Presentazione di: “Come una crisalide” di Eva Dal Rey

Ciao Notters 🙂
Oggi vi presentiamo un libro molto recente, arrivato da meno di un mese negli store online. Si tratta di una storia impegnativa, delle domande che potrebbero essere quelle di ciascuno di noi.
L’autrice è la bravissima Eva Dal Rey , il libro da non perdere è “Come una crisalide”.

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TITOLO: Come una crisalide
AUTRICE: Eva Dal Rey
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE:  13 Dicembre 2015
GENERE: Romanzo Rosa
FORMATO: eBook
PAGINE: 321
PREZZO: € 3,99

 

SINOSSI

Come si può avere tutto e non essere per niente soddisfatti della propria vita? Questa domanda rende Maddalena ancora più ansiosa, la fa sentire ancora più in colpa. Quando, durante un incontro di lavoro, conosce un uomo che stravolge dentro di lei ogni certezza il suo mondo crolla definitivamente. Di colpo si rende conto che il suo matrimonio perfetto era solo un’apparenza. I sentimenti che Davide le suscita non li aveva mai provati prima, di questo è certa. Con un coraggio che non le apparteneva decide di rivoluzionare la sua vita, di seguire l’istinto. Purtroppo, però, questo la trascina verso situazioni impensabili e l’incubo comincia a prendere forma.

ESTRATTO

Quando mi infilo sotto le coperte, tornata in albergo, mi sento sulle nuvole. Non so cosa stia succedendo, non mi riconosco più. Mi batte il cuore a mille quando penso ai suoi occhi e nella mia mente scopro pensieri che non dovrei avere. Merda! Casa mia sembra lontana anni luce, adesso, e io sto scoprendo che dentro di me c’è un’altra persona, sconosciuta.  Non ho mai provato un’attrazione simile per un uomo, mai. I sentimenti che conosco, che ho sempre provato, sono completamente diversi da questo. Io sono completamente diversa. Devo uscire da questo casino e non so come fare. So che non servirà a niente parlarne con Ludovica: lei mi darà della scema e mi spingerà a seguire il mio istinto, ma io non voglio. Devo ricompormi e smetterla di fare la stupida. Devo tornare a essere me stessa. Domattina telefonerò a Luca, ho assoluto bisogno di sentire la sua voce.

*  *  *  *  *

La giornata scivola senza intoppi, impegnati nelle valutazioni di un progetto che, lo sentiamo tutti, segnerà indelebilmente il curriculum di ognuno di noi. Entro sera ci siamo già amalgamati con il team svizzero, parlando spesso all’unisono per arrivare alle medesime conclusioni. Non potremmo essere più soddisfatti di così e sprizziamo entusiasmo da tutti i pori. Credo di non essermi mai sentita in questa maniera, sono soddisfatta di me stessa, sono fiera di quello che sto facendo, sono felice. Tutti i problemi sono passati in secondo piano, presa come sono dai rapporti di lavoro che filano meravigliosamente. Prima di cena andiamo a farci una doccia ristoratrice, pronti per un’altra serata piacevole. Questa volta Moos non ci sarà, preferendo lasciare il testimone ai giovani che, credo, ci porteranno a ballare. Non sto più nella pelle, sono secoli che non metto piede su una pista da ballo. Credo persino di non esserne più in grado… e poi mi viene in mente che non ho portato le scarpe adatte. Chiamo la Ludo con il telefono interno: ho bisogno di un aiuto psicologico, immediatamente. Si presenta già vestita e decisamente perfetta.

– Cavoli, Ludo… che schianto! Avanti, dimmi a chi stai puntando: non fai mai niente per niente, tu. Chi è il fortunato?

 La risatina di intesa che sento non mi lascia dubbi: è partita per la tangente. Sicuramente si tratta di quel bel biondino al quale è stata appiccicata durante tutta la cena. Meno male che abbiamo avuto la bella idea di prendere due camere separate, io e lei, perché non mi sarebbe andata proprio giù di passare metà della prossima notte seduta al bar dell’albergo a sorseggiare camomilla!

– Cosa stai facendo, non ti vesti? – chiede entrando. – E non dirmi che non sai cosa metterti perché, giuro, te lo infilo a forza quel vestito! 

-Quale? – borbotto a mezza voce. Lo sguardo assassino che mi lancia mi suggerisce di non fare finta di nulla. Vado all’armadio e sfilo dalla gruccia l’abitino nero.

