Recensione di: “Emma Braccani “Perché io non posso” di Giulia Bacchetta

Buongiorno Notters!
Eccomi qui, dopo la nostra piccola “pausa” estiva a raccontarvi il romanzo che mi ha fatto compagnia sotto l’ombrellone.
Sto parlando di un libro che provoca emozioni forti, che vanno ai 100 all’ora.
Sto parlando di “Emma Braccani “Perché io non posso”” di Giulia Bacchetta.
E allora che dirvi cari Notters se non… Tenetevi forte? 😉

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TITOLO: Emma Braccani “Perché io non posso”
AUTORE: Giulia Bacchetta
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 19 maggio 2016
GENERE: Narrativa
PAGINE: 300
FORMATO: eBook
PREZZO: 4,99€

SINOSSI

«Emma, perché pensi che nella vita ci sia per forza una spiegazione a tutto?» chiese curiosa Eleonora alla sua migliore amica.
“Riserva la metà di te stessa per combattere contro ogni tipo di imposizione, violenza, plagio, corruzione, dogma, odio, rabbia.”
Un’infanzia infelice, seguita da un’adolescenza piena di ansietà e dubbi. Un continuo difendersi dalla figura paterna, e poi psicologi, giudici, avvocati, assistenti sociali, complotti, una realtà al limite, tormentata da incubi e dall’abbandono di familiari e amici. Tutto questo porterà Emma Braccani, quattordicenne timida e riservata, ma dotata di uno spiccato spirito critico, ad un’inconsapevole e disperata analisi del comportamento umano, attraverso gli strumenti che le offriranno i suoi studi e le sue letture. Un diario segreto, fedele compagno a cui affidare i pensieri più riposti e sul quale dare spazio ai propri ragionamenti. E l’amore? Ci sarà per lei? Un solo destino, e tanti perché. Questa è la storia di Emma Braccani che soltanto alla fine potrà essere giudicata. «Sei debole Emma. Non ti conviene metterti contro di me» la minacciò suo padre prima di chiudere il telefono. «A te non conviene perdere una figlia come me.»

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER***

Ci sono libri che raccontano storie talmente vere, talmente reali da sembrare di vedere uscire dalle pagine i protagonisti e ritrovarseli davanti ai proprio occhi, coi loro dubbi, le loro perplessità, le loro emozioni, i loro perché.
Libri che parlano di realtà, di vissuti quotidiani difficili da comprendere e da accettare, ma che non possiamo ignorare.
Ci sono libri come questo, libri che raccontano la storia di Emma Braccani, libri destinati ad entrarti dentro.

Emma è una dolcissima adolescente catapultata nel mondo adulto troppo presto.
imageÈ una ragazza che si ritrova prematuramente a fare i conti con la sua realtà, la triste quotidianità di casa sua, l’amara consapevolezza di crescere in una famiglia che tale non è, non più.
La sua dolcezza e ingenuità si scontrano giorno dopo giorno con il cinismo e la freddezza di suo padre, un “uomo” cresciuto sotto l’ala protettiva della madre, ma che di amore, in realtà, ne sa meno che niente.
Emma è una ragazza la cui curiosità fa fa padrona al suo carattere a tratti introversi, ma al contempo così pieno di amore e affetto da donare agli altri.
Ed Emma ama, non si riserva nel farlo nonostante veda coi suoi occhi che in casa sua di amore ce n’è ben poco.
Ama i suoi amici, ama la scuola, ama lo studio, ama i suoi libri, ama i suoi nonni, soprattutto nonno Jacopo che non si tira mai indietro davanti ad una partita a carte con la sua piccola nipotina.
Emma ama anche la sua famiglia: la sua fragile mamma, la sua irruente sorella Marta e sì, ama anche suo papà Roberto.
Un papà che non è mai stato dolce e amorevole, un papà che non è mai stato attento e affettuoso, un papà dal quale non ha mai sentito pronunciare le parole “ti voglio bene”.

Roberto, prima di essere padre e marito, è un semplicemente Roberto.
Cosa significa?
Intendo dire che nella sua vita c’è lui prima di tutti: prima di sua moglie e prima delle sue figlie, costrette a sentirsi un peso, a sentirsi fi troppo nella vita di Roberto, così piena di lui.
Roberto è un padre padrone, abituato a dettar legge in casa sua e, purtroppo, abituato ad essere assecondato sempre.

“Come mai sei tornata a quest’ora?” le domandò lui, tenendola ancora per i capelli. “Perché il motorino di Natalie ha avuto problemi!” gli rispose stringendo i denti per il dolore.
“Non dirmi bugie!” esclamò lui, tirandole ancora di più i capelli.

image (1)

“ No papà, dico davvero!” disse lei guardandolo impaurita con la coda dell’occhio.
“Non devi dirmi bugie!” ripeté Roberto tirandole la coda così energicamente da farla cadere a terra, tanto da far svegliare Emma.

