A tu per tu con: Tiziana Iaccarino!

Buongiorno Notters!
Come di consuetudine, il mercoledì scateniamo la nostra curiosità di lettrici accanite e tempestiamo di domande i nostri autori!
Oggi tocca a Tiziana Iaccarino, che mi ha deliziata con i suoi due libri “Non voglio che te” e “Lanty&Cookies”… Così diversi tra loro, mi hanno entrambi lasciato belle emozioni.
Siete pronti a lasciarvi incantare anche voi da Tiziana?
Allora leggere qui! 😉

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  1. Tiziana, “Non voglio che te” e “Lanty&Cookies” sono parecchio diversi tra loro. Come sono nate queste due storie?

    Comincio col ringraziarti per questa bella sorpresa dell’intervista.

    200a6oo“Lanty&Cookies” è una storia leggera, nata due anni fa in un momento in cui ero molto sola, i primi tempi in cui sono arrivata in Inghilterra, e avevo bisogno di ridere, di scrivere qualcosa che facesse compagnia e sorridere, in primis, me.
    Ecco come è nata Lanty. Avevo voglia di raccontare per la prima volta nella mia carriera (quest’anno sono 15 anni di carriera nel settore editoriale) di una donna moderna e divertente, non la solita eroina vittima delle difficoltà della vita, ma di una ragazza forte che ironizzava e superava gli ostacoli con grande ironia. Ecco come è nata Lanty.
    La storia venne autopubblicata per mia scelta (ma quando la stavo scrivendo, ci fu già un editore a chiedermi se potevo passargliela per valutarla, io rifiutai), è stata poco on line, malgrado la pubblicazione del seguito, perché volevo qualcosa di più. Mi venne l’idea di una serie a puntate da proporre a una casa editrice nuova, moderna, al passo con i tempi che avesse voglia di afferrare al volo questa sfida. La Genesis Publishing ha accettato l’idea e quindi ho firmato con loro, anche perché hanno deciso di realizzare il cartaceo dei libri che pubblicano, utilizzando la piattaforma Createspace di Amazon e credo sia un’ottima soluzione tra chi vuole essere seguito da una casa editrice e chi ama l’idea della modernità di questa soluzione, senza alcun costo d’investimento da nessuna delle due parti.

    “Non voglio che te”, invece, è una storia nata lo scorso anno e cresciuta in pochi mesi. Avevo voglia di una storia seria, forte, importante ed emozionale… e credo di esserci riuscita. Tengo a precisare che non è una storiella per tutti, non è leggera, ma piuttosto impegnativa, solo per veri lettori.

  2. In “Non voglio che te” la dolcezza e il dolore fanno da padrone alla storia, mentre “Lanty&Cookies” è un concentrato di ironia nonostante si celi un’amara realtà. Perché hai scelto di impostare in questo modo i due romanzi? In quale dei due generi ti senti più a tuo agio?
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    “Non voglio che te”, per chi mi conosce e ha letto anche altre mie opere, è simile nello stile linguistico e nella drammaticità dei sentimenti che si raccontano, a un’altra mia opera che venne recensita benissimo ovunque. Io sono un’autrice a cui piace raccontare nel dettaglio e in modo scorrevole, ma senza esagerare né in un senso, né nell’altro. Alcuni definiscono il mio stile retrò, ma per me è un
    complimento, perché ho un modo tutto mio di raccontare.
    Amo parlare d’amore in modo serio e quando lo faccio con passione, è naturale che nascano storie come questa.

    “Lanty&Cookies” è un’eccezione. È stata la mia prima commedia romantica. Non credo di essere una scrittrice umoristica, ma questa storia mi è nata di getto, con tutta l’ironia di cui sono capace nella vita reale. Io sono una persona molto ironica, ho la battuta facile e mi piace ridere e far sorridere. Non pensavo che mi venisse chiesto un seguito, e proprio grazie alle numerose richieste di chi l’ha letto, è nata l’idea del sequel “Lanty in love” che presto uscità in seconda edizione con la Genesis Publishing.

