Recensione di: “Buonanotte amore mio” di Daniela Volontè

Ciao Notters! 😊

Si sta finalmente avvicinando l’estate, il primo sole che abbronza, la crema sulla pelle, il mare, le passeggiate, la frutta estiva…Oltre a tutto questo però non può mancare un bel libro a farci compagnia ed è proprio per questo che oggi vi racconterò qualcosa in
più di “Buonanotte amore mio” di Daniela Volonté.

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TITOLO: Buonanotte amore mio
AUTRICE: Daniela Volonté
DATA PUBBLICAZIONE: 8 Gennaio 2015
EDITORE: Newton Compton Editori
FORMATO: eBook/ Cartaceo
PAGINE: 241
PREZZO: € 0,99/€ 4,99
LINK PER L’ACQUISTO: Buonanotte amore mio (eNewton Narrativa)

SINOSSI

Valentina Harrison lavora a Milano, in un’agenzia pubblicitaria internazionale. È intelligente e precisa, ma poco appariscente, per questo passa spesso inosservata. Non ha alcuna passione per i bei vestiti, i tacchi, le borse, lo shopping in generale e, pur amando la
città, preferisce vivere in un tranquillo paesino di provincia.

James Spencer, affascinante e snob, vive negli Stati Uniti. Quando un problema mette in crisi l’agenzia e lui viene convocato a Milano per risolverlo, i due, opposti in tutto, si conoscono. Il loro primo incontro si rivela un totale insuccesso: James è un uomo che cura l’aspetto fisico e la sciatteria di Valentina lo innervosisce, in più è burbero e le si rivolge con poco garbo. Lei, invece, è gentile, dolce e attenta ai piccoli ma essenziali gesti. Eppure, sin da subito cade vittima del suo fascino. L’obiettivo di James è salvare l’agenzia
dai guai in cui versa e, consapevole dell’affidabilità di Valentina, decide di coinvolgerla per raggiungere l’importante meta professionale. Ma questa collaborazione forzata farà assumere al loro rapporto sfumature davvero inaspettate…

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!***

Valentina Harrison, James Spencer e la famosa legge fisica de “gli opposti si attraggono”.

Se dovessi riassumere in una manciata di parole questo libro vi direi esattamente questo ma ormai mi conoscete e sapete che il dono della sintesi non è esattamente la mia prima virtù quindi partiamo dall’inizio. 😉

Ragazza semplice, anticonformista, insicura, brillante nel lavoro e riservata nelle relazioni lei; forte, sicuro di se, irresistibile e “sciupa femmine” lui.
Due caratteri diversi, due mondi paralleli, un atteggiamento diverso alla vita ma non al lavoro.
Valentina e James si troveranno infatti a lavorare a stretto contatto quando l’agenzia in cui lei lavora si troverà nei guai ed il bel Spencer verrà spedito dalla grande mela a Milano per salvare la situazione.

“Mi sto guardando allo specchio prima di uscire per andare al lavoro. I capelli sembrano una matassa marrone informe. Ieri sera ho usato uno shampoo lisciante, avrebbe dovuto fare miracoli, invece sono un disastro. Pace. A mali estremi, estremi rimedi: sono abbastanza lunghi da poterli legare. È il primo giorno di lavoro con il nuovo capo, vorrei dare l’impressione di una donna che sa il fatto suo, grintosa e preparata. Nell’armadio deve esserci qualcosa di adatto. Oddio, non è che ci sia molta scelta. Credo di essere nata con qualcosa in meno rispetto alle altre donne: odio fare shopping. Non mi piace comprare vestiti, scarpe, borse e non sopporto i gioielli. Ma in questi casi ne pago le conseguenze… Alla fine la scelta è quasi obbligata: il tailleur nero che mi ha regalato Marta qualche anno fa. Non credo che dal mio armadio si possa tirar fuori nulla di più elegante.
[Valentina]”

Ora immaginate un’assistente imbarazzata anche dalla macchinetta del caffè, un capo che invece sfoggerebbe sicurezza anche in boxer, sandali e calzini (esiste qualcosa di più orribile?), il lavoro di anni da salvare, poco tempo a disposizione ed un’infinità di informazioni da ricostruire.

A tutto questo aggiungete che James è sempre stato abituato a godere della compagnia di assistente avvenenti, tendenzialmente rifatte dalla testa ai piedi, con il sedere ad altezza spalle ed emotivamente disponibili e che la sua natura prevederebbe di finire a letto con quest’ultima nel giro di poche ore. Questa volta, invece, oltre a trovarsi migliaia di chilometri dal suo mondo, disperso nelle campagne varesine
, si trova a dover collaborare con un’assistente timida, insicura e per niente spigliata. Uh sì dimenticavo, neanche particolarmente curata… (Vi basti pensare che Spencer si rivolgerà a lei chiamandola Harry, si esattamente con un nome da uomo!!!)

