A tu per tu con: Marilena Boccola

Buongiorno Notters, ormai la nostra scaletta la conoscete bene. Dopo le recensioni del lunedì, facciamo sempre quattro chiacchiere con gli autori che abbiamo letto! Lunedì ho recensito “Abbracciami più forte” di Marilena Boccola, e oggi sono in sua compagnia. Andiamo a leggere la sua intervista! 🙂

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Ciao Marilena grazie di aver accettato il nostro invito 🙂 ora partiamo con le nostre domande!

1- La storia di Simone&Martina com’è nata?

La storia di Simone e Martina nasce casualmente, nel senso che prima ho scritto “Una vita in più” (ancora inedito ma che conto di pubblicare a febbraio come prequel di “Abbracciami più forte”) e solo successivamente mi è venuta l’idea di sviluppare un incontro che Simone fa una sera d’estate, quando è completamente preso da Anna Laura, la sua direttrice.

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2- Nei ringraziamenti hai scritto che “Abbracciami più forte” doveva essere pubblicato dopo “Una vita in più” che è ancora inedito. Come mai hai fatto questa scelta?

Ho fatto questa scelta perché temevo di deludere le lettrici che avevano apprezzato il romanticismo di “Una casa per due”, visto che “Una vita in più” ha un linguaggio più crudo e scene di sesso esplicite. “Abbracciami più forte” è per me la giusta via di mezzo in quanto tenero, ma anche sensuale senza essere volgare.

3- Una domanda che a volte mi pongo. Come fate voi scrittori a scegliere i nomi dei vostri protagonisti? Ti inspiri a qualcosa o meglio a qualcuno?

L’associazione dei nomi a persone che si conoscono condiziona senz’altro la scelta. Tuttavia, per me scrivere romance è un po’ come giocare con le bambole: mi rimanda all’estrema libertà che avevo da bambina di usare la fantasia e dare i nomi che più mi piacevano, far indossare i vestiti preferiti, inventare le ambientazioni. Scegliere i nomi fa parte del gioco: Simone era il nome che avevo scelto per il mio secondogenito (che alla fine abbiamo chiamato Mattia) e mi richiama un figo un po’ ombroso. Martina mi fa pensare a una ragazza spigliata, moderna, determinata, ma sensibile e con valori forti, proprio come la mia protagonista.

4- Hai scritto molti altri libri, parlaci anche di loro?

Finora ho pubblicato due romanzi, “Abbracciami più forte” e “Una casa per due”, oltre a tre racconti di Natale: “Abbracciami è Natale” con Simone e Martina alle prese con il primo Natale insieme; “Una lettera dal cielo” contenuto nell’antologia promossa da Harem’s Book a favore di Unicef dal titolo “Un Natale speziato” e “Una magia di Natale” contenuto nell’antologia “A Natale ti regalo l’amore” a favore di AIRC.
In quello che scrivo mi piace valorizzare le bellezze del nostro Paese; infatti, le ambientazioni sono sempre italiane e i personaggi appartengono alla quotidianità perché amo sognare e far sognare raccontando la realtà e descrivendo cose che potrebbero succedere davvero. Infine, nei miei romanzi si incontrano sempre i piccoli piaceri della vita quali mangiare e bere bene, i libri, i viaggi, l’arte, gli affetti più sinceri degli amici e dei familiari.

5- A quale dei tuoi libri sei più affezionata?

È difficile rispondere a questa domanda… ho capito che i romanzi che si scrivono sono come figli: non si può amarne uno più di un altro. Sicuramente, “Una casa per due”, il primo romanzo che ho pubblicato, continua a darmi grandi soddisfazioni. Forse per la splendida ambientazione (la Riviera ligure di Levante), perché ha una trama semplice e lineare, perché la coppia che si respinge e attrae al contempo piace sempre, perché è una favola moderna che fa sognare a occhi aperti.

6- Un paio di domande “ficcanaso”. Hai un luogo e una situazione particolare per scrivere?

Scrivo nello studio di casa mia, a Mantova, seduta a una scrivania in legno che era di mia mamma, su una sedia imbottita un po’ retrò, la lampada da tavolo accesa, spesso sorseggiando caffè o una tisana fumante. Il tempo per scrivere è poco visto che ho un lavoro d’ufficio, un marito e due figli in età scolare oltre a una casa da seguire: lo rubo essenzialmente al sonno, oppure sacrifico i momenti di relax senza mai rinunciare a leggere, però!

7–  Quando inizi una stesura, per un nuovo romanzo, per i tratti caratteriali fai un mix di carattere di chi conosci e metti anche un po di te?

Sicuramente metto un po’ di me: nel caso di “Una casa per due” Vittoria mi assomiglia di più, mentre in “Abbracciami più forte” Simone ha alcune mie caratteristiche. Martina è come vorrei essere e Riccardo (Una casa per due) è davvero l’uomo ideale: protettivo, premuroso, ironico, appassionato. Altri personaggi assomigliano a persone che conosco, ad esempio Luca e Fabio gli amici di Simone in “Abbracciami più forte” sono ispirati rispettivamente a un mio collega e a un amico di mio marito. Mi rendo conto che queste annotazioni possono risultare un po’ noiose a chi non ha letto i miei romanzi… allora cosa aspettate? 😉

8- Che genere ti piace leggere? E qual è il tuo libro preferito?

Ho sempre letto un po’ di tutto: classici, narrativa, gialli, qualche romance… Ultimamente quest’ultimo genere prevale perché ho ancora tanto da imparare per cui al piacere della lettura si aggiunge lo “studio”, in un certo senso. Tra le letture più recenti, ho apprezzato “Le ho mai raccontato del vento del Nord?” di Daniel Glattauer e poi amo molto la scrittura di Margaret Mazzantini, anche se io non riuscirei mai a scrivere in un modo così incisivo e graffiante; “Venuto al mondo” è per me il suo capolavoro.

9- Cosa pensi del Self-publishing? È una ottima opportunità?

Decisamente sì! Dopo aver vinto un concorso letterario e aver inviato inutilmente i miei scritti a diverse case editrici ricevendo solo proposte di pubblicazione a pagamento, se non fossi approdata al self-publishing ora non sarei qui a parlare di me e dei miei romanzi e soprattutto non avrei avuto la possibilità di conoscere tante persone appassionate che hanno apprezzato i miei scritti e si sono emozionate leggendoli.

10- Usa queste poche righe per esprimere un tuo pensiero, messaggio o anche solo un saluto! 🙂

Approfitto per ringraziare tutte le persone che, in diversi modi, mi sono vicine in questa avventura; per dire che quando scrivo non aspiro ad altro se non a regalare e regalarmi qualche piacevole momento di evasione, senza grandi pretese, ma nel rispetto dell’intelligenza di ognuno e cercando sempre di trasmettere emozioni e piccoli spunti di riflessioni; per invitare le persone a sorridere alla vita e agli altri perché è in questo modo che si innesca un circolo virtuoso che restituisce sempre più di quello si dà.

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Grazie del tempo che hai dedicato a Notting Hill Books alla prossima! 😉

Naty ❤️

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