  1. Una cosa li accomuna: entrambi sono ambientati in Italia, precisamente Siena e Milano. Da cosa deriva questa scelta? Forse questi due luoghi hanno in qualche modo ispirato le tue due storie?

    Io amo tutta l’Italia. Sono napoletana, ma adoro viaggiare e sono sempre in giro. Confesso che mi piacerebbe vivere per un periodo a Milano. Tutti la raccontano come una città grigia e caotica, ma credo che abbia anche molti bei vantaggi e io guarderei a quelli.
    A Siena non sono mai stata, ma amo la Toscana e l’ho visitata svariate volte. Credo che, se potessi, passerei la mia vecchiaia in Toscana.
    Milano era la location ideale per una storia giovane, fresca, moderna e alla moda come per Lanty, mentre Siena è un piccolo centro che, a seguito delle mie ricerche, mi ha dato molto l’impressione di essere un borgo antico, in grado di ispirare storie d’altri tempi, quindi era l’ideale per una storia come quella di “Non voglio che te”.

  1. Veniamo ai personaggi… Sara e Lanty sono le protagoniste di questi due libri e sono, a mio parere, completamente diverse l’una dall’altra: Sara dolce e pensierosa, Lanty intraprendente e spiritosa. Come nascono dalla tua penna questi personaggi? È stata voluta la scelta di differenziarle in questo modo oppure è una distinzione nata da sé.

    Sara e Lanty sono due donne completamente diverse che vivono in storie e in tempi diversi. Non hanno nulla in comune, se non la voglia di essere felici e di lottare per la loro serenità. Credo che in ognuna di noi ci può essere una parte del carattere di Sara e una parte di quello di Lanty. Entrambe sono nate adattandosi alla storia della quale facevano parte e al contesto in sé.

  1. Per quanto riguarda i personaggi maschili, Lorenzo è il coraggio fatto a persona, mentre Marcello sembra che si nasconda dietro un dito anche se, entrambi, hanno qualcosa da farsi perdonare dalle loro donne. Come mai hai deciso di riportare questo aspetto in entrambi i libri?

    Lorenzo è un giovane ragazzo che ha sbagliato molto nella vita e fa il possibile per farsi perdonare, anche se poi, chi legge la storia, scopre che non è così semplice il suo intento.
    Marcello è un uomo di oggi, uno che si nasconde volentieri dietro le sue manie, che non insegue per forza le donne (e un motivo c’è, ma non ve lo dico), uno di quelli che, come oggi, guardano soprattutto ai loro affari che a quelli di chi sta loro vicino.
    Credo che gli uomini siano molto più distratti per natura, rispetto alle donne… più attente a tutto. Ed ecco che entra il gioco la possibilità che i primi debbano, in qualche modo, farsi perdonare qualcosa dalle seconde.

  1. Parliamo un po’ di te… Ho letto dalla tua biografia che ami l’arte in tutte le sue forme, infatti sei passata dal canto in tv, ai concorsi letterari, alle poesie e infine ai libri.
    Quale, tra queste tue passioni pensi che ti rappresenti di maggiormente o ti completi di più?

