Gli autori di Notting Hill Books: “Sarah Iles”!

Ciao Notters! 🙂
Oggi siamo felici di presentarvi una nuova sezione del nostro blog, una sezione che nasce per dare agli autori un giusto spazio interamente dedicato alle loro opere, che ha lo scopo di essere un’immensa rubrica digitale in cui i lettori possono cercarli per nome e trovare in un unico articolo i loro lavori.
Una rubrica che nasce anche con l’obiettivo di essere una bacheca delle promozioni, un posto in cui gli autori possano arrivare e appendere, come su di un’immensa bacheca di sughero, le offerte dei loro libri.

Ad aprire le porte di questa (speriamo florida sezione :p) è SARAH ILES con i suoi due romanzi.

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L’AUTRICE: SARAH ILES

 

Sarah Iles vive in Sicilia. “In punta di piedi” è il suo primo romanzo Young adult.
Ama scrivere, leggere e dipingere, è giudice in contest letterari e nel 2013 ha scritto la sceneggiatura del lungometraggio “Libera me”, pellicola indipendente che ha vinto il “Los Angeles CineFest” ed è stata selezionata per le terne vincenti di prestigiosi premi internazionali.
Ha pubblicato: “L’amore nel pozzo” (365 storie d’amore-Delos book 2013); Gente che scrive per (racconto-Gente che scrive per, 2013); Kalyel (Qui dove camminano gli angeli-David and Matthaus 2013); In punta di piedi (David and Matthaus 2013, cartaceo); É da te che verrò (Amazon 2015).

Come contattarla:
http://sarahilescrittrice.tumblr.com/
https://www.facebook.com/sarah.iles.1044
https://www.facebook.com/inpuntadipiediofficial/

 

I SUOI ROMANZI

 

239 IN PUNTA DI PIEDI (_grimm_)

TITOLO: In punta di piedi
AUTRICE: Sarah Iles
EDITORE: Self-Publishing
SERIE: Pasticcino Blu #1
DATA PUBBLICAZIONE: 10 Febbraio 2016
FORMATO: eBook/Cartaceo
PAGINE: 76
PREZZO: € 0,99/€ 12,59 (Gratis su KU)
LINK PER L’ACQUISTO: QUI

 

 

SINOSSI

“Sono alla perenne ricerca di equilibrio per la mia posizione nel mondo. Forse più semplicemente tutto dipende dal fatto che i miei desideri sono così fragili e incostanti che vorrei che qualcun altro lottasse per realizzarli al posto mio, ma so, purtroppo, che questa è solo la favola insulsa di chi, come me, ha paura, paura, a volte, di affrontare la vita.”
Anna vive la sua vita insieme al padre, Gabriel, e al suo amato cane Click. Cerca di confondersi nella nebbia di Londra e esprime le sue emozioni solo attraverso la danza.
Il giorno del suo diciassettesimo compleanno incontra per caso Romeo e da quel momento tutto cambierà.
Mentre, in punta di piedi, Romeo entra nella sua vita, Stuart irrompe con audacia e passione e il cuore di Anna vibrerà con palpiti differenti per i due ragazzi e sarà allora che la vita metterà a dura prova il suo animo.
Tutto si trasformerà e la dolce Anna non sarà più la stessa.

“Il mio cuore ha egli amato prima d’ora?
Smentitelo, occhi miei!
Poiché io non avevo mai veduta,
fino a questa notte, la vera bellezza.”
Romeo e Giulietta – W. Shakespeare

NOTTING’S NEWS!

A breve ci sarà la nuova versione cartacea… per adesso on line si trova la versione cartacea a cura della precedente casa editrice.

