Recensione di: “L’altra metà della mela” di Viviana Leo

Ciao Notters!  Bentornati e sì, mi siete mancati! 🙂

Iniziamo subito a recuperare il tempo perduto!
Oggi vi racconto il libro che ha segnato la fine del mio 2015, esattamente: l’ultimo libro dell’anno e posso dirlo con immenso piacere: è proprio finito col botto!

…Ora vi spiego perché e vediamo se sarete d’accordo con me ❤

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TITOLO: L’altra metà della mela
AUTRICE: Viviana Leo
EDITORE: Butterfly Edizioni
DATA PUBBLICAZIONE: Novembre 2012 (I edizione) – 06 Gennaio 2015 eBook
GENERE: Romance
FORMATO: eBook/Cartaceo
PAGINE: 102
PREZZO: € 0,99/€ 8,00

 

SINOSSI

Scuola superiore di Beside City. E’ il primo giorno per Kathy, che ha recentemente cambiato scuola. Il liceo, però, è frequentato quasi esclusivamente da maschi e la vita si tramuterà presto in un inferno per lei e per la sua nuova amica Nancy. Tra scherzi sciocchi e insulti volgari, sarà l’affascinante e pericoloso David a darle maggiormente filo da torcere. Tuttavia, Kathy non può conoscere il dolore e la solitudine che il ragazzo nasconde dentro di sé, dietro una maschera da duro che indossa ogni giorno per riuscire ad affrontare la vita.

Viviana Leo intesse con maestria una trama in cui l’amore si rivela nel suo significato più puro: quello di due metà di uno stesso corpo che, tra innumerevoli altri corpi, trovano il coraggio di trovarsi.

RECENSIONE

…Ed ecco che ho conosciuto Viviana Leo, penso di averlo fatto nel modo migliore, attraverso le sue parole, il suo primo libro: “L’altra metà della mela”. E’ un’autrice, devo ammetterlo, che adoravo anche prima di leggere il romanzo, un’autrice umile e preparata ma anche una persona con la quale ti fa piacere parlare anche delle semplici emozioni che hai provato leggendo un libro che non è il suo, una persona estremamente sensibile, che sa ascoltare.
Devo dire che “L’altra metà della mela” non ha fatto altro che confermare la mia prima impressione.

E’ la storia di un amore sensibile quella di Kathy e David, due adolescenti la cui vita viaggia su due binari completamente opposti.

Kathy è una ragazza “normale”, carina, abbastanza riservata ma anche determinata, una ragazza solare che come tante deve accettare il trasferimento in un’altra città e ricominciare tutto da capo: farsi nuovi amici, guadagnarsi la fiducia di nuovi professori, abituarsi al nuovo quartiere…
Ha una famiglia unita alle spalle che la segue e la incoraggia in ogni cambiamento della vita, una madre attenta e premurosa e un padre che non le nega mai un sorriso.
David è invece un ragazzo introverso, scontroso, cresciuto da solo con in testa l’unico doloroso pensiero di essere stato uno sbaglio. Si nasconde dietro la facciata del capobranco, protetto dalla Direzione della scuola perché figlio di uno dei maggiori finanziatori dell’istituto nonché noto esponente politico, vive la sua vita senza arte né parte. Tratta male chiunque gli si avvicini (nessuno cerca mai di farlo davvero!), parla poco e guarda molto, spesso chiude gli occhi e si rifugia dietro il cappuccio di una felpa e due auricolari nelle orecchie per non dover sentire l’ipocrisia della gente, per non dover vedere la falsità dei quattro “amici” che gli stanno attorno solo perché porta il suo nome.

Kathy e David si incontreranno nella scuola di Beside City, dove lei è completamente smarrita e anche un po’ spaventata dal dover fare il suo ingresso in una scuola che fino all’anno prima era esclusivamente maschile mentre lui cammina con indifferenza tra i corridoi attraverso lo sguardo sognante delle ragazze, il timore reverenziale dei ragazzi che non hanno l’onore di sedere al suo fianco ed i sorrisi di circostanza dei professori. Il leone e la gazzella.
Kathy sapeva che le cose in quell’istituto non sarebbero state facili, che la sua classe totalmente maschile ad eccezione di Nancy (che diventerà presto sua grande amica) le avrebbe reso le cose impossibili… Lo aveva messo in preventivo e ripeteva a sé stessa di potercela fare ma ancora non sapeva fino a che punto David e il suo gruppo potevano spingersi.

