Recensione di: “Ancora una volta” di Jodi Ellen Malpas

Ciao Notters 🙂
Dopo avervi raccontato i primi due capitoli della “One Night Trilogy” (“Per una sola volta” e “Tutte le volte che vuoi”) potevamo non commentare insieme il terzo ed ultimo episodio di questa serie che ci ha fatto innamorare, arrabbiare, sognare e scalpitare per avere un giusto lieto fine?

Jodi Ellen Malpas ci avrà regalato il finale che aspettavamo?

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ancora una volta
TITOLO: Ancora una volta
AUTRICE: Jodi Ellen Malpas
SERIE: One Night Trilogy
EDITORE: Newton Compton
GENERE: New Adult
FORMATO: eBook/Cartaceo
PAGINE: 410
PREZZO: € 4,99/€ 10,20

 

 

SINOSSI

Una vita senza segreti e una passione senza fine… La storia dell’amore bollente tra Livy e Miller arriva finalmente a una sorprendente conclusione nell’ultimo libro della serie One Night!

Livy non ha mai provato un desiderio così intenso. L’affascinante Miller Hart l’ha ammaliata, sedotta e amata come mai nessuno prima. È arrivato a conoscere i suoi pensieri più inconfessabili e l’ha condotta in un mondo pericoloso da cui è difficile fuggire. Miller farebbe di tutto pur di proteggerla e tenerla al sicuro fino a rischiare la sua stessa vita. Eppure l’oscuro passato dell’uomo non è l’unica minaccia che rischia di compromettere il loro futuro insieme.
Quando Livy scoprirà la verità sulla sua famiglia, ci sarà uno strano cortocircuito tra passato e presente. La ragazza si ritroverà così stretta tra l’appagante e struggente amore per Miller e un’ossessione ad alto rischio che potrebbe determinare la fine per entrambi…

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER***

Li avevamo lasciati così: su un aereo, in direzione New York, spaventati e senza sapere esattamente cosa fare per lasciarsi alle spalle le catene invisibili di Miller, catene che diventavano sempre più reali e sempre più strette attorno ai polsi del loro immenso e
sconfinato amore.
Abbiamo lasciato una Livy terrorizzata e sotto shock a causa degli ultimi avvenimenti desiderosa di chiudere gli occhi e di svegliarsi dopo anni quando tutto sarebbe stato dimenticato e un Miller concentrato e determinato a portare la sua “dolce ragazza” il più
lontano possibile da quello schifo che fino a prima di conoscerla era il suo mondo. Il suo fottuto ed oscuro mondo.

Ricominciamo da qui e li ritroviamo a New York nella sontuosa suite di un albergo pronti a perdersi l’uno nell’altro e a venerarsi reciprocamente senza tregua.
Le giornate di Miller e Livy trascorrono così, alla scoperta di una quotidianità che fino a quel momento gli è stata rubata, di una città imponente e intimidatoria come New York e con l’unico determinante obiettivo di essere liberi di stare insieme.

Potremmo definire questa “vacanza” come una piccola bolla di felicità, lontana da tutti e da tutto ciò che tenta di distruggerli. Una bolla dentro la quale sono felici (seppur consapevoli che quello che stanno facendo non è altro che un mero tentativo di rimandare l’irrimandabile), una bolla che è inevitabilmente destinata a scoppiare e a farli dolorosamente schiantare al suolo.

Una telefonata e tanta preoccupazione faranno tornare a Londra i nostri due protagonisti molto prima di quanto avessero previsto. A nulla varranno i tentativi di Miller di convincere Livy ad aspettare tempi migliori né la supplica di fidarsi di lui e lasciare che sistemasse le cose da lì, a distanza.
Primo volo per Londra e qualche ora dopo il chiasso familiare dell’aeroporto di Heathrow regala a Livy l’assurda sensazione di essere a casa e a Miller un rinnovato senso di angoscia e pericolo.

tumblr_milef0cyua1qb5t88o1_r1_500_largeLe cose a Londra hanno un sapore decisamente diverso e New York sembra ormai molto, troppo lontana.
La sfacciataggine di Livy torna prepotente come non mai e cresce proporzionalmente alla frustrazione di un Miller stanco di combattere per riscattare la sua libertà e al tempo stesso di proteggere Livy da un mondo che non le appartiene e rischia di annientarla.