    Fin da bambina ho imparato ad apprezzare l’arte in tutte le sue forme. Mi affascinava la bellezza dei quadri, l’ingegno delle persone, mia madre amava cantare e voleva che io cantassi. Mi portò in un programma per bambini per farmi cantare, in una televisione locale a Napoli. Mi dissero che ero disinvolta davanti alle telecamere (avevo solo 5 anni) e voleva portarmi a un programma successivo, mi faceva ascoltare i suoi contatti con le radio etc… ma io amavo altri tipi di arte. Io disegnavo molto bene (qualcuno mi definì una “bambina prodigio”, poiché realizzavo ritratti in modo molto rapido e molto maturo). Ricordo che a scuola i professori mi raccomandavano di frequentare l’Accademia delle Belle Arti perché, a loro dire, era quella la mia strada. Ma io adoravo anche scrivere e nell’adolescenza mi sono cimentata con le prime poesie, partecipando a moltissimi concorsi letterari. Nel 2001 arrivai finalista al “Trofeo Internazionale Medusa Aurea XXIV Edizione”  indetto dall’Accademia Internazionale d’Arte di Roma” e da lì ho capito che non avrei mollato la presa. Amo l’arte tutta. Ho anche frequentato un’accademia d’Arte Drammatica, recitando presso i teatri più importanti della mia città, calcando palcoscenici su cui si esibivano grandi artisti. L’arte mi emoziona e mi rende viva e io mi sento di vivere per essa, in funzione e virtù di essa. Sacrifico molto della mia vita privata, perché fare arte per me conta più di molte altre cose e non ho una preferenza. Ho smesso di disegnare da molto tempo, ma se potessi ricomincerei anche domani.

  1. Com’è avvenuto il tuo “salto nel vuoto” con la scrittura?

    Avevo bisogno di raccontare. Di buttare su un foglio bianco le mie emoziomi, i miei sentimenti, ciò che provavo. Di farli vivere a una ragazza simile a me e così di raccontarli. È nato tutto da un bisogno primordiale di raccontare ciò che sentivo impellente da raccontare. Anche se ci si innamora per la prima volta, non puoi tenerlo per te, senti il bisogno di esprimerlo in qualche modo, di scrivere ciò che stai sentendo. È un’esigenza naturale, secondo me.

  1. Hai un luogo che prediligi per scrivere o che ti ispira di più? Ci sono o ci sono state persone che conosci che hanno ispirato i personaggi dei tuoi racconti?

    A me piace scrivere di giorno, soprattutto quando c’è il sole, magari innanzi a un bel paesaggio in un luogo tranquillo ma, allo stesso tempo, vivo, frequentato. Non mi piace chiudermi in uno studio con la faccia rivolta a un muro, anche la fantasia in quella situazione si sentirebbe in una sorta di prigione. A ispirarmi è la vita stessa, i viaggi che faccio, le mie esperienze di vita, i miei incontri, le conoscenze, le persone che conosco. Sono una che bada molto anche ai dettagli.

  1. Una curiosità: c’è un personaggio tra “Non voglio che te” e “Lanty&Cookies” al quale ti senti più legata? Se sì, quale?

    Nella storia “Non voglio che te” mi sento legata a Sara. Lei è una giovane ancora troppo ingenua anche se combattiva, vuole ribellarsi alle convenzioni e alle regole imposte dal suo tempo. Io mi rispecchio molto nel suo carattere.
    E in “Lanty&Cookies”… beh, direi che il mio sogno sarebbe diventare allegra e piena di risorse come Lanty, una donna veramente con la d maiuscola, moderna, di grande intelligenza e talento, di sensibilità e bellezza, ironia e intraprendenza. Una donna d’oggi a tutti gli effetti.

  1. Tiziana, che dire… Non vedo l’ora di leggere le altre avventure di Lanty! 🙂
    Puoi svelarci qualcosa di più sul secondo libro della serie che uscita a breve?

    Nella seconda parte posso solo anticiparti che Lanty, finalmente, si innamorarerà, ma non dico di chi e in che modo, ma vi divertirete a leggere il seguito, ancora più romantico della prima parte.

    Grazie infinite per questa bella intervista!


    Un immenso grazie a Tiziana Iaccarino per la disponibilità che ha dimostrato al nostro blog e per la genuinità che la contraddistingue. 🙂

    GRAZIE TIZIANA, IN QUESTO MONDO SEI UN ESEMPIO! ❤

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2 pensieri su “A tu per tu con: Tiziana Iaccarino!

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