A tu per tu con: Laura Zuzolo!

Ehi Notters!
Eccoci qui con l’intervista a Laura Zuzolo sul suo romanzo “Sogni sparsi”!
Un’intervista che ci permette di conoscere meglio l’autrice e i suoi pensieri, che ci aiuta a capire come nascono certe storie e perché…

Insomma, un’intervista da non perdere! 😉

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  1. Laura, cosa ti ha spinta a mettere su carta “Sogni sparsi”? Com’è nata questa storia?

    Ho iniziato a scrivere “Sogni sparsi” più o meno all’età di 12 anni, senza un intento particolare. Sentivo l’impellente desiderio di scrivere una storia, così mi sono ritrovata a raccontare di cinque amiche e dei loro piccoli drammi esistenziali, senza un fine…Né una fine!! Scrivevo e creavo all’infinito, per mio divertimento personale. Ovviamente di quella trama è rimasto ben poco, solo i nomi e le caratteristiche principali dei personaggi. Crescendo, ho maturato l’idea di delineare una storia ben definita che girasse intorno ad un gruppo di adolescenti, che trattasse temi importanti alternati a temi più leggeri e spensierati, poiché, secondo me, un libro dev’essere al tempo stesso intrattenimento e riflessione. Così è nato “Sogni sparsi” e, in generale, la Serie dei Sogni.

  1. L’amicizia rappresenta il filo conduttore di tutto il racconto ed è il sentimento che lega maggiormente le protagoniste, in tutte le sue sfaccettature. Come mai hai scelto di dare questa importanza a questa tematica?

    Il fatto di privilegiare l’amicizia è stato il punto di partenza: ho sempre saputo che sarebbe stato il nesso attorno al quale si sarebbero svolte le vicende personali delle protagoniste. M’interessava “analizzarla” in tutte le sue sfaccettature ed evoluzioni, a partire da quella adolescenziale: è curioso come a diciassette anni si giuri ingenuamente lealtà e affetto infinito alle proprie amiche, ma spesso, a causa della superficialità che contraddistingue la giovane età, si venga meno a questo patto. E’ normale, fa parte della vita e non significa che l’amicizia sia fasulla. Quella che affronto nel romanzo è ugualmente reale, cresce e si evolve con le protagoniste, sebbene, insieme a loro, subisca delle crisi più o meno gravi. Nonostante ciò, di fatto resta il punto fermo del racconto e delle ragazze, un porto sicuro pronto ad accoglierle e a riunirle a prescindere da ciò che può essere successo nelle loro vite. Trovo che sia qualcosa di bellissimo e di rassicurante, come a dire: “Anche se magari ti perderai o ci allontaneremo, noi saremo sempre qua”. Ecco il perché della mia scelta.

  1. Parlando di amicizia, ho notato che nel libro manca quella tra uomo e donna: l’unica possibile, non si rivela in realtà tale almeno da parte di uno dei due. Perché? Forse tu stessa non credi che esista?

    In realtà c’è un’amicizia sincera e disinteressata tra uomo e donna, sebbene sia di secondaria importanza, ed è quella tra Marta ed Edoardo. Tra l’altro, lui è l’unico personaggio realmente esistente, sebbene non sappia di essere finito nel mio libro… 😉
    Secondo me può esserci amicizia tra uomo e donna, ma difficilmente all’età dei protagonisti. Credo, infatti, che quando si è così giovani le emozioni siano spesso confuse e contrastanti; inevitabilmente, un sentimento di forte amicizia rischia di tramutarsi in qualcosa di più…Come accade nella coppia a cui fai riferimento. 😉

  1. Il tuo libro affronta una tematica molto delicata: l’adolescenza; come ti sei approcciata tu stessa a questo tema per creare “Sogni sparsi”?

    L’adolescenza è considerato il periodo più bello dell’esistenza umana. Sono d’accordo, ma credo che, al tempo stesso, sia il più terribile: è come se le emozioni fossero amplificate, nel bene e nel male. Inoltre è il periodo delle “prime volte”, della sperimentazione di nuovi rapporti, di nuove realtà, di nuove situazioni. Insomma, è una fase estremamente delicata, ragion per cui ho voluto filtrare l’intero corpo narrativo attraverso lo sguardo dei protagonisti, in modo da dare la giusta importanza ad ogni dettaglio, persino al più insignificante: una parola di troppo, uno sguardo sbagliato…Ho affrontato il tutto con l’ingenuità della ragazzina che ancora vive in me grazie alle protagoniste del romanzo. Una volta entrata nell’ottica del racconto, non è stato difficile immedesimarmi nei vari adolescenti del romanzo, percependone distintamente le emozioni. È un po’ come se i personaggi stessi mi avessero presa per mano e mi avessero aiutata a calarmi nel loro mondo, cosicché i loro drammi sono diventati i miei, proprio come i batticuori, le paure, le speranze, nonché i litigi con i genitori. La presenza di questi ultimi (chi più chi meno) è fondamentale per la valorizzazione dell’adolescenza, che altro non è che un’infinita battaglia genitori-figli.

  1. Parliamo delle protagoniste… Completamente diverse l’una dall’altra ma fondamentali tutte e cinque. A chi o a cosa ti sei ispirata per crearle? Hanno un nesso con le tue amicizie oppure sono solo frutto della tua fantasia?

