Recensione di: “Ti amo, ma…” di Nicoletta Puricelli

Buongiorno Notters 🙂

Eccomi di nuovo a farvi compagnia con la mia seconda recensione!
Il romanzo che v racconto è una dolcissima storia rosa firmata Nicoletta Puricelli: “Ti amo ma…”

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TITOLO: Ti amo, ma…
AUTRICE: Nicoletta Puricelli
EDITORE: Pietro Macchione Editore
DATA PUBBLICAZIONE: 11 luglio 2015
GENERE: Romanzo Rosa
FORMATO: Cartaceo
PAGINE: 208
PREZZO: 13,60

 

SINOSSI

In un banale giorno di pioggia Amanda, commessa trentenne presso l’aeroporto di Malpensa, salva un giovane dalle grinfie di due ragazzine. Lo invita a casa sua e scopre che si tratta di Matthew Grennet, attore americano idolo delle ragazzine del nuovo continente, ma anche di Anouk, figlia della vicina di casa, che in realtà vive per la maggior parte del tempo da lei e ha un poster gigante di Matthew nella camera in cui dorme. Anouk è in gita, ma Matthew viene rapito da una foto che la ritrae e, per sdebitarsi dell’ospitalità di Amanda, chiama la giovane per farle gli auguri di compleanno. Nasce una corrispondenza fatta di telefonate e messaggi su WhatsApp, finché lui decide di farle una sorpresa e di andare a conoscerla. Il punto di vista di una diciottenne che vede un sogno diventare realtà svela le emozioni che la accompagnano per il resto della fine del quinto anno della scuola alberghiera, ma gli insegnamenti della madre femminista sono sempre in agguato e la metteranno a dura prova quando si tratterà di prendere decisioni importanti per il suo futuro.

RECENSIONE

Il romanzo sembra riaffiorare dai sogni che Morfeo, padre amorevole, custodisce gelosamente, affinché il sogno “un effimero ricordo” si manifesti a occhi aperti come un’illusione realistica, dove la ragione combatte contro tutto ciò che non può spiegare.

Questo sogno inizia con Amanda, che rappresenta la parte iniziale della storia, dove i pensieri della donna cercano di esprimere tranquillità e descrivere una 13329881_1228829610461687_876268104_nquotidianità che è interrotta dall’arrivo di uno sconosciuto che sconvolgerà sia la vita di Amanda sia di Anna, detta Anouk, un’adolescente protagonista della seconda parte del romanzo, dove il sogno si anima poiché è in continua evoluzione.

Amanda è una normale commessa d’abbigliamento all’aeroporto di Malpensa e Anouk è la sua figlioccia adottiva, la quale è in procinto di raggiungere la maturità. Quale regalo migliore se non ricevere una telefonata dal suo attore americano preferito Matthew Grennet, lo sconosciuto che Amanda ha aiutato nel momento del bisogno.
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Anouk e Matthew cercano di far diminuire la distanza tra di loro con le conversazioni su Whatsapp e la visita inaspettata del ragazzo che sconvolgerà la routine di Anouk, che si renderà conto che la realtà è molto diversa dai sogni e, infatti, affermerà che: “Se son rose…. pungeranno”.

Tra i due ragazzi ci sarà un momento di stallo poiché entrambi devono pensare al proprio futuro e non sognare sul presente, ma forse come dice Amanda in quel momento ciò che hanno veramente bisogno è di un piccolo appiglio alla realtà” per non farsi trascinare in ciò che sembra reale ma in realtà è il frutto della nostra immaginazione.

Finalmente l’amore tra i due sboccia in un’evoluzione genuina, dove le emozioni inseguono le note musicali, creando una colonna sonora, per potersi plasmare e sfociare in una melodia sconosciuta anche a loro stessi. Questo incanto è messo a dura prova dalle ambizioni di entrambi: Matthew è destinato a eclissare chiunque viva al suo fianco e Anouk vuole inseguire il suo sogno, diventare chef, lottando con le proprie forze.

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“Matt, io ho deciso che la cucina sarà il mio futuro, voglio diventare uno chef rinomato e 
voglio che la gente sia convinta che io sia brava in quello che faccio, perché lo faccio con passione e professionalità; voglio che se la gente debba parlare di me lo faccia per le mie capacità e se ne parleranno male è perché non sono stata tanto in gamba. Non voglio che qualcuno mi rinfacci di aver vinto un concorso perché sono la tua ragazza, ma devono essere convinti che me lo merito. Se sto con te io vengo annullata come non fossi nessuno, sono solo la tua amichetta e qualunque altra cosa faccia passa in secondo piano”.

La scrittura è molto lineare e piacevole, arricchita da aforismi che esprimono la freschezza e la modernità della scrittrice. Le parole apparentemente semplici rimandano a significati più profondi che generano suspense e momenti inaspettati.

Ti amo, ma… è una creazione letteraria che nasce dall’impegno della scrittrice che come un cuoco plasma gli elementi grazie alla ricettività delle papille gustative che rendono il prodotto unico nel suo genere, ma in grado di scaturire molteplici piaceri o far rimanere a bocca aperta per il gusto, come il finale del romanzo. Un finale inaspettato che provoca sorpresa e incertezza.

Vi lascio con le parole della canzone di Alessandra Amoroso “Comunque andare” che esprimono gli stati d’animo della protagonista:

“ …e allora andare che le spine si fanno sfilare e se chiudo gli occhi sono rose e il profumo che mi rimane…voglio essere migliore finché ci sei tu e perché ci sei tu da amare”.

Carmela

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