ESTRATTO

“La mia ordinarietà ha cominciato a cambiare un giorno come un altro, forse quando mia madre ha smesso di venire a trovarci, per fortuna.
Ho cominciato a diventare un tipo “diverso”, ha detto la mia insegnante a mio padre e così lui mi ha mandato da mia madre: «Vai da lei, sicuramente ti mancherà».
Ma cosa avevo fatto di sbagliato?
Avevo smesso di avere il massimo dei voti e mi accontentavo della media, perché sforzarsi? Avrei avuto tutto lo stesso. Avevo perso la smania di essere perfetta nell’attesa che si producesse, come per magia, un sorriso dalla faccia di mia madre.
Ricordo che all’età di sei anni mi aveva fatto vedere cosa significa diventare adulta e autonoma, cioè prepararsi perfettamente ogni giorno per il giorno seguente. Così ogni sera il rito prevedeva che io mettessi i vestiti puliti, che avevo intenzione di indossare l’indomani, perfettamente piegati sulla sedia della mia camera, che lustrassi la scrivania e mettessi i libri impilati in ordine di grandezza.

Le scarpe appaiate sotto la sedia mi davano l’idea di essere incatenata da un vincolo stretto a cui non avrei potuto sottrarmi, eppure ero lì pronta ogni sera a fare il mio do-
vere solo per cercare affetto.
Ho dovuto obbedire, ho messo le mie cose in una valigia e sono partita.
Il viaggio è stato come un lento farsi male. Al solo pensiero di stare lontano da casa, dalle mie abitudini, da mio padre, mi si stringeva il cuore. Eppure non avevo saputo dirgli di no, era pur sempre un suo desiderio e avrei fatto tutto per lui.

Guardare fuori dal finestrino del treno mi dava una leggera nausea ma non più di quella che mi venne quando si fermò e io capii di essere arrivata.
Alla stazione di Edimburgo mia madre, Lise, è venuta a prendermi insieme ad Amanda, una sua vecchia amica, anche lei trasferitasi a insegnare danza nella stessa accademia.
Anche io “faccio” danza e per tutti, tranne che per mia madre, ovviamente, sono brava. Durante gli otto mesi passati a Edimburgo, ho frequentato l’accademia, la Soul Dance. Gli otto mesi più brutti della mia vita. Finché un giorno, mentre mi dirigevo verso l’uscita per prendere la bici e andare a casa di Marcy, che quel giorno per via ella febbre non era venuta a lezione, qualcosa ha attirato la mia attenzione. In corridoio sono rimasta paralizzata.
Il cuore mi batteva in corpo come uno stantuffo veloce e sentivo le gambe pian piano diventare leggere, incapaci di sostenere il resto del corpo.
Vedevo quello che succedeva con la coda dell’occhio destro.
Tremavo.
Amanda baciava mia madre. Mia madre baciava Amanda.
Tutto era chiaro. Altro che amore per la danza, la mia adorata gracile madre danzatrice aveva lasciato la nostra casa per rincorrere il suo amore. Che schifo. Ho aperto la porta e le ho guardate. Hanno continuato per un po’ finché Amanda non ha visto la mia figura riflessa sullo specchio del camerino e ha staccato mia madre dalla sua presa.
«Posso spiegarti» mi ha detto. Ma cosa doveva spiegarmi? Che ho una madre lesbica?
Pace.La corsa in bici verso casa è stata la più veloce della sto ria della mia vita. Ho preso le mie cose e sono andata alla stazione per tornare a casa mia.

Il viaggio di ritorno è stato così strano da non saperlo descrivere. Ho pianto tutto il tempo e ho riso tutto il tempo.

Mia madre non ci aveva lasciato perché noi non andavamo bene, ma perché amava qualcun altro o altra, dovrei dire. Il pensiero mi confortava e mi deludeva, non avrei potuto stare un minuto in più in quella casa in cui io, misero uccello di un altro nido, mi ero infilata per sbaglio.
Sono scomparsa dalla sua vita e adesso sono felice di non vederla più, odio chi non ha il coraggio di dire la verità. Mio padre ha provato a chiedermi il perché e a farmi incontrare con lei, ma per fortuna è un uomo ragionevole.
«Lise, quando vorrà lei parlerete» le diceva tutte le volte che telefonava. Non ho ben capito se mio padre sapesse la verità, ma il fatto che i suoi giorni scorrevano sereni mi faceva pensare che solo io e Click non fossimo al corrente della cosa.”

