausi o fischi,  nulla, non un solo sussurro.
Il  pubblico era  ipnotizzato, alcuni  anche con la bocca aperta.
Anche Aurora, che mi aveva accompagnata al  pianoforte, era  rimasta a fissarmi  estasiata. 
Ero andata  così  male?
Poi sentii battere le mani. 

Eva ha un enorme talento, un dono. La sua voce è così meravigliosa da lasciare tutti senza fiato.miasto-pod-wodc485-delfiny-a-magi
E lei non sembra rendersene conto.
Cosa si nasconde a Tarifa?
Cosa si nasconde nelle sue acque?
Un ricordo affiora.
Il sussurro di un mito.
Un passato che forse non è così passato.
Una chiave per un regno incantato.
Tra leggenda e mitologia.
Tra sogno e realtà.
Tra le onde del mare.
Nella profondità dei fondali.
Tarifa non è una semplice comune città.
E i segreti che nasconde sono molti.
Tutti sembrano nascondere un segreto.
Chi è Naiade?
Perché Eva sembra ricordare poco o nulla della sua infanzia?
Cos’è realmente successo quando era una bambina?
Cosa si nasconde nelle profondità dell’oceano?

E quando Eva conosce Cris, un giovane ragazzo dallo sguardo magnetico, tutto si complica.
Cosa si nasconde dietro i suoi occhi nocciola?
E perché le sembra così familiare?
L’eco di un ricordo, di un passato che scalpita per affiorare alla memoria.
E il ciondolo che Eva porta al collo potrebbe essere la chiave di tutto.
Ma tutto cosa?

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Una storia che parte lieve, lenta, appena sussurrata, tra mito e antiche leggende, che però, pagina dopo pagina, prende ritmo e forma, e si si fa largo nel cuore.
Una storia dalle mille sfumature e dai mille segreti.
Una storia anche molto romantica.
Una storia di amicizia e fiducia.
Una storia che mi ha incuriosito molto e non vedo l’ora di leggere il seguito 😉

Lo consiglio? Sì!

Serenella 🙂

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