    Non mi sono ispirata a nessuno, sono frutto della mia fantasia. Diciamo che ognuna di loro, seppur nella più completa diversità che le contraddistingue, incarna qualcosa di me. Non è stata una scelta intenzionale, ma effettivamente Mia, Chiara, Giorgia, Cecilia e Marta possiedono tutte una peculiarità che mi appartiene. Nel momento in cui le ho create, ho avuto da subito ben chiaro in testa come sarebbero state, sia fisicamente che caratterialmente, e devo aver trasposto in loro alcuni miei pregi e altrettante debolezze che mi caratterizzano. Per quanto riguarda la loro amicizia, sicuramente è un tributo alle poche ma sincere amicizie che mi porto dietro da anni, ma non ne ho tratto spunto e nessuna protagonista rispecchia le mie amiche.

  1. Nel racconto, anche gli uomini sono tutti completamente diversi tra loro, sembrano creati apposta per le protagoniste, come fossero l’altra metà della mela. Come sono nati, invece loro, dalla tua penna?

    Per gli uomini il discorso è un po’ diverso, nel senso che si sono creati da soli. Mi spiego meglio: ho deciso chi avrebbe avuto a che fare con una determinata protagonista, dopodiché li ho “lasciati fare”, cosicché si sono plasmati da sé. Non ho scelto io. D’altronde, mi capita spesso di voler scrivere una cosa, ma finire con lo scriverne un’altra e così è stato per i maschietti del romanzo: man mano che scrivevo, emergevano le loro peculiarità che li hanno pian piano caratterizzati.
    Visto che me lo chiedono in molte, mi vedo costretta a sfatare le speranze di tutte le lettrici: Luca non esiste, è frutto della mia fantasia! 🙂

  1. Giorgia è una perfetta cavallerizza e ho letto dalla tua biografia che anche tu ami andare a cavallo; semplice coincidenza o in Giorgia c’è “qualcosa” di te? È il personaggio che più ti rappresenta?

    Ammetto che Giorgia è il personaggio che più mi assomiglia, ma, anche in questo caso, la scelta non è stata completamente intenzionale. Quando ho cominciato a scrivere il romanzo, Giorgia non andava nemmeno a cavallo; ho deciso di avvicinarla a questa passione per creare qualcosa che la unisse indissolubilmente alla madre. Ho sfruttato la mia esperienza sportiva per la descrizione delle competizioni e di altri dettagli tecnici, nonché il legame con il mio cavallo storico, che viene rappresentato da Capitano. Esattamente come Giorgia, poi, ho sempre messo l’animale al primo posto, ma, a differenza sua, non mi è mai pesato “sacrificare” il mio tempo libero per dedicarmi a questa passione, anzi. A parte ciò, probabilmente in Giorgia c’è tanto di me, più di quanto mi aspettassi: come mi è stato fatto notare, molte delle sue risposte “a tono” (soprattutto quelle rivolte a Luca) sono le stesse che darei io se fossi al suo posto ed è per questo, forse, che non ho mai incontrato particolari difficoltà nello scrivere i suoi dialoghi.

  1. In tutto il romanzo amore e amicizia si intrecciano e si scambiano come fossero variabili di un’equazione; tu che peso dai, nella tua vita, a questi due sentimenti? Ce n’è uno che prevale sull’altro?

    Nella mia vita do un maggior peso all’amicizia. Sono sempre stata più legata a questo sentimento, ma non voglio sminuire l’importanza dell’amore. Diciamo che “Sogni sparsi” rispecchia perfettamente il mio pensiero: l’amore, per quanto vero, può durare oppure no, l’amicizia vera dura per sempre. Non importa quanto essa venga trascurata, in caso di bisogno c’è ed è in grado di curare il cuore perfino dai lividi causati dall’amore. Potrei riassumere il concetto riallacciandomi alla frase della canzone di Giorgia che hai inserito nella recensione di “Sogni sparsi”: “Che amica sei, non tradirmi mai. Gli amori vanno, tu resterai.”

  1. Il finale aperto del libro mi ha lasciata a bocca aperta: non vedo l’ora di leggere il seguito!

    Puoi svelarci qualche piccola anticipazione su di esso?
    Scalpitiamo tutti dalla curiosità! 🙂
    Molti nodi verranno al pettine, sia in amicizia che in amore. Ovviamente non vi lascerò tranquilli neanche un attimo: non appena penserete che le cose stiano assumendo la piega giusta, vi stupirò! 🙂
    Vi dico solo che uno dei personaggi più odiati di “Sogni sparsi” si riscatterà, facendo sì che tutti giungano a dargli una seconda possibilità. Inoltre, pian piano la spensieratezza che ha contraddistinto “Sogni sparsi” lascerà spazio a vicende e ad emozioni sempre più profonde, talvolta commoventi, ma non preoccupatevi…Continuerete a ridere e a divertirvi di fronte alle situazioni epiche create dai personaggi.

  1. Ultima curiosità: qual’è il tuo “sogno sparso”, Laura? 😉

    Può sembrare scontato, ma attraverso i miei libri vorrei raggiungere il cuore del maggior numero possibile di persone, facendole emozionare, divertire e commuovere. Insomma, sogno di diventare una scrittrice di successo e per successo mi riferisco a quello che vorrei che conquistassero i miei romanzi.

Edna 🙂

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