– Vieni, che ti sistemo io. Dove hai i trucchi? 

Mi siedo sul bordo della vasca e mi lascio andare alla sensazione di essere in un mondo tutto mio, come in una favola. Davide oggi è stato veramente gentile, ci ha affiancato tutto il giorno, mostrandoci ogni dettaglio e chiarendo i nostri dubbi con competenza.  Appena pronta mi guardo allo specchio. Caspita quasi non mi riconosco… certo che Ludovica ci sa proprio fare!

– Il rossetto è… troppo rosso. Ne tolgo un po’- dico titubante, guardandola di sottecchi.

– Dovrai passare sul mio cadavere, tesoro! Non vedi che sei uno schianto? Abbi fede, sai che so il fatto mio, fidati. 

Effettivamente non posso dire che non abbia ragione. L’immagine riflessa nello specchio è di una ragazza decisamente attraente, con un corpo niente male e due gambe da urlo. Sotto l’abito ho indossato un bustino, di quelli allacciati sulla schiena, che mi modella alla perfezione. È uno di quegli acquisti impulsivi dettati dall’euforia della mia folle personal shopper/insostituibile amica, lasciato ad ammuffire per mesi in fondo all’ultimo cassetto del comò, ancora chiuso nella sua scatola.  Non sono mai stata tipa da lingerie, anche se ammetto che mi piacerebbe esserlo. Forse avrei bisogno di qualcuno che mi dia il “la”, ma Luca non è quel tipo d’uomo, né mai lo sarà. Devo dire, però, che sentirmi fasciata in questo modo mi fa sentire più bella, direi quasi sexy, e questa percezione si propaga in tutto il corpo, dandomi dei brividi profondi. La sensazione si amplifica quando vedo la reazione di Davide al mio arrivo. Il suo sguardo ammirato mi scivola addosso, in modo sensuale e la sua bocca socchiusa inspira aria con lentezza: me ne accorgo dal petto che si alza sensibilmente sotto la giacca stretta.

– Sei bellissima – mormora, prendendomi una mano. Il suo bacio questa volta indugia un po’ più a lungo sulle mie dita e io non posso fare a meno di socchiudere gli occhi.

– Andiamo, ragazzi, ho una fame da lupo! 

Paolo interrompe quell’interminabile istante magico, facendoci tornare brutalmente alla realtà.

Il locale è completamente diverso da quello di ieri, molto più moderno e trendy, veramente piacevole. All’ingresso, però, pare che non trovino la nostra prenotazione. Dopo qualche minuto di accesa discussione, Davide esplode alzando la voce in maniera veramente fuori luogo. Mi sento osservata, stiamo diventando lo zimbello del locale, dove ormai tutti hanno smesso di parlare per seguire con interesse i fatti nostri. Non mi sento assolutamente a mio agio e cerco di attirare l’attenzione di Davide per calmarlo un po’. Per fortuna arriva il direttore che mette fine a questo delirio.

– Mi spiace, signor Altieri, vedo di risolvere subito l’increscioso intoppo. Prego, seguitemi da questa parte. 

Magicamente compare un tavolo, e in maniera altrettanto prodigiosa sul tavolo compare una bottiglia di Dom Pérignon “offerta dalla casa”. Davide osserva la bottiglia e storce il naso.

– Potevano fare di meglio – sibila a denti stretti.

– Ti prego, va benissimo così, è anche troppo. Mettiamoci seduti – interviene con decisione Ludovica, evidentemente anche lei non ama queste scenate. In silenzio ci mettiamo tutti seduti. Io sono tesa, molto tesa; già non sopporto di stare al centro dell’attenzione in situazioni normali, figurarsi poi in frangenti simili. Mi alzo e mi avvio verso la toilette, ho bisogno di recuperare la mia compostezza, e vedo Ludovica che mi segue a ruota.

– Che problemi ha quel pirla? Non si è reso conto di aver fatto una scenata? Merda che figura, non credevo ai miei occhi. 

Io non posso darle torto, effettivamente ha esagerato.

– Però alla fine hanno trovato il tavolo… – tento di dire.

– Non provare a difenderlo, ragazza! 

Taccio e mi sistemo i capelli guardandomi allo specchio.