Lei si impegnava, voleva studiare e stare attenta in classe.
Loro schiamazzavano per tutta l’ora di lezione.
Lei ripassava di buon mattino prima che arrivasse il professore.
Loro le buttavano il libro fuori dalla finestra.
Lei chiedeva giustizia.
Lui gliela faceva pagare.
Lei si faceva con calma la doccia dopo essere stata in piscina per non incontrarli.
Lui le gettava il borsone nell’acqua.

Per parecchio tempo le cose andarono avanti così, tra continui dispetti e sguardi di gelo, tra punizioni pomeridiane e ripicche mattutine ma le cose assunsero una piega un po’ diversa rispetto a quella che abitualmente prendevano: non era più una sfida che vedeva protagonisti le categorie per genere bensì direttamente Kathy e David.

Lui la guardava, con quegli occhi di ghiaccio che le facevano mancare l’aria, lei perdeva un battito ma non abbassava lo sguardo… si sfidavano continuamente e lei si ritrovò a pensare a lui molto di più di quanto avrebbe voluto.
Kathy con lui osava più di quanto tutti gli altri ragazzi della città avessero mai fatto, si permette cose che non sarebbero state tollerate per nessun’altro,  lei gli risponde, lo mette in discussione, lo giudica senza filtri ma nei rari momenti in cui lui abbassa la maschera… lo ascolta. Lei gli parla, gli fa domande, si interessa a quel briciolo di umanità che ogni tanto vede brillare in fondo all’armatura, si ripete che è un diavolo vestito da angelo ma lei quell’angelo lo vede e, inconsciamente, ne è attratta.

Sarà un concorso letterario a far cambiare definitivamente le cose in 3B: Kathy riuscirà a convincere buona parte della classe a partecipare e, dopo qualche forzatura, anche David prenderà parte al progetto.
La sua presenza farà sciogliere l’intero gruppo e tutti si sentiranno più liberi sapendo che lui, il capobranco, è lì con loro: non partecipa ma quantomeno non si oppone.
David odiava stare lì ma doveva ammettere che le sue orecchie avevano sentito delle idee niente male da parte di quella ragazza che all’inizio le sembrava così insignificante e poi eccola lì la domanda diretta <<Tu cose ne pensi David?>>, nessuno lo aveva mai reso partecipe diretto in qualcosa. Solo lei.

Un pomeriggio, dopo aver lavorato al progetto, decisero di trascorrere un po’ di tempo insieme e di fare un falò sulla spiaggia la sera stessa.
La notte, Kathy si svegliò un po’ infreddolita e pensò di avvicinarsi al fuoco quando vide una sagoma seduta proprio lì accanto, leggermente illuminata dal bagliore delle fiamme: era David e decise di avvicinarsi.

“Tu sei davvero strana”, le disse David continuando a fissarla.
“Non ho mai conosciuto una persona come te.”
“È un complimento?”
“Ancora non lo so.”
Si zittì per qualche secondo finché un sorriso malizioso si fece strada sul suo viso. “Mi chiedi cosa penso perché per caso ti interessa?” Kathy fu colta alla sprovvista dalla domanda e distolse lo sguardo da quegli occhi, tornando a guardare il fuoco.
“Mi interessa come mi interessano i pensieri di tutti gli altri”, precisò.
“Mmm, scommetto di no.” David le cinse le spalle con un braccio e l’attirò a sé. “In realtà sono io che ti interesso”, le sussurrò all’orecchio, così vicino che Kathy poteva avvertire sulla pelle il suo respiro. Il calore del suo braccio le attraversò il corpo ma con la mano gli afferrò il polso, cercando di allontanarlo da sé. David riuscì a liberarsi e ad imprigionarle la mano nella sua, incrociando le loro dita in una salda stretta. “Non puoi sfuggirmi”, disse circondandola anche con l’altro braccio.
La giovane si ritrovò con la guancia sul collo caldo e profumato di David e col suo mento sui capelli. ”Smettila”, gli disse cercando di divincolarsi da quella stretta ferrea. Lo sentiva ridere e la cosa la faceva infuriare ancora di più. David abbassò il capo, arrivando a sfiorarle la guancia con le labbra, stringendola ancora di più fra le braccia.
“Continui a non provare niente per me?” Aumentò la pressione delle dita sulla sua mano e iniziò a respirare piano sul suo viso, sfiorandole l’orecchio con le labbra e scendendo anche sul collo.
“No. Così mi fai il solletico.” Kathy erbacioa arrossita fino alla punta dei capelli ma, nonostante la rabbia, non poté trattenersi dal ridere.
“Smettila!” David sorrise ma continuò. Le tracciò la linea della guancia, fino ad arrivare vicino le labbra. “Vuoi davvero che smetta?”
“Sì.” Il cuore di lei ormai era a mille, mentre il calore del fuoco aiutava a rendere vivo il rossore sulle guance. David le prese il viso con la mano libera e la voltò verso di sé. I loro occhi si guardarono per qualche secondo, vicinissimi, finché lui non scoppiò a ridere e infine la lasciò andare.
“Questa volta non stavi più cercando di sfuggirmi”, la sbeffeggiò divertito. “Questa volta eri sul punto di cedere. Questo significa che in realtà ti interesso eccome.”