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211 E' DA TE CHE VERRò (_grimm_).jpg

 

TITOLO: E’ da te che verrò
AUTRICE: Sarah Iles
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 23 Dicembre 2015
FORMATO: eBook
GENERE: Romance
PAGINE: 162
PREZZO: € 1,99 (Gratis su KU)
LINK PER L’ACQUISTO: QUI

 

“Tutto si trasforma, ma probabilmente solo dopo essersi distrutto.”
Sarah Iles

SINOSSI

Helèna Campbell seduta alla sua scrivania si sfila le Chanel nere e si sgranchisce le gambe in attesa che qualcosa cambi. Proprio in quel giorno il destino la ascolta e il cuore sussulta quando Nick Richardson, suo fidanzato per undici anni di fila, varca la soglia del suo ufficio.
Dovrà mettercela tutta per non incontrarlo, per evitarlo e far finta che non sia successo niente, che il loro passato non si esistito. Era già scappata troppe volte.
I cinquanta metri che dividono i loro uffici sembrano troppo pochi per Helèna che escogiterà ogni modo per non farsi notare.
Quando la bella Zoe Clarks, proverà a mettere le mani su Nick, qualcosa sembra venir fuori dall’animo di Helèna, qualcosa si risveglia, ma dovrà tenere a bada le avances di Jonah Miller e scoprire chi è il mittente dei bigliettini d’amore che riceve misteriosamente in ogni dove.
Sullo sfondo di New York, tra letture e sedute dallo psicologo, la tenera Helèna tenterà di non cedere all’amore per Nick per salvarlo da quello che lei non potrà mai dargli.

