Presentazione di: “Angel Inside” di Ilaria Militello

Ciao Notters!

Dal 7 Febbraio 2016, è online il nuovo racconto breve di Ilaria Militello, “Angel Inside”. Una storia d’amore, romantica, appassionate e molto speciale.
Volete fare un viaggio con gli Angeli? Seguitemi 😉

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angel

TITOLO: Angel Inside
AUTORE: Ilaria Militello
EDITORE: Self-Publishimg
DATA PUBBLICAZIONE: 7 Febbraio 2016
GENERE: Fantasy
FORMATO: Ebook
PREZZO: € 1,99
LINK D’ACQUISTO: Qui

 

SINOSSI

Quella vacanza in Toscana con la famiglia Aurora nemmeno voleva farla.
Contava di passare i giorni a leggere, ma sua sorella Miriam e sua cugina Debora l’hanno trascinata con loro.
Lei non è tipo da discoteche, ragazzi e sole in spiaggia: è una ragazza semplice e tranquilla, che ama leggere e vestirsi in modo poco appariscente.
Ma per Aurora quella non sarà una semplice e tranquilla vacanza. Conoscerà due ragazzi… uniti da un mistero e dal nome di una donna tatuato sulla pelle.
L’attende una storia d’amore, che si intreccerà a un fantasy intrigante, proprio come i libri che Aurora ama leggere.

«So che è una cosa avventata, so che è poco che usciamo assieme ma sento di amarti così tanto, che è come se ti amassi da anni. Tu sei quella che fa per me, sei la mia donna e non voglio separarmi da te»

ESTRATTO

Finalmente dopo un viaggio di quattro ore eravamo giunti a destinazione. Era mezzanotte spaccata quando papà fermò l’auto nel cortile della pensione Marina. Per dieci giorni avremmo soggiornato nel piccolo bilocale che i miei avevano affittato a Marina di Massa. Il mare a pochi passi da noi, bastava attraversare lo stradone e ti ritrovavi già sulla spiaggia. Entrammo dal piccolo cancelletto di legno, che ti faceva accedere al minuscolo giardino e alla porta d’ingresso. Un posto tranquillo e ben tenuto. Mi buttai sul letto e fui felice di poter finalmente dormire comoda, senza le gambe di mia sorella Miriam addosso e i gomiti di mia cugina Debora. «Ehi che fai, dormi? Non vieni a farti il bagno di mezzanotte?», mi chiese mia sorella euforica. «Non ci penso nemmeno. Ho sonno», dissi rigirandomi dall’altra parte e nel dormiveglia sentii mia madre, mia sorella e mia cugina andar via. Mi rilassai e mi addormentai all’istante. Il giorno dopo Miriam e Debora erano già sveglie alle otto e non vedevano l’ora di correre in spiaggia e sfoggiare così i loro nuovi costumi e le loro numerose sedute di lampade che si erano fatte tanto per non arrivare al mare come due mozzarelle. «Avanti Aurora muoviti!» , sbuffò per la terza volta Miriam. «Ma che fretta hai. Sono le otto», dissi avvolta ancora nelle coperte. «Sì ma prima che ci vestiamo, facciamo colazione e tutto, arriviamo in spiaggia a mezzogiorno» «Ma se te non vai nell’acqua che fretta hai?» «Infatti io ho detto in spiaggia . Dai pigrona», sbottò tirandomi le coperte. «Che strazio che sei. Va bene mi alzo, almeno la smetterai di urlare». Calciai la coperta che ancora mi copriva i piedi, scesi dal letto infilandomi in bagno e dopo la colazione venni trascinata da Miriam e Debora in spiaggia e una volta lì , iniziarono a spogliarsi come se fossero a uno spettacolo in un night club. Lentamente e cercando di attirare l’attenzione dei ragazzi, anche se non ne avevano bisogno. Miriam si slegò i lunghi capelli scuotendo la testa e il sole fece brillare i suoi capelli biondi . Debora mostrò un fisico da urlo, asciutto e con un costume che le stava stretto e minuscolo. Sicuramente l’aveva comprato di due taglie in meno, lo faceva sempre, con ogni cosa. Mia sorella Miriam era più piccola di me di due anni e nostra cugina era fra noi due. Lei aveva i capelli a caschetto neri e gli occhi celesti. Io avevo i capelli rossi mossi e gli occhi verdi, come li aveva anche Miriam. Eravamo cresciute assieme. Inseparabili da sempre. Miriam e Debora avevano lo stesso carattere: esuberante, festaiolo e appariscente. Adoravano lo shopping, le borse, i vestiti e le scarpe. Erano le classiche ragazze. Io ero totalmente diversa da loro. Più tranquilla, taciturna e alle volte adoravo star sola. Mi piace leggere, la natura e le cose semplici. Io ero quella da trascinare alle feste, ero quella da spingere fra le braccia di un ragazzo. Quella che loro due volevano salvare da una vita da zitella eremita, così mi definivano loro. Che poi io non ho mai detto di voler essere una zitella, solo aspetto che arrivi quello giusto senza buttarmi fra le braccia di tutti i muscolosi fighettini che ti offrono da bere. Ma per loro due, ero un caso disperato.

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Viaggiate nel mondo più suggestivo, che possa esistere. Viaggiate con gli Angeli di Ilaria!

Naty&Julie

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