A tu per tu con: Giovanna Capizzuto!

Ciao Giovanna!
Innanzitutto davvero complimenti: scrivere un libro su un tema come quello del tradimento non deve essere stato affatto semplice e tu, con la tua bravura, sei riuscita a trasmettermi emozioni e sensazioni che non pensavo possibili conoscendo la tematica del racconto!
Appena ho finito di leggerlo ero piena di curiosità, avevo mille “Perché?” “Come mai?” che mi frullavano in testa…
Ecco quindi 10 domande tutte per te! 🙂

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1. Giovanna, il tuo libro racconta di un matrimonio andato male, di un tradimento e di un nuovo amore, una “Nuova vita”. All’inizio del romanzo dici che hai iniziato a scrivere questa storia perché ti sei imbattuta più volte in situazioni “analoghe”… Che sensazioni ti ha dato scrivere questo libro?
Che cosa hai provato non appena hai scritto l’ultima parola del racconto?

Prima di iniziare, vorrei dirti grazie! Grazie per i complimenti qui sopra e grazie per la tua recensione che mi ha emozionato da morire!

Ora, per rispondere alla tua domanda, non è stato facile. Per riuscire a scrivere devo calarmi completamente nella storia, la vivo in prima persona. Ci metto tutta l’anima quando scrivo un romanzo, anche perché sono certa che altrimenti l’eventuale lettore non riuscirebbe a sentirsi coinvolto. Questo significa che, a volte, ho rischiato di tirare una traversa a mio marito prima di rendermi conto che lui non era “Ivano”. 😉
Ho sofferto da cani nello scoprire il tradimento del marito di Beatrice, ho avuto paura che morisse in alcune occasioni e ho temuto per la vita dei suoi figli come se fossero i miei.
E poi mi sono emozionata come un’adolescente nello scoprire che, nonostante la delusione, lei potesse essere ancora in grado d’innamorarsi e soprattutto che, nonostante l’età, i chili di troppo e tutto il vissuto, qualcuno potesse essere interessato a lei! E non un qualcuno qualunque, ma uno schianto d’uomo!
Quando ho messo la parola fine al romanzo, mi sono sentita felice, soddisfatta, ma dopo un’ora sentivo la mancanza di tutti i personaggi (o quasi): mi mancava Bea, mi mancava Serena, ma soprattutto mi mancava Leo!

2. Raccontare storie come questa non è facile, soprattutto perché parla di quotidianità: niente uomini assurdamente ricchi, niente jet privati, niente multinazionali, cosa che personalmente ho apprezzato tantissimo. Questa scelta pensi che abbia rappresentato anche un rischio per quanto riguarda il riscontro con il pubblico? Se sì, perché?

Ohhh… suppongo io debba essere sincera, quindi: sai che non mi sono nemmeno posta il problema? Io scrivo perché amo farlo non per cercare di vendere più copie possibili.
Scrivo di ciò che conosco, le storie che narro hanno spesso una base di partenza reale (e purtroppo non vivo in mezzo ai miliardari 😉 ).
Spero che ciò che scrivo trasmetta delle emozioni, che lasci una traccia nel lettore e, ovviamente, mi auguro ch’egli sia talmente colpito dal romanzo da parlarne bene e convincere altri lettori a leggerlo. Non ho mai pensato al fatto che ambientarlo in una “casta” diversa mi avrebbe permesso di raggiungere un maggior numero di lettori, probabilmente perché non è quello a cui miro.
Non fraintendermi: spero che i miei libri abbiano successo, ma non sarei capace di scrivere qualcosa solo perché fa tendenza per accaparrarmi più vendite. Scrivo per passione, poi se un domani dovesse arrivare il successo, ben venga! 😀

3. Parliamo un po dei personaggi… Beatrice è una donna “standard”: niente corpo da urlo, niente occhi da gatta o atteggiamento super sexy. Come hai creato questo personaggio? C’è qualcuno a cui ti sei ispirata?

Spero di non risultare troppo ripetitiva: per scrivere devo essere in grado di immedesimarmi totalmente con la protagonista (anche se non sempre lei si comporta come farei io nei suoi panni!) e quello che scrivo ha una netta relazione con la vita che conduco.
Francamente non conosco nessuna femme fatale. Conosco molte donne belle, alcune più di altre, ma nessuna bomba sexy, quindi mi sarebbe risultato difficile calarmi nei panni di una donna simile. Sinceramente, penso di essermi ispirata, in questo caso, alla donna che vorrei essere…

4. Ivano, invece, è il classico uomo provolone che non ha saputo cedere alla tentazione e, codardo, nega persino l’evidenza. Questa interpretazione del personaggio è stata voluta, cercata, o pensando ai tradimenti è venuta fuori dalla penna spontaneamente?

Ivano è l’uomo medio, purtroppo. Statisticamente, sembra che quasi il 50% delle persone tradisca il proprio partner. Io spero con tutto il cuore che ciò non sia vero, ma negli ultimi anni ho avuto modo di riscontrare la veridicità di tale affermazione in quanto sono venuta in contatto con molte donne tradite dal proprio compagno (e io abito in un paesino di sole tremila anime!).
Ho studiato attentamente il personaggio di Ivano, basandomi sui racconti di amiche o su vicende successe a me in gioventù; non volevo che fosse una cattiva persona, ma solo un uomo debole incapace di affrontare le conseguenze del suo errore. Un uomo sostanzialmente immaturo che, invece di reagire da uomo e ammettere la propria debolezza, scarica la sua frustrazione e le sue paure sulla moglie e sui figli.