ESTRATTO

«Perché sei di nuovo qui?» chiese Kristen togliendosi gli occhiali.
«Perché sei la mia psicologa e la mia migliore amica» ribadì Helèna.
Kristen abbassò gli occhi verso le pagine gialle del suo quaderno degli appunti e sospirò.
Fare la psicologa non era semplice, tanto meno essere amica di Helèna. I suoi appuntamenti dovevano ancora cominciare, ma lei conosceva per filo e per segno tutti i suoi orari ed eccola lì a implorare una nuova seduta.
Kristen aprì il cassetto destro della scrivania e tirò fuori una scatolina rettangolare. Cercò per qualche secondo e poi porse un biglietto a Helèna. «Tieni» disse in tono consolatorio. «Cos’è?»
«È l’indirizzo dello studio di un amico. Psicologo. Helèna, tu non riesci a scindere la mia figura professionale da quella della tua migliore amica e io non posso più aiutarti. Va’ da lui e digli che sono io che ti mando.»
Helèna prese il biglietto da visita e lo fissò. «Sono proprio senza speranze, vero?»
«No, tesoro» disse Kristen e si alzò per andare ad abbracciarla. «Hai solo bisogno di volerti più bene.»
A denti stretti Helèna annuì, anche quella le sembrò una sconfitta. Kristen le tirò su il volto e glielo strinse tra le mani.
«Facciamo così, tu vai a lavoro, io chiamo il dottor Harris e prendo un appuntamento per te.» Gli occhi di Kristen si fecero seri, divennero tristi. Sentire il volto di Helèna appoggiato al suo ventre e percepirne la stanchezza era una debacle anche per lei. Non era in grado di aiutarla. Ne prendeva atto ancora una volta. Ricordava la sua prima seduta. Si era tuffata sul divano in pelle color cuoio e lei si era armata di pazienza, animo e una buona dose di ottimismo.
La migliore riuscita di un iter dallo psicologo dipende però anche dalla collaborazione del paziente, ma Helèna non collaborava, utilizzava Kristen come una valvola di sfogo, un calderone dentro cui bollire e ribollire tutte le sue paure, i rimpianti, i rimorsi e se stessa.
Non c’era un problema, un unico problema, ma tanti. Non c’era un’unica paura, qualcosa di concreto contro cui combattere, perché Helèna tentava disperatamente di combattere contro una sé che non esisteva, che era stata creata per gli altri, una nebbia densa che si posava su tutto, ma che non rimaneva mai nello stesso posto.
Quando si chiuse dietro la porta dell’ufficio di Kristen dovette sforzarsi di mettere i piedi uno avanti all’altro e fare la cosa più naturale, camminare. Era una di quelle volte in cui la paura aveva il sopravvento e il corpo le diventava rigido, tremava e sentiva freddo, un gelo che le si schiudeva dentro, come fosse parte di lei e potesse uscire allo scoperto dentro la sua carne. Tentava di scrollarselo di dosso con movimenti inconsulti, piegamenti e stiramenti, ma il più delle volte finiva per conviverci.
In ufficio Helèna non riuscì a rilassarsi, aveva bisogno di sfogarsi e solitamente parlare con Kristen la aiutava, ma la seduta non aveva avuto l’esito che sperava, era stata sballottata dalla sua migliore amica verso qualcuno che non conosceva.
Sentiva che era uno di quei giorni in cui il cuore le si riempiva facilmente e le lacrime non la smettevano di venir fuori. A fatica le tratteneva. Capitava che senza un motivo preciso, senza una spiegazione, il suo umore fosse proprio sopra un’altalena, e su e giù le impediva di trovare equilibrio. I collant le davano fastidio, come i suoi pensieri. Si sfilò le Chanel nere di vernice e sgranchì le dita dei piedi. Rabbrividiva all’idea di dover ricominciare le sedute da un nuovo psicologo e mettere su un piatto d’argento i suoi segreti.
Ripensò al suo primo psicologo, tale Jackson Hoover, che la guardava attraverso i suoi occhialini griffati, le faceva qualche domanda di tanto in tanto e scriveva sul suo taccuino, scriveva come se lei fosse la sua musa ispiratrice e non una semplice paziente. Degli altri, invece, rammentava solo che le avevano spillato soldi a palate senza darle conforto o rimetterla in piedi. Poi era arrivata Kristen, con la sua laurea in psicologia e il suo master da venticinquemila dollari, e aveva creduto di potersi salvare.
Aprì la posta elettronica e rispose ad ogni singola mail che Neil, il suo collaboratore, le aveva messo in evidenza. Riusciva a dare risposte concrete e corrette a tutti, risolvere problemi, tranne che i suoi. Tra tutte le mail trovò quella di Kristen che le ricordava l’appuntamento dal dottor Harris alle 17.00. Lesse ancora una volta il bigliettino da visita e sospirò all’idea di dover andare. La mail di Kristen si chiudeva con una incitazione a farsi seguire dal dottor Harris. Probabilmente era qualche guru anziano della psicologia che le avrebbe fatto un elettro shock con lo sguardo e l’avrebbe rimessa in sesto, pensò.
Era l’ultima cosa che le restava da fare. Sorrise per il suo pensiero sciocco.
La porta del suo studio si aprì. «Helèna, buongiorno, ti presento Nick Richardson, il nostro nuovo supervisor» tuonò Donald Moore. Moore era un uomo tutto d’un pezzo, non amava i convenevoli e non si faceva mai annunciare. Era un capo buono, ma fermo nei suoi convincimenti.
«Te lo avevo detto che avrei fatto il colpaccio e ci saremmo portati a casa un vero leader del settore delle comunicazioni!» disse mentre si strofinava le mani. Helèna riprese a respirare e tirò il suo volto in un sorriso.
Si alzò, si aggiustò il vestitino e la giacca, e allungò il braccio per dare la mano al nuovo arrivato.

Due libri da non perdere, un’autrice da tenere d’occhio! 😉
Buona lettura!

Naty&Julie ❤

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