“Quando mi siedo di nuovo sul sedile posteriore della macchina di William, mi sembra quasi che il peso del mondo non gravi più sulle mie spalle. Ci sono un milione di altri problemi che potrebbero schiacciarmi sotto il loro peso, ma adesso non riesco a pensare ad altro che alla gioia di vedere di persona che nonna sta bene. «Al mio appartamento, Ted, per favore», dice Miller allungando un braccio verso di me. «Vieni qui». Ignoro la sua mano tesa. «Voglio tornare a casa».
Ted si immette nel traffico, e nello specchietto retrovisore intravedo un sorriso affettuoso addolcire i suoi lineamenti amichevoli e marcati. Lo scruto per un istante con occhi sospettosi, anche se il suo sguardo è di nuovo sulla strada, poi rivolgo la mia attenzione a Miller. Mi guarda pensieroso, la sua mano indugia ancora tra noi.
«Ho la sensazione che con “casa” non intendi il mio appartamento», dice abbandonando la mano sul sedile. «Il tuo appartamento non è casa mia, Miller». La villetta a schiera di nonna, con tutto il suo disordine e quell’odore familiare, è casa mia. E in questo momento ho bisogno di essere circondata da tutte le sue cose.
Le dita di Miller tamburellano sul sedile di pelle, i suoi occhi mi osservano attentamente. Mi ritraggo nel sedile, cauta. «Ho una richiesta da farti», mormora prima 
di reclamare la mia mano destra, intenta a rigirare il nuovo anello di diamanti sull’anulare sinistro. «Quale?», dico lentamente. Qualcosa mi dice che non sta per chiedermi di amarlo per sempre. Sa già cosa risponderei, e la sua mascella leggermente contratta mi lascia intuire che il pensiero di quale potrebbe essere la mia reazione lo rende nervoso. Adesso è lui a giocherellare con il mio anello, fissa le sue dita agili con sguardo assorto, e mi lascia lì, con la mente in subbuglio, ad aspettare che dia voce al suo desiderio. Dopo 
un’eternità, trae un profondo respiro e il suo sguardo scivola lentamente lungo mio corpo finché quegli occhi azzurri, dalle profondità insondabili, penetrano nella mia anima. Mi toglie il respiro… e mi fa capire in un istante che quanto sta per chiedermi significa molto per lui. «Vorrei che la mia casa fosse anche la tua».”
[Livy]

Da questo momento in poi inizieranno per Livy e Miller momenti difficili, attimi di disperazione, rari e tirati sorrisi, scontri, dolorose rivelazioni ma anche qualche barlume di incontenibile gioia.

Nelle recensioni dei primi due volumi delle “One Night Trilogy” ho attribuito ad uno dei due protagonisti un libro e se “Per una sola volta” era il libro di Livy, “Tutte le volte che vuoi” il libro di Miller “Ancora una volta” è il libro un po’ di tutti.

È il libro di un passato che ritorna come uno tsunami, è il libro di un futuro che per la prima volta è una certezza, è il libro della nonna di Livy e del suo coraggio, di Greg e del suo amore finalmente libero, di William e delle sue silenziose sofferenze, di Gracie e delle sue dolorose verità e poi ovviamente di Livy e Miller, del loro amore senza confini, della inarrestabile fascinazione. È il libro delle tenebre e dell’immensa luce, delle risposte inaspettate. Il libro di una nuova speranza e della resa dei conti.

Ciò che succederà in questo nuovo capitolo é assolutamente inaspettato e come sempre Jodi Ellen Malpas è maestra di suspance e di colpi di scena che solleticheranno la curiosità del lettore fino alle ultime righe dell’epilogo.

Miller e Livy dovranno affrontare (entrambi e rigorosamente insieme) i drammi del proprio passato senza mettere a repentaglio quel presente tanto precario di cui stanno vivendo.
Un’unica meravigliosa costante ci tiene compagnia: l’amore irrazionale ed il disperato bisogno che lega i nostri due protagonisti.
La loro “cosa” è, come nei precedenti libri, la via di fuga e ogtumblr_mpq99jPQYD1sn8irio1_500.pngni atto di amore e di venerazione reciproca è l’unico motivo per andare avanti a combattere questa spietata lotta contro le tenebre di Miller e il “bastando senza scrupoli” che lo tiene prigioniero di una vita che non gli appartiene, almeno non più.

“«Ho bisogno di te, Livy. Mi sento come se fossi sull’orlo di un buco nero e mi bastasse un solo passo falso per essere risucchiato nell’oscurità». I suoi palmi mi accarezzano la schiena finché non mi stringono la testa. Mi fa riemergere dal mio nascondiglio per cercare
i miei occhi. Odio la punta di disfattismo che scorgo nel suo sguardo.
«Non perdere mai la fiducia nel nostro rapporto, Olivia. Ti prego».
Una scintilla si accende dentro di me di fronte alle parole imploranti di Miller e mi ricompongo. Miller Hart non è un uomo debole. Non sto  confondendo la sua confessione per debolezza. Non lo è. Sono io il punto debole di quest’uomo contraddittorio. Ma sono anche la sua forza, perché senza di me a Miller non sarebbe mai venuto in mente di scappare dalla sua vita degradante. Sono stata io a dargli il motivo e la forza per farlo. Non devo rendergli le cose più difficili di quanto non lo siano già. La mia storia non è che questo: il mio passato.