Da quel momento il loro modo di giocare cambiò, cambiarono le provocazioni, gli sguardi, cambiò persino la forzata indifferenza.

I ragazzi lavorarono sodo, vinsero il concorso e il primo premio era un viaggio. Un viaggio che fu galeotto per i nostri due protagonisti perché stare lontani era sempre più difficile.
David cominciò a provare un sentimento che non credeva avrebbe mai provato: era geloso. La voleva con sé nelle escursioni, nelle gite, la voleva con sé persino quando si era ammalato per dare a lei la sua felpa e non farla congelare durante una passeggiata segreta in notturna nel bosco accanto all’hotel. Nonostante la febbre, i deliri, la stanchezza, lui la voleva con sé.

Kathy lo guardò per qualche secondo. Aprì la bocca per parlare ma non riuscì ad emettere alcun suono, non sapendo lei stessa cosa rispondere.
David l’attirò a sé, avvicinando il viso al suo. “Resta”, le disse in un soffio.
La giovane lo guardò negli occhi e subito le tornarono in mente gli avvenimenti della sera prima, in un modo molto chiaro e vivido. Per la prima volta da quando si conoscevano prese il coraggio a due mani e lo baciò, precedendo ogni sua mossa. David sembrò stupito ma ricambiò il bacio, facendole avvertire la temperatura elevata che aveva a causa della febbre. “No, David, tu non dovresti stare in piedi.” disse Kathy, capendo di aver fatto un errore. David stava male e aveva bisogno di riposo. Lo fece stendere sul letto. “Scotti, hai di certo la febbre molto alta! Devo avvertire il professore.” “Kathy.” La guardò con gli occhi lucidi. “Tu mi piaci. Forse sei l’unica che…”

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Sì, si innamorarono.
Lo dissero a tutti, all’intera compagnia. David era finalmente l’angelo che appariva e lei era felice, tra le sue braccia non le mancava niente.
Si completavano, erano esattamente l’altra metà della mela.

“Un tempo gli uomini erano esseri perfetti, non mancavano di nulla e non vi era la distinzione fra uomini e donne. Ma Zeus, invidioso di tale perfezione, li spaccò in due: da allora ognuno di noi è in perenne ricerca della propria metà, trovando la quale torna all’antica perfezione”. (Platone)

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Una storia BELLA nel senso più ampio della parola. Una storia d’amore e di sensibilità, una storia che racconta non solo quanto può essere profondo il sentimento tra due adolescenti ma anche quanto può essere difficile il mondo della scuola, quanto gli atti di bullismo possano essere presenti anche in maniera sottile e celata e quanto possano far male.
Una storia che ci fa capire l’importanza del dialogo e quanto i genitori siano importanti, essenziali per un figlio.
La storia di un amore semplice che toglie il fiato.

Adoro Viviana e il suo modo di scrivere, in questo libro ha reso chiarissimi i punti di vista dei due protagonisti riuscendo a farli comprendere nel profondo. Non scrive bene… di più!

Ho divorato questo libro in poche ore, in ogni attimo libero della mia giornata lavorativa e lo consiglio ai figli, perché possano comprendere che delle realtà diversissime tra loro possono in realtà darsi tanto e per dirgli “non fermatevi alle apparenze”; lo consiglio ai genitori perché possano riflettere su quanto le attenzioni verso i propri figli siano fondamentali e lo consiglio a chi ama l’amore perché questa è una storia che fa innamorare!

Julie. ❤

5

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