– Sono a posto, sono perfettamente a posto – mi dice poi, già dimentica della sua rabbia. – Non ti è bastato lo sguardo che ti ha dato? Cosa pretendi, di fargli venire un infarto? Vai, forza che ci aspettano. 

Mi rendo conto in quel momento di non aver telefonato a casa. Mando avanti Ludovica e tiro fuori il cellulare, inghiottendo i sensi di colpa.

– Ciao, mamma, come vanno le cose? – chiedo titubante quando sento la voce di mia madre.  

– Benissimo, tesoro, le ragazze stanno guardando la televisione e io intanto sistemo la cucina. Tu come ti trovi, tutto bene?

– Sì, bene, anzi benissimo. Vedessi il progetto, mamma, è la fine del mondo. Luca? 

– È fuori, aveva una conferenza su… la corona ferrea, mi sembra, o qualcosa del genere. 

Cavoli che palle! Be’ sicuramente mi sto divertendo molto di più io, stasera. Scambio qualche altra battuta e attacco, rincuorata. Tornando al tavolo mi rendo conto che l’atmosfera si è ridimensionata fino alla normalità. Stanno ridendo per una battuta della bionda-scaricatrice-di-porto che, ho scoperto, è veramente simpatica. Si occupa del reparto marketing e questa sera ha portato con sé anche la sua fidanzata. 

– Anne ci ha spiegato a modo suo perché Daniel non è fidanzato! 

La risata che segue mi lascia intuire che sia meglio non sapere altro. Faccio per sedermi ma una mano mi prende con decisione e mi trascina dall’altra parte del tavolo, così mi trovo accanto a Davide.

– Non ti dispiace, spero – mi sussurra.

– Ehm, no… certo che no… è uguale, per me – rispondo arrossendo. 

Il sorriso malandrino che vedo comparire sul suo volto mi lascia intendere che non l’ha bevuta. Prendo una tartina, che nel frattempo si è materializzata sul mio piatto, e abbasso lo sguardo. Il mio disagio ha vita breve, per fortuna. In poco tempo stiamo ridendo tutti come matti, Anne è una forza della natura e la sua allegria è assolutamente contagiosa. 

– Andiamo a ballare, ragazzi? – dice qualcuno concretizzando il momento tanto temuto. Io declino l’invito con una scusa barbina, ma Davide non sente ragioni e mi trascina in pista. Tra la musica e un paio di bicchieri, forse tre, di champagne mi gira un po’ la testa, così decido di andarci piano; questi tacchi alti, inoltre, non sono certo il massimo della vita e temo di avere già un paio di vesciche sotto ai piedi. Ludovica si muove in modo magnifico, devo ammetterlo, e quando è accanto a un uomo che le piace, poi, dà il meglio di sé. Davide non mi toglie gli occhi di dosso, facendomi andare il viso in fiamme, e balla così vicino da trasmettermi il calore del suo corpo. E che corpo! Non solo è divinamente bello, ma si muove in maniera tale da farmi contorcere le budella. A un tratto mi afferra e comincia a volteggiare in pista, così sono costretta ad abbandonarmi totalmente ai suoi movimenti. Mi sento persa. Quando si calma e riprende un ritmo più tranquillo io cerco inutilmente di staccarmi da lui, che continua a muoversi con una mano piazzata con decisione all’altezza delle mie reni. Il pollice mi accarezza la schiena, lentamente, mandandomi in tilt. Ho il respiro corto e purtroppo sono convinta che lui se ne sia accorto. Avvicina il viso al mio e mi sfiora la guancia con il suo naso, ripetutamente, poi accosta le labbra al mio orecchio e scende sul collo, dove lascia una scia di minuscoli baci.

– Davide, ti prego, no… non posso, ti prego, smetti. 

Non ci pensa nemmeno e io, pian piano, avverto la voglia di lottare che abbandona la mia mente. Non mi sentivo così bene da una vita e in realtà non voglio assolutamente che smetta. Il mondo fuori da noi è scomparso, non riesco a percepire nemmeno più la musica. È come se fossimo soli, nel deserto. Sollevo lo sguardo e lui mi bacia, sfiorandomi appena la bocca. Il cuore mi esplode in mille pezzi e so di essere perduta. So di essere sua. Irrimediabilmente.

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Siete pronti a perdervi nel mondo di Maddalena?
Cliccate qui!

Naty&Julie ❤

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