Rosa corse dal salotto, si mise le mani sul viso, pregando il marito di smettere di fare del male alla figlia. Ma Roberto non le diede ascolto e iniziò a picchiare Marta dandole calci sui fianchi e pugni in viso, mentre lei lo supplicava di fermarsi.
“ Chiedimi scusa!” le ordinò lui continuando a picchiarla.

Inutile contraddirlo, troverà sempre un modo per avere il controllo, o per primeggiare, per imporsi.
Emma, Marta e sua moglie sono vittime del suo carattere difficile, duro, incomprensibile.
Sono la preda, e lui è il predatore.
Sono il peso sulle spalle che si porta dietro da anni, un peso che non sopporta più.
Sono il pensiero da scrollarsi di dosso attraverso il teatro, la sua passione.
Quello stesso teatro che gli ha fatto incontrare chi sarà in grado di allontanarlo ancora di più, da quella che sarebbe la sua famiglia…

“Frugò con le mani entrambe le tasche, trovando unicamente un fazzoletto usato, poi, in ultimo, ficcò la mano nel taschino superiore e vi trovò una moneta ed un biglietto da visita con su scritto Braccani Ferri R&D s.r.l., in collaborazione con Diego Belluomo, sono liete di presentarvi la compagnia teatrale Il Quadrifoglio. Poi, sentendo il portone d’ingresso, nascose velocemente il biglietto nel taschino. Quando ritrasse la mano vide che si era sporcata di rosso un dito, ma non poteva essere sangue perché non si era tagliata. Guardò meglio finché notò sul bavero una macchia scura. Vi passò sopra la mano che si sporcò di rosso. Si trattava senza dubbio di rossetto, poi annusò lo stesso punto e le sembrò di sentire un odore di fiori, di rosa precisamente, infine annusò tutta la giacca che profumava di quello che, senza dubbi, riconobbe essere Chanel n.5.”

“Emma Braccani” è una storia forte, dura, vera.
È una storia triste, fatta di mille battaglie che la nostra piccola Emma è costretta ad affrontare da sola.
Perché, fondamentalmente, Emma è sola.
Allontanata dai suoi più cari amici, la depressione di sua madre e la ribellione di sua sorella, sono gli ingredienti fondamentali della solitudine di Emma, costretta quindi a combattere suo padre per proteggere il resto della sua famiglia.
image (2)Ho adorato il personaggio di Emma perché è un piccolo uragano, con il coraggio e la forza di un leone e tanto fragile da sembrare una farfalla alla quale poter spezzare le ali in qualsiasi momento.
Emma ha il mare in tempesta dentro, eppure non abbandona mai i suoi propositi, i suoi affetti più sinceri, quello in cui crede.
È la piccola di casa, ma in realtà è l’appiglio di sua madre e sua sorella, è la loro àncora, la loro roccia, la loro speranza.
Già, perché se c’è una persona nella famiglia Braccani in cui riporre speranze, in cui poter scommettere, quella è sicuramente Emma.
Ma, proprio come la farfalla di cui ho parlato prima, Emma sarà pronta a spiccare il volo, a lasciarsi andare alle emozioni, ad accettare di farsi aiutare da qualcuno, a non vergognarsi di quello che è e di quello che sarà.
Emma sarà pronta a concedersi al sentimento più vecchio e grande del mondo, a quello che lo smuove, il mondo: l’amore.

Questo è un libro serio, per niente scontato e banale, che tratta importante tematiche sociali che spesso sono trascurate perché “scomode”; qui, assistenti sociali, avvocati e psicologi sono presenti a tutto tondo e rappresentano una parte molto importante di tutto il racconto.
Ho apprezzato tantissimo questa scelta da parte dell’autrice, una scelta indubbiamente coraggiosa e sicuramente per niente facile fa sviluppare e affrontare.
Se posso permettermi di fare una critica, però, riguarda proprio questa tematica: avrei preferito che queste figure professionali fossero affrontate meno negativamente.
È vero, il mondo è pieno di assistenti sociali, avvocati e psicologi incompetenti…
Ma è anche vero che ce ne sono altrettanto bravi!

In questo romanzo la famiglia è il nucleo pulsante di tutto il racconto: tutto ruota attorno ad essa e, leggendolo, è piuttosto naturale pensare alla propria, pensare a similitudini e differenze, pensare a quanta fortuna ci circonda e a quanta sofferenza invece si nasconde dietro le porte di altre case.
È un romanzo che aiuta a comprendere nel profondo il senso della famiglia, il significato della parola “unione”, che aiuta a capire quanto sia importante essere amati dai propri genitori, quanto sia bello averli al proprio fianco in ogni momento della giornata e a quanto possa far soffrire quando manca tutto questo.

È una storia in cui la violenza psicologica e fisica sono presenti, purtroppo, e fanno male.
Feriscono e  pugnalano alle spalle senza chiedere il permesso.
Sono demoni da combattere ogni giorno, difficili da scacciare dalla propria vita.
Demoni che, a volte ritornano.

“Emma Braccani “Perché io non posso”” è un libro da trattare con responsabilità perché merita tutta la cura e l’attenzione del mondo.
Perché?
Beh, perché è speciale… Punto.

Edna 🙂

Il mio giudizio:

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