A tu per tu con: Vivienne Smith!

Ciao Notters!
Dopo aver letto il suo splendido libro,”Kohl”, ho avuto l’ulteriore piacere di scambiare quattro chiacchiere con l’autrice, la disponibilissima Vivienne Smith!
Cosa ci siamo dette lo scoprirete tra pochissimo! 😉

divisorio

Ciao Vivienne!

Comincio subito col ringraziarti per aver scritto un libro come “Kohl” (giuro è un ringraziamento sincero, me ne sono innamorata!) e in secondo luogo grazie per il preziosissimo tempo che stai dedicando a Notting Hill Books!

Parto a raffica con le domande! 😉

  1. Ho letto dalla tua biografia che sei cresciuta facendo pubblicità. Com’è nata la tua passione per la scrittura e cosa ti ha spinto a scrivere un libro?

    Quando avevo 13 o 14 anni ho letto per la prima volta un libro di Wilbur Smith (I fuochi dell’ira) e mi ha stregata… ho pensato che prima o poi anche io avrei scritto un romanzo. Poi nella vita in genere si fa tutt’altro. Tempo fa ho lavorato nella redazione di un giornale, ovviamente seguivo la parte grafica, ma una volta per tappare un buco mi sono dovuta inventare un articolo sulla moda, io che non la seguo per niente! “Sai che sai scrivere?” è stato il commento del direttore… Da allora non mi sono più fermata!

  1. Devo dire che il tuo modo di scrivere mi ha stregata… “Un inconfessabile segreto “ è il tuo primo romanzo: hai voglia di svelarci qualcosa di più a proposito di questo libro? Dove possiamo trovarlo? ☺

    “Un inconfessabile segreto” non è più in commercio, era stato pubblicato anni fa con una piccola casa editrice però ho deciso di riprenderlo in mano e rivederlo un po’. A breve sarà disponibile su Amazon. Anche “Un inconfessabile segreto” è un romance storico ed è ambientato nel Mar dei Caraibi (adoro le ambientazioni esotiche!)

  1. Nella tua biografia dici che i tuoi figli sono al contempo l’impegno e la gioia più grande, quanto sono stati determinanti nella tua carriera da scrittrice?

    Scrivo soprattutto per loro. vorrei insegnare ai miei figli che nonostante le porte in faccia e le delusioni, se hai un sogno lo devi sempre inseguire… Non importa quanti anni hai o i risultati che otterrai… Io sarò sempre al loro fianco.

  1. Per creare Kohl ti sei ispirata al libro “ Marocco “ di De Amicis e da fatti realmente accaduti, come nasce la tua curiosità per il mondo orientale?

    A volte ci appassioniamo ad una cosa partendo da uno spunto all’apparenza banale. Qualche anno fa una mia amica marocchina era tornata al suo paese per il matrimonio della sorella, al suo rientro sono rimasta affascinata dal racconto dei preparativi per il matrimonio e soprattutto dalle sue braccia decorate con l’henné… Da lì sono partite le mie ricerche sull’henné, sul kohl, sullo zafferano, sull’olio di argan… Poi è arrivato il libro di De Amicis e alla fine documentandomi sulla storia del Marocco è arrivato il personaggio di Al-Qitt ispirato ad Al-Hiba conosciuto come “le Sultan Bleu”.

  1. Cosa differenzia Viola e Xavier dai protagonisti del libro a cui ti sei ispirata?

    Il libro a cui mi sono ispirata è un diario di viaggio, il protagonista è De Amicis e descrive i luoghi che visita e le persone che incontra. Una fotografia, passatemi il termine, del Marocco di fine Ottocento. Il personaggio Xavier però prende ispirazione da Arusi un predone di cui sente parlare proprio De Amicis, “una delle infinite istorie che girano di bocca in bocca dal mare al deserto; fondata però sopra un fatto vero”, la definisce. Questa è la storia: il sultano aveva mandato a punire i ribelli del Rif che avevano incendiato un bastimento francese, tra questi accusato ingiustamente c’era Arusi che fu prima imprigionato ma poi riuscì a fuggire e diventò un temibile predone.

    Il personaggio di Viola, invece, è ispirato alla scrittrice svizzera Isabelle Eberhardt. Nata in una famiglia benestante ebbe una vita di esperienze audaci: innamorata del Magreb e della cultura berbera, cominciò a viaggiare attraverso il Nord Africa, travestita da uomo per potersi addentrare in territori inaccessibili, interdetti alle visitatrici europee. Isabelle visse emozionanti avventure tra esplorazioni, immersioni nelle comunità locali, scontri con i ribelli e infuocate passioni.

  1. Nel corso della storia ho notato che il modo in cui descrivi i due personaggi principali è molto simile a come vengono descritti i protagonisti dei romance del 2000, nonostante questa sia una storia ambientata nell’800. Hai fatto questa scelta perché è proprio il tuo stile o perché avevi paura di allontanarti troppo dal genere in voga?

    Il fatto che i protagonisti di Kohl agiscano come personaggi del 2000 è voluta. Come ho già detto prima Viola prende spunto da un personaggio anticonformista e attuale come Isabelle Eberhardt, mi piaceva l’idea di trasmettere in qualche modo questa modernità. Anche i dialoghi di Kohl non sono di maniera ma sono spesso volutamente informali.

  1. Il modo in cui racconti le tradizioni e la cultura algerina è molto affascinante; hai mai visitato i posti da te descritti? Cosa ti affascina dell’Oriente?

    Non ho mai visitato i luoghi che descrivo, ma cerco di documentarmi il più possibile. Quando ho terminato Kohl l’ho fatto leggere ad un ragazzo di origine berbera, anche per essere certa di non aver scritto qualche castroneria! Il romanzo gli è piaciuto molto perché gli ha ricordato molte storie che sentiva raccontare quando era un bambino… questa cosa mi ha fatto davvero molto piacere!

  1. Leggendo il libro, è evidente la grande importanza che hai dato al contesto familiare per raccontare questa storia… E’ una scelta legata ai tuoi valori o è semplicemente un tema che hai pensato di affrontare per rendere più avvincente la storia?

    Il fatto di dare importanza al contesto familiare credo sia fondamentale per capire perché un personaggio agisca in un determinato modo. In fondo è così per ognuno di noi, nelle nostre azioni, nei nostri sentimenti ci portiamo sempre la zavorra delle esperienze passate, positive o negative che siano.

  1. Spesso gli autori dicono di avere un posto speciale in cui scrivere, che possa ispirarli, anche tu ne hai uno?

    Mi piacerebbe! Purtroppo scrivo nei ritagli di tempo, soprattutto la sera, con un portatile piazzato dove capita!

  1. Vivienne, non mi resta che chiederti un’ultima cosa: quando avremo il piacere di leggere il tuo prossimo capolavoro? ☺

    Grazie per la fiducia sul capolavoro! A breve, anzi brevissimo sarà disponibile il mio primo romanzo “Un inconfessabile segreto” riveduto e corretto… Sarà il mio regalo di Natale!

divisorio

Grazie ancora per la tua disponibilità e sperando di lasciarmi stregare presto dalla tua penna, ti faccio un grosso in bocca al lupo per il tuo futuro da scrittrice che sono certa sarà fantastico! 😉

Marty

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