Qualcosa che non c’è più. È il passato di Miller che ci impedisce di andare avanti. Ed è a questo che dobbiamo porre rimedio.
«Andiamo», 
dico con voce pacata rifiutandomi di cedere all’inquietudine che ancora mi attanaglia.”
[Livy]

Ma quando Livy accetta di accompagnare Miller nella sua ennesima battaglia non può immaginare cosa si rivelerà ai suoi occhi all’interno delle mura del “The Society”, quelle mura che avrebbe desiderato cancellare dalla memoria con tutta sé stessa.
Qualcosa di inaspettato, di estremamente doloroso, di assolutamente illogico piomberà nella vita di Livy senza alcun preavviso rendendola insicura e vulnerabile.
Un’ennesima sfida che si aggiungerà alle innumerevoli già vinte e alle infinite ancora da affrontare, un crollo emotivo inevitabile che troverà sollievo nell’unico posto giusto della vita di Livy: il corpo di Miller.

Una storia che si conferma difficile, un groviglio di pensieri, verità nascoste e bugie tessute con lode.

Jodi Ellen Malpas in questo ultimo capitolo non mi ha stregato devo ammetterlo; per la prima volta non condivido la scelta dei tempi con cui ha scadenzato lo svolgimento della storia: troppo momenti di “empasse” (a grandi linee tutti uguali, fatti di discussioni tra i protagonisti e dialoghi ricreati con lo stampino) in particolar modo nella parte centrale del libro rendono la lettura piacevole ma non sconvolgente almeno finché il vento non comincia a soffiare e i mulini finalmente a girare vorticosamente.
Ad un certo punto in poi gli eventi si sbloccano e tutto riparte, insieme alla curiosità del lettore.

Il personaggio chiave (in tutto l’albero genealogico che troviamo nel corso della storia) è senza dubbio Miller che si guadagna incontrastato una posizione del podio dei miei biblici “maschi alpha”!
Un personaggio che cresce capitolo dopo capitolo e che trasuda un mix letale di sensualità e dolcezza.
Nonostante tutto lo schifo in mezzo a cui ha vissuto Miller ha la capacità di essere, paradossalmente, un personaggio puro. Puro di sentimenti e di cuore.

Livy in alcuni passaggi (tantissimi per buona parte della storia) è esasperante.
Dispettosa, piagnucolona, acida e testona nonostante gli incredibili sforzi che Miller sta facendo per lei e la sua infinita dolcezza.
Si riprende, per fortuna, andando avanti e raggiungendo la svolta nel libro fino a tornare, negli ultimi capitoli, la Livy che ho amato nel primo volume della trilogia.

Un finale (epilogo compreso!) che vale tutto il libro e cancella ogni dubbio ed ogni esitazione sopraggiunta nel corso nella storia.

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“Giriamo e giriamo, ancora e ancora, Harry che canta e io e Olivia concentrati esclusivamente l’uno sull’altra. «Ti amo», dico con le labbra, con un sorriso sghembo.
«Fin dentro le ossa, Miller Hart», 
rispondono le sue labbra, riempiendo il mio mondo di luce. Buon Dio, cosa ho fatto per meritarmela? Comincio a sentirmi parecchio sudato, quando finalmente la musica si ferma e, com’è ormai tradizione, crolliamo tutti e tre sul pavimento, esausti. Il respiro ansante e il petto appesantito, Harry ancora ridacchia insieme alla mamma. Sorrido al soffitto. «Ho una richiesta», mormoro senza fiato, resistendo all’impulso di guardare il sorriso che illumina il visetto di Harry alle mie parole. Per questa richiesta la risposta giusta è una sola. «Non smetteremo mai di amarti, papà», risponde subito, posandomi una mano sul braccio. Volto la testa per guardarlo. «Grazie». «Anche noi abbiamo una richiesta». Faccio un respiro profondo e inghiotto il groppo che mi si è formato in gola, che è frutto di una pura, immortale felicità. «Finché avrò fiato in corpo, mio dolce ragazzo».
Il mio mondo si centra e tutto torna ad essere perfetto. Olivia Taylor ha gettato il mio mondo meticolosamente perfetto in uno stramaledetto caos. Ma era reale. Lei era reale. Quello che mi faceva provare era reale. Ogni volta che la veneravo sentivo la mia anima diventare un

po’ più luminosa. Era bello. Significava qualcosa.”
[Miller]

Una storia che ANCORA UNA VOLTA lascia addosso una bellissima sensazione di rinascita.
Un amore che confermo, ancora una volta.

Julie ❤

ancora una volta

 

 

 


Ancora una volta
(One Night Trilogy Vol.3)

 

 

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