“«La faccia entrare». Riaggancia, sbrigativo come sempre, poi mi guarda. «È arrivata la tua assistente». «Bene, non facciamola attendere». Qualcuno bussa alla porta. «Avanti», esorta Vic, alzandosi. Visto il gesto galante, mi pare il minimo imitarlo, dato che sarò a contatto con questa donna per molte ore al giorno. La porta si apre e una voce incerta si fa strada: «Buongiorno dottor La Blanche». Oh cazzo, non ci posso credere! E questa dove l’hanno pescata? «Buongiorno a lei, dottoressa Harrison, le presento il nostro nuovo acquisto, il dottor James Spencer». «Piacere dottor Spencer, sono Valentina Harrison», mi dice tendendomi una mano.
Rimango immobile per qualche secondo, poi guardo Vic, sorridendo. Sarà uno scherzo. Dal suo sguardo truce direi che non lo è. La ragazza ha ancora la mano tesa verso di me. Si è fatta rossa in volto. Perfetto, prima sembrava solo vestita in modo sciatto e ora pare un peperone con addosso un abito sciatto. Abbassa veloce la mano e inizia a fissarsi la punta dei piedi. Dio, cosa sono quelle? Scarpe? Ma nemmeno una nonna oserebbe tanto! Qui c’è lo zampino di mio padre. L’ho fatto talmente adirare con la storia di Linda, che ora mi ripaga mettendomi accanto un’assistente con la quale non ci proverò mai.
[James]”

Valentina dal canto suo è una ragazza sveglia e intelligente, con una grande passione per il suo lavoro e, a dispetto delle apparenze, tutt’altro che “ismita” ma anzi, furba e indipendente.
Ha un solo difetto, quello di non riuscire ad imporsi e farsi rispettare perché troppo presa dal lavoro da svolgere e dal buon senso  (o no?) di tacere.

Potrebbe esistere uno scenario più catastrofico per due persone destinate a lavorare insieme? Entrambi i nostri protagonisti si troveranno a vivere il loro incubo peggiore senza neanche aver mangiato pesante! 😀

Scopriremo in fretta nel corso della storia come la determinazione di James e la dedizione di Valentina li porteranno a scontrarsi e, al tempo stesso, a condividere momenti di quotidianità inaspettata, attimi di dolcezza imprevisti e a scambiarsi opinioni che si renderanno conto essere meno distanti di quanto pensassero.

“Continuo a fissare quel piccolo contenitore di ceramica. È solo un caffè.
Allora perché sono così stupito? Avvicino il vassoio, ma non trovo la bustina dello zucctumblr_nq69mpTU531s8plm7o1_250hero. 

Pace, lo berrò amaro. Invece mi sorprendo nel berlo: è poco zuccherato, proprio come piace a me. Le mie assistenti non mi hanno mai portato qualcosa di loro iniziativa. Non hanno mai anticipato una mia richiesta. Le bustine erano sempre tre, forse nella speranza di addolcire il loro capo.
È una perfetta collaboratrice o in una settimana ha già imparato a conoscermi tanto bene?
Delle due, la seconda ipotesi è quella che mi spaventa di più. 

[James]”

…e come siamo soliti dire “da cosa nasce cosa”.
Da uno sguardo un battito mancato, da un caffè leggermente zuccherato un’abitudine, da una paura un contatto.
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E’ semplicemente questo che accadrà tra Valentina e James: una continua e graduale scoperta l’uno dell’altro, di emozioni mai provate e del crescente bisogno di essere vicini, fisicamente o virtualmente, per avvertire la sensazione di essere al posto giusto.

Lo stile di Daniela è “wow!” 🙂
Un linguaggio fresco e pulito, uno stile brillante ed incalzante in grado di assumere, in pochissime battute, una sfumatura completamente diversa. La Volontè ha infatti la straordinaria capacità di giocare con le parole in maniera sublime: un momento il carattere del romanzo è leggero e spensierato, un attimo dopo invece si fa romantico e…caldo.
Probabilmente è facile pensare che la trama sia un po’ banale e inon ci troviamo di fronte ad una scelta di intreccio sconvolgente ma è altrettanto vero che sull’altro piatto della bilancia c’è una scrittura impeccabile, uno stile ben definito, un susseguirsi di eventi che impedisce al lettore distrazioni di qualsiasi genere.
E’ un libro che non ti lascia possibilità di annoiarti e dal quale difficilmente un lettore può staccarsi senza inveire contro qualunque essa sia la sua fonte di distrazione.

E’ il primo libro che leggo di Daniela Volonté ma ho l’assoluta certezza che non sarà l’ultimo 😉

P.S. Notters, quasi dimenticavo! Daniela vi saluta! 🙂

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Julie ❤


Buonanotte amore mio
(eNewton Narrativa)

 

 

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