5. Leonardo… Beh, non è il classico principe azzurro ma sicuramente il classico ragazzo che ogni madre si augurerebbe per la propria figlia! Che cosa ti ha spinto a far nascere una storia d’amore tra due personaggi, a mio avviso, un po lontani?

No, infatti. Anche Leonardo è un uomo comune. Un uomo che ognuna di noi potrebbe incontrare sul suo cammino (lo auguro a chiunque). È un uomo attento, premuroso (soprattutto nei confronti di Beatrice) ma al contempo è passionale, determinato. Il tutto tenuto insieme da un fisico da urlo e un’intelligenza acuta… no scusa, mi correggo: non può essere un uomo comune. È un sogno!
Beatrice e Leonardo hanno in comune ben poco a parte l’arguzia e la bontà d’animo, forse solo la forte attrazione fisica ma, per citare Charlie Brown “Ti sbagli: non è vero che non possiamo stare insieme perché siamo troppo diversi. Possiamo eccome. In fin dei conti non si completa un puzzle con tutti i pezzi uguali”.

6. In “Nuova vita” nulla è lasciato al caso: la relazione madre-figli viene trattata con riguardo e rispetto. Perché questa scelta?

Forse perché sono mamma e ho riversato su Beatrice i miei timori e i sentimenti che provo nei confronti dei miei figli. Io vivo la storia a 360°, parlo con i personaggi e aspetto le loro risposte. Interagiamo, ci confrontiamo e spesso i miei personaggi fanno di testa loro senza rispettare la mia scaletta e allora litighiamo anche (sì, forse sono un po’ pazza).
Ma come potevo non interagire con coloro che io ritengo essere le persone più importanti nella vita di una mamma?

7. Nella storia non mancano certo i colpi di scena e situazioni pericolose… Come nascono queste vicende? C’è qualcosa o qualcuno da cui hai preso qualche spunto o è tutto frutto della tua fantasia?

Ecco, questo è solo frutto di immaginazione. All’inizio, quando ho creato la traccia iniziale, questa parte non c’era. Rileggendo il romanzo, sentivo che mancava qualcosa e, una notte, ho avuto l’illuminazione. Credo siano le scene che ho faticato di più a scrivere, proprio perché non avevo nessun appiglio reale ma solo vaghe idee dovute ai film che guarda mio marito in tv…

8. Ho letto dalla tua biografia che hai scritto altri libri dal genere diverso da quello di “Nuova vita”… Quale senti più tuo? In quale ti senti più a tuo agio, più te stessa?

Bella domanda. Il primo libro che ho pubblicato, Shocking Girl, è un fantasy, quindi non mi ci ritrovo proprio. L’ultimo, Adolescenza Infranta, è una storia vera e la protagonista ha appena quattordici anni, quindi rimangono Nuova Vita e Amore Violato. Credo che Nuova Vita mi appartenga di più, non perché sia la mia storia, ma perché mi allineo di più con Beatrice.

9. Una domanda che, forse ,chi ha letto “Nuova vita” come me si sta ponendo: avremo il piacere di leggere qualcos’altro sulla bellissima storia nata tra Beatrice e Leonardo?

Sai che me lo hanno chiesto in tanti? Mi piacerebbe accontentarvi, ma rischierei di rovinare un cerchio perfetto… non vorrei “strafare”. Magari potrei usare Wattpad o qualche sito apposito per pubblicare dei brevi racconti, solo per sapere come stanno i nostri amici (d’altronde mancano anche a me e vorrei sapere cosa mi combinano!)

10. Giovanna, alla fine ringrazi chi già ti conosceva e ha letto il libro proprio per questo e chi invece ha letto il tuo romanzo per la prima volta… Beh, lasciami dire che sono io che ringrazio te per questa bellissima storia!
Quindi ultima domanda: a quando il tuo prossimo capolavoro? 😉

Come direbbe mio figlio: Santa Polenta che emosssione! ❤ ❤ ❤
Dunque, c’è già online un altro libro, uscito poco dopo Nuova Vita, ma la vicenda è piuttosto dura da digerire. S’intitola Adolescenza Infranta ed è una storia vera che ho voluto pubblicare perché detesto le ingiustizie: sono contro la violenza in generale, e sulle donne (sulla quale ho già scritto un romanzo) e le ragazze in particolare. Il romanzo infatti affronta il tema della violenza sui minori; è un po’ crudo ma spero, nel mio piccolo, di poter fare la differenza, anche se solo per le poche ragazze (o le loro madri) che lo leggeranno e magari sapranno cogliere per tempo i segnali giusti.
Se invece volete qualcosa più sul genere Bea&Leo, siamo in lavorazione ma non ho ancora una data certa… posso darvi i nomi, però: Greta e Tiziano sono già sulla buona strada… 😉

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Grazie infinite per il preziosissimo tempo che hai dedicato a Notting Hill Books!
Edna ❤

Grazie a te, è stato un vero piacere. A presto e un caro saluto a tutte le Notters! 😀